Le grandi verità di Raffaele Palladino, al netto di un giudizio forse leggermente troppo entusiasta sulla sua Atalanta, riassunte in due frasette: “La semifinale di Coppa Italia con la Lazio per noi è la partita più importante dell’anno. Ce la giocheremo al meglio. Ma stasera non è che non abbiamo sfruttato l’occasione”. Il pari e patta con la Roma, insomma, non è un dramma, anche se dal settimo posto con sole cinque giornate da giocare il sogno Champions rimarrà tale a meno di miracoli: “Io ho visto due squadre con qualità, intensità e coraggio che hanno dato vita a una bella partita. Abbiamo giocato con personalità e grande spirito, la partita è stata aperta sui due fronti e avremmo potuto raddoppiare. Ci prendiamo il punto che è il risultato giusto”, la sentenza dell’uomo in panchina.
Niente bicchiere mezzo vuoto, nonostante il mero punticino nei due barrage per l’Europa: “Non direi che abbiamo sciupato l’occasione, la distanza dalla Roma è invariata e abbiamo recuperato un punto al Como. Anche con la Juve era stata una grande prestazione, sono soddisfatto del nostro percorso e a fine partita ho ringraziato i miei giocatori”, rimarca il mister. Qualche alibi sembra affiorare dal discorso a Sky Sport a bocce ferme: “Scalvini ha preso un colpo all’anca ed era in ritardo sulle uscite, Kolasinac ha patito un leggero fastidio. Ho preferito sostituirli perché non voglio arrivare con infortunati al 22 aprile, le loro difficoltà sono state solo sul piano fisico. De Ketelaere veniva da due-tre giorni con un po’ d’influenza e non aveva la sua solita energia. Ho messo gente fresca e siamo stati più brillanti e propositivi nel secondo tempo, che è stato comunque equilibrato”.
Soddisfazione per il mancato uomo-partita, che dopo aver aperto il punteggio non ha fatto granché: “Krstovic ha alzato il livello anche di score personale, oggi mi serviva uno come lui perché doveva tenere a bada Ndicka. La Roma veniva a prenderci alti. Scamacca è uno che viene più incontro. Ma da qui alla fine ci saranno possibilità per entrambi, anche in coppia: dipende dalla situazione”.
Dalla pancia dell’Olimpico –
“Abbiamo dimostrato quanto questa sfida fosse importante per noi. Ci sono state occasioni da una parte e dall’altro, Ederson avrebbe potuto fare due a zero, in genere in questi due sabati abbiamo raccolto meno di quanto meritassimo. La strada sarebbe quella sbagliata se si giocasse male, ma non è il nostro caso.
La Roma ci ha accerchiato un po’ facendosi abbassare nella nostra area coi nostri terzi in difficoltà, poi abbiamo fatto meglio nel secondo tempo. Proveremo a prenderne qualcuna davanti, ce la giocheremo fino alla fine: sono 4 punti sia dalla Roma che dal Como. Domenica abbiamo i nostri tifosi allo stadio per iniziare a preparare il match con la Lazio: una carica che ci serve, un affetto che ci aspettiamo.
Il modello Atalanta è replicabile? Cura il settore giovanile, è attenta a tutti i dettagli e i particolari. Sono felice di lavorare qui, ma non so come si lavori nelle altre piazze.
Siamo partiti ad handicap, le stagioni nascono anche così. Se fosse andata bene a Ivan Juric, oggi come oggi io non sarei qui. Abbiamo fatto una scalata, quando perdi con la Juve come hai perso ti crolla un po’ il mondo addosso. La scalata continua fino alla fine, è una squadra che dà tutto fin dagli allenamenti e lo farà fino all’ultimo secondo” (Raffaele Palladino dalla sala conferenze dell’Olimpico).
I giocatori – Marco Carnesecchi è rammaricato per i due punti in più che servivano senza essere arrivati, ma ancor di più per quella saponetta costata i tre punti andati a Boga e alla Juventus sabato scorso: “Non ho dormito per una settimana. Mi sento di aver deluso i miei compagni, sono stato veramente male. Per fortuna c’è stata quest’altra partita, più che per il premio di miglior giocatore”, la premessa a bordocampo del portiere nerazzurro. “Per me è stata una grandissima partita, potevano essere tre punti, peccato per il gol preso allo scadere del primo tempo. La svolta alla stagione può essere mercoledì. Siamo in corsa anche dal campionato: abbiamo un calendario forse più difficile delle altre. La via più breve all’Europa League è la Coppa Italia, visto che siamo un po’ indietro in campionato”.
L’autocritica, in mezzo a tanti peana per una prova non al massimo se vista dal di fuori, è di Marten de Roon: “E’ mancata qualità in transizione e nell’ultimo passaggio, soprattutto nel primo tempo. Il secondo è stato molto equilibrato, la partita è stata di grande intensità”. Di qui il suggerimento per la semifinale del trofeo nazionale contro l’altra capitolina: “Con più qualità nel palleggio possiamo fare una grande partita mercoledì”. C’è pure il compagno del quale assumere la difesa d’ufficio, da capitano: “Marco è stato il migliore, il nostro punto di forza. Non oggi, sempre. Non se la deve prendere con se stesso, è stato il protagonista della nostra stagione”. Dulcis in fundo, i buoni propositi galleggianti sul mare di realismo: “Quelle davanti sono lontane, ma bisogna crederci fino all’ultima giornata. Nella semifinale di Coppa Italia sarà tosta, abbiamo visto la Lazio col Napoli, ma è ovviamente un obiettivo che in questi anni abbiamo sempre coltivato”. Esseffe