Skip to content

Zappacosta da 3 punti, ma che fatica per l’Atalanta col Verona nella festa di De Roon

Zappacosta da 3 punti, ma che fatica per l’Atalanta col Verona nella festa di De Roon

30a serie A – Bergamo, New Balance Arena – domenica 22 marzo (ore 15)
Atalanta – Hellas Verona 1-0 (1-0)
ATALANTA (3-4-2-1):
Carnesecchi 7; Scalvini 6,5, Djimsiti 6, Kolasinac 6,5 (31’ st Hien 6); Zappacosta 7, De Roon (cap.) 6 (43’ st Samardzic sv), Ederson 6,5 (18’ st Pasalic 6), Bernasconi 6; De Ketelaere 6,5 (31’ st Musah 6), Zalewski 6 (18’ st Raspadori 5,5); Krstovic 5,5. A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 3 Kossounou, 69 Ahanor, 5 Bakker, 16 Bellanova, 7 K. Sulemana. All.: Raffaele Palladino 6.
HELLAS VERONA (3-5-2): Montipò (cap.) 6; Nelsson 6, Edmundsson 6,5, Valentini 6,5; Belghali 6,5, J.-D. Akpa Akpro 6,5 (40’ st Bernede sv), Gagliardini 6 (21’ st Al-Musrati 6,5), Harroui 5,5 (21’ st Suslov 6,5), Frese 5,5 (1’ st Oyegoke 6); Bowie 5,5 (33’ st Sarr 6), Orban 5,5. A disp.: 34 Perilli, 94 Toniolo; 19 Slotsager, 70 Fallou, 14 Lirola, 36 Niasse, 25 Mosquera, 41 Isaac. All.: Paolo Sammarco 6.
Arbitro: Ayroldi di Molfetta 7 (Bercigli di Firenze, Fontani di Siena; IV Crezzini di Siena. V.A.R. Maggioni di Lecco, A.V.A.R. La Penna di Roma 1).
RETE: 37’ pt Zappacosta (A).
Note: premiato Isak Hien per le cento presenze atalantine raggiunte con l’Udinese (ora sono 103-4). Presenza numero 436 per Marten de Roon, che scavalca Gianpaolo Bellini come recordman societario. Pomeriggio coperto, uggioso e tardo invernale, spettatori 22.087 per un incasso di 480.975,46 euro. Ammoniti Edmundsson, Valentini, Gagliardini e Hien per gioco scorretto. Tiri totali 13-10, nello specchio 3-2, parati 1-2, respinti/deviati 4-4, legni 1-0. Corner 2-4, recupero 1’ e 4’.

Bergamo – Nel giorno della presenza-record numero 436 di Marten de Roon, contro il fanalino di coda Hellas Verona, pericolosissimo nella ripresa specie con l’omonimo del premier ungherese, l’Atalanta viaggia su un tappeto di spine nonostante il ricamo di Davide Zappacosta nel finale di primo tempo e incamera il bottino per non perdere il contatto con la zona coppe. Cinquantesimo punto: dopo la sosta, Lecce il 6 aprile, Juventus l’11, Roma il 18 all’Olimpico e il 22 la semifinale di ritorno casalinga di Coppa Italia con la Lazio.

Il festeggiato speciale si allarga sovrapponendosi a De Ketelaere al 3’ telefonando in bocca a Montipò, Krstovic invece apre troppo il sinistro apertogli da Kolasinac e Zalewski al settebello. Alla sporca dozzina Orban mastica parecchio dalla lunga il piatto apparecchiatogli dall’ex Gagliardini: palla dritta e a lato. A cavallo del quarto d’ora, Krstovic incorna il cross da destra di Zappacosta sullo schema del capitano e quindi prolunga per Zappacosta l’appoggio di testa da metà campo del fiammingo: Zalewski taglia bene con effetto velo, ma di fatto è Frese che prolunga la traiettoria per Ederson, stoppato in angolo da Akpa Akpro davanti al secondo palo. Al 24’ Djimsiti stoppa Orban nella combinazione con da Bowie dopo un tiro alto di seconda di Scalvini; un paio di lancette prima, provvidenziale diagonale di Valentini a spezzare l’asse tra il polacco e il montenegrino. A nove dalla pausa, l’acuto decisivo, quando CDK smista per Nikola che a sua a volta la offre per lo sposta & tira di sinistro in caduta di Scalvini ed Edmundsson respinge stavolta a tiro del sinistro di Zappacosta, lesto a rientrare dallo spigolo destro, aperto nell’angolino lontano.

Un tris cronometrico più tardi, il conato di Akpa-Akpro ottiene solo di pareggiare a quota due il conto dei tiri dalla bandierina. Al rientro dal tunnel, occhio all’ex Hibernian che riceve dal fondo da Belghali, virato a mancina dall’ingresso di Oyegoke, trovando però sulla sua strada un muro chiamato Sead. Sempre lo scozzese si ritrova davanti a Carnesecchi sbucciando clamorosamente la palla a rientrare ancora di Belghali con balzo del riminese in corner. Siamo al quarto minuto. Al pari fallito fa riscontro, all’undicesimo, l’errore di mira di Krstovic che supera l’ultimo ostacolo il pallonetto sul lancio di Charlesone scheggiando la traversa alta.

All’ora di gioco break di Zappacosta che la ritenta, nell’uno contro uno con l’algerino, ma chiude in eccesso sul primo palo. Succede poco, ma con giropalla insistito ospite, e al 27’ la new entry Al-Musrati per fortuna stiracchia soltanto il destro scaricatogli da Bowie su imbeccata di di Belghali. Il britannico lo rifà di testa, all’indietro, dall’altro lato, prolungando verso Orban il traversone di Oyegoke: un altro 1-1 gettato alle ortiche. Idem all’ottantesimo, quando sull’asse Suslove-Sarr-Belghali con l’ennesimo scarichino è nuovamente il nigeriano a mancare il bersaglio, complice la grande risposta di Carnesecchi che gliela intercetta a mezz’altezza alla propria sinistra. Al 1’ di recupero, Hien ci mette la gambona su Belghali trovato da Orban. Alla fine, la grande festa di Martino, “grinta, leadership e senso di appartenenza”, cogli striscioni della Curva Nord e della Sud a campeggiare: Figlio acquisito della nostra città / bandiera e simbolo di atalantinità / 436 volte grazie Marten! e
Prima uomini, poi campioni con il disegno dell’olandese in mezzo. Consegnata la maglia celebrativa, alla presenza di Paolo Sarnech, alias Gianpaolo Bellini, il Bello, “la vera bandiera perché lui ha passato tutta la vita con questa maglia”. Esseffe