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Voci dallo spogliatoio – Palladino: “Obiettivo centrato”. Raspadori: “Stima per lui”

Voci dallo spogliatoio – Palladino: “Obiettivo centrato”. Raspadori: “Stima per lui”

Col minimo sforzo e pure con la festa sotto la curva. Raffaele Palladino, dopo il ko di corto muso col Bologna, rivendica una volta di più il lavoro in sella all’Atalanta settima e più o meno contenta: “L’obiettivo era centrare la qualificazione europea associandola alla prestazione e al risultato positivo davanti ai nostri tifosi. Con lo scorrere dei minuti ho notato il calo di attenzione e tensione: non abbiamo capito quello che è successo sul fallo-non fallo da cui è nata la punizione della sconfitta, ho detto ai miei di stare tranquilli e abbiamo preso il gol – le sue parole -. La squadra era tredicesima e col cambio di allenatore ci sono tante difficoltà anche interne. C’era una situazione complessa, non facile da riprendere in mano. Abbiamo recuperato tanti punti alle squadre davanti a noi, abbiamo remato tutti dalla stessa parte. Al mio arrivo mi ero posto l’obiettivo di riportare l’Atalanta dove merita, in Europa, e l’ho fatto”.

“Ringrazio i ragazzi, i tifosi e la società: questo è un grande risultato arrivato grazie a una grande rimonta. Non era affatto scontato. L’Atalanta va in Europa per la nona volta negli ultimi dieci anni, significa che è ambiziosa e che lo sarà sempre di più”, rimarca il tecnico subentrato a Ivan Juric all’indomani dell’esonero del croato lo scorso 10 novembre. “Si vince e si perde insieme. Mi dà soddisfazione aver riportato l’Atalanta dove merita. Il mio obiettivo era riportarla in Europa e l’ho centrato. C’è un rapporto bellissimo, di grande stima e cordialità con Antonio e Luca Percassi e Stephen Pagliuca. Mi sono sempre vicini, mi sostengono anche nelle difficoltà. Il pubblico mi ha fatto emozionare come i giocatori, il rapporto è magico all’interno dello spogliatoio. I tifosi mi hanno applaudito facendomi i cori, li ringrazio per tutta la vita”, prosegue.

Sui cambi in corsa, magari poco comprensibili all’esterno, c’è una spiegazione come per tutto il resto: “Volevo inserire Samardzic e Scamacca ma poi sono stato costretto a cambi forzati perché eravamo in emergenza. E’ tornato Bakker in una posizione non sua, siamo felici del suo ritorno in campo. I cambi, comunque, sono in funzione di quello che vedo durante la partita, non certo messaggi alla società o a chiunque altro. Musah a sinistra ha fatto bene”.

Giacomo Raspadori, il giocatore da spendere in sala conferenze nella pancia della New Balance Arena, non può certo evitare lo spot per l’uomo in panchina: “Confermerei Palladino? La domanda è fuori luogo, la società ha dimostrato di sapere qual è il meglio per l’Atalanta. A gennaio il mister è stato decisivo per farmi venire qui: c’è grande stima reciproca con lui, ma il meglio per la maglia è un tema che spetta alla società”. “Il mio futuro sarà sicuramente qui, ho un contratto lungo e la società mi ha scelto. Ne sono orgoglioso – spiega l’attaccante di Castel Maggiore -. Ho trovato subito continuità nonostante l’imprevisto dell’infortunio che mi ha tenuto fuori per un po’. Anche stagioni difficoltose come questa fanno crescere: io sono e resto determinato per quel che verrà”.

Un Jack in più calato nella partita col mister: “Il traguardo che è stato raggiunto non è per niente scontato. E’ stato un anno con delle difficoltà: dobbiamo essere orgogliosi della rincorsa, come ricorda sempre lui. Bisogna sempre cercare di spingersi oltre il limite: è la forza del gruppo e del club migliorarsi quotidianamente. Lo percepivo da avversario e me ne accorgo ogni giorno di più adesso che sono dentro”. Infine, il peana per l’Europa acciuffata, anche se ai minimi termini: “C’è entusiasmo per questa qualificazione, dietro c’è un grande lavoro. A me qualsiasi tipo di competizione dà gioia, perché significa assecondare la propria passione e giocare più partite. Ogni giocatore lo vuole”. Esse