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Voci dalla New Balance Arena – Sarri: “Il livello non è questo”. Ederson: “Teniamo botta di fisico e di testa”

Voci dalla New Balance Arena – Sarri: “Il livello non è questo”. Ederson: “Teniamo botta di fisico e di testa”

Lo spogliatoio è allegro per aver tenuto duro e soprattutto per i tre punti. Meglio, in questo momento, l’Atalanta non può fare. E allora sia benvenuto il bottino pieno seppur stentato e fortunoso col Bologna, che consente di condividere la vetta con la Juve, le milanesi e la Roma.

Stavolta citiamo gli intervistati-dichiarazionisti in ordine di apparizione. “Fisicamente stiamo bene e riusciamo a tenere fino a uscire con più brillantezza nel finale. La tenuta mentale è stata ancora più importante, anche se la partita è stata difficoltosa e tecnicamente non brillante da parte nostra”. Parola di Ederson José dos Santos, l’uomo con la fascia al braccio: “Onore e merito al Bologna, piano piano ci adegueremo al nostro sistema di gioco. Non saremo al cento per centro neanche sabato con la Roma da questo punto di vista. Vincere le gare, però, ci aiuta a essere positivi mentre apprendiamo serata dopo serata come giocare al meglio col 4-3-3”.

C’è un addio da commentare e il brasiliano sulla mezz’ala non si tira indietro. “Indossare la fascia di capitano è un onore. De Roon mi ha aiutato tantissimo al mio arrivo, Gasperini lo voleva subito e il calciomercato ha abbreviato i tempi rendendo tutto un po’ improvviso e affrettato – sospira Ederson -. Ho parlato con lui, gli ho scritto e gli ho fatto capire quanto mi sia stato d’aiuto. Lui è una grandissima persona, di carattere, e ha sofferto un po’. Ci tiene tanto all’Atalanta. Abbiamo la fortuna di giocarci contro quasi subito, sabato sera all’Olimpico: ci parleremo in campo da avversari, ma fuori resta un amico e lo saluterò di persona per augurargli una grande stagione e il meglio anche per la sua famiglia”

“Io e Samardzic siamo entrati con molta energia, lui ha avuto la chance di tirare e ha segnato il gol della vittoria, ma a parte tutto questa è una vittoria molto importante perché la partita arrivava dopo gli sforzi per qualificarsi alla fase campionato di Conference League – sostiene Eljif Elmas, il giocatore da zona mista-bordocampo DAZN/Sky -. Il Bologna è una buona squadra che palleggia tantissimo e ci ha messi in difficoltà. A maggior ragione, quindi, sono contento della vittoria e anche della mia prestazione: sono un numero 10 classico d’origine, posso giocare in mezzo come da attaccante esterno. Fare il jolly è difficile, ma mi adeguo”. E il match winner? “Era l’ultima palla della partita, mi sono detto, ‘Laki, hai un buon tiro, provaci’. Per fortuna è andata bene. Saluto anch’io Marten, una leggenda a cui l’Atalanta deve ciò che è diventata. Gli auguriamo il meglio, è il nostro capitano, è l’Atalanta e devo ringraziarlo per quanto mi è stato di sostegno al mio arrivo. Dobbiamo dirgli solo grazie”.

Infine, è il turno di Maurizio Sarri. “Una serata non facile, la mia stanchezza alla quarta partita in undici giorni è stata la stessa in campo dei miei giocatori. Ederson ha avuto la fascia, ne abbiamo parlato e riteniamo sia giusto dargliela. Pasalic, che ha le presenze per farlo, potrà indossarla come ha fatto oggi nel finale di partita. Non è una scelta per punire qualcuno, lo sarebbe stata se l’avessi tolta a José”. Il tecnico non può essere soddisfatto della prestazione: “Il livello da raggiungere per giocare il calcio come intendo io è tutt’altro. La partita ci lascia tre punti e la consapevolezza di dover migliorare moltissimo – spiega -. E’ stata una prova di sofferenza dal punto di vista tattico in fase difensiva e tecnico in fase offensiva, perché abbiamo sbagliato molto. Di partite così se ne vincono una ogni tanto, ma è difficile che possa succedere spesso”.

E ancora, rincarando la dose: Carnesecchi è un portiere di grandissimo livello e sta facendo benissimo, sono contento che giochi per noi e non per gli altri. La mia maggiore preoccupazione è la fase difensiva. La seconda pressione non ci riesce perché restiamo troppo distanti: se non riesce la prima bisogna fare un passo indietro, così siamo sempre a metà strada”. Il mercato merita un capitolo a parte: “Un tormento e qualcosa che funziona o mette le cose a posto solo per i giornalisti. Nel mezzo, siamo alla quarta gara in undici giorni, un a tortura. Kessié è un gran ritorno, un atto d’amore reciproco con la società. Non so se Rowe sia ufficiale o no, il prima possibile lo chiedo al direttore sportivo. Non vorrei parlare di un giocatore, pur forte e importante, finché non ho la certezza del suo arrivo. I due centrali difensivi Kossounou e Scalvini hanno giocato quattro partite filate, se ci fosse una rotazione più lunga, Cabal o no, sarebbe meglio: Kristensen spero torni presto, per Hien i tempi sono più lunghi”.

Ancora un panchinaro decisivo, tre gol su quattro sono stati dei cambi. “La panchina al di là del gol vittoria di Samardzic, spenti com’eravamo per vie esterne, ha ravvivato la partita rimettendoci dentro. Avere un panchina uno come Lazar che ha grande qualità dei piedi magari ti fa vincere con un’iniziativa. Le gare si vincono con i cinque ingressi e da questo punto di vista tutti stanno rispondendo bene”. Infine: “Non cambio modulo per adeguarmi agli avversari, preferisco proporre il calcio in cui credo io. Nello stadio di Bergamo mi trovo a mio agio, in società idem, perché c’è un grande livello di organizzazione. Sono contento per i tifosi, i dirigenti e la proprietà per questa vittoria”. Effeconnesso