Il campionato finisce con un pareggio senza infamia e senza lode. I giocatori dell’Atalanta, al fine, sono andati a salutare i pochi bergamaschi presenti al Franchi mentre i giocatori viola sono stati subissati da improperi e da insulti dai loro ultras della Sud con striscioni vari non proprio poetici. Fiorentina in vantaggio con Piccoli al 39’ del primo tempo grazie ad una papera di Sportiello, la Dea raggiunge il pari al 37’ della ripresa con un’autorete di Comuzzo, in anticipo su Scamacca, su cross di Zappacosta. Comunque il migliore in campo è stato il portiere viola Christensen. Per quel che vale. Una partita che vale nulla per la classifica di un’Atalanta protagonista di una stagione perlomeno sconcertante che, comunque sia, è valsa la Conference, pur sempre una competizione europea, anche se è quella delle squadre proletarie. A Firenze la rimpiangono dopo un campionato che ha rischiato di trasformarsi in una tragedia calcistica, la retrocessione. Quindi non si poteva pretendere di assistere ad un partitone. Del resto nella Bergamo del calcio si parla di ben altro: il sempre più probabile addio di Raffaele Palladino, reo di richieste contrattuali non consone con i valori atalantini, che, comunque si è meritato il saluto dei tifosi “Quale sia il destino, grazie Palladino” la fine del rapporto con il diesse Tony D’Amico ma soprattutto l’approdo al Centro Bortolotti di Cristiano Giuntoli insieme a Maurizio Sarri. A conferma di una chiara intenzione di rilanciare le quotazioni e le aspirazioni tecniche della Dea da parte della famiglia Percassi e di Steve Pagliuca. Intanto si comincia con un nuovo logo a due anni dal trionfo in Europa League. Dal primo minuto tornano in campo Sportiello, Musah, Pasalic, Bellanova, Sulemana, Samardzic oltre a Hien che domenica era squalificato. Per alcuni di loro non è certo la partita contro i viola che può significare riconferma o giubilazione ma la prestazione conta sempre, eccome. Anche Vanoli schiera una formazione con tanti cambi e anche in casa viola le valutazioni saranno cospicue, dopo un’annata disastrosa. Il Franchi è ancora un cantiere ed è la curva sud viola che movimenta la serata con cori di vario tipo, eppure gli applausi non mancano a Palladino e pure a Vanoli. L’Atalanta dà l’impressione di voler fare sfracelli ma è un’illusione, eppure i nerazzurri costringono il portiere viola ad un avvio di partita di grande impegno: para un gran tiro di Samardzic, su appoggio di Bellanova, al 5’, poi al 18’ si esalta su una botta di Musah e pochi secondi dopo si ripete su De Roon. La partita prosegue con dominio atalantino ma spesso inconcludente e senza un nesso in fase di conclusione. Al primo tiro in porta, minuto 39, la Fiorentina passa in vantaggio: l’Atalanta è tutta schiacciata nell’area avversaria, poi arriva un appoggio a Brescianini che lancia Piccoli, l’ex atalantino s’allarga a sinistra, osservato da Ahanor, calcia in porta, Sportiello devia il tiro dentro la rete. Paperona. Nel secondo tempo entra Zappacosta al posto di Bellanova, protagonista di un’altra partita da dietro la lavagna, si gioca come nel primo, ritmi blandi, la Dea terminerà la partita con il 60% di dominio pressoché inconcludente. Comunque Sportiello si risctta con un gran volo all’incrocio dei pali su punizione di Mandragora. Con due centravanti in panchina (Scamacca e Krstovic) Palladino prima sostituisce Scalvini con Djimsiti, poi De Ketelaere per Samardzic ma non succede niente. Solo qulche spunto di Sulemana e di Raspadori che esaltano Christensen, poi a dieci dal termine finalmente Scamacca, al posto di De Roon, e l’esordio di Dominic Vavassori. Arriva il meritato pareggio al 36’: Musah appoggia a Zappacosta che vola sulla sinistra e crossa in mezzo, Comuzzo anticipa Scamacca, e spedisce nella propria porta. Tutto qui.
Giacomo Mayer