L’Atalanta affonda e sprofonda tra gli abissi subendo tre gol dal Parma. Disarmante e senza fuoco. Finisce, ovviamente, tra i fischi, gli improperi e la richiesta di scuse sotto la Curva Pisani, che si è trasformata, per qualche minuto, in tribunale d’accusa. C’è poco da aggiungere. Nel dopopartita si è presentato, in sala stampa, Cristiano Giuntoli, a nome della società, chiedendo scusa e annunciando giorni di ritiro a Zingonia, fino alla partita di domenica a Monza. Fra l’altro ha dichiarato: “Chiediamo scusa per un secondo tempo inaccettabile”. Poi anche Sarri ha confermato la fragilità mentale della squadra. E’ vero le scusanti non mancano, dieci infortunati, di conseguenza una panchina cortissima, cambi già prenotati prima del fischio d’inizio e quindi Sarri ha dovuto fare di necessità virtù. Dopo questa premessa la prestazione complessiva della squadra è, a dir poco, allarmante perché è mancato lo spirito di lotta, la forza di reagire e l’unità di squadra. Sì, si sono visti in campo il possesso palla e il governo del gioco da parte della Dea (70% contro il 30%) ma sono dati inutili e che ingannano. E i deficit sono gravi in tutti i settori del campo: la difesa è fragile e troppo spesso in bilico con gli avversari, come sul calcio d’angolo, centrocampo con poche idee e confuse dove Ederson sta diventando un caso dal punto di vista tattico, tant’è vero che è stato fischiato sonoramente quando è stato sostituito da Elmas. Non succedeva dalla notte dei tempi. Significa che, purtroppo, un feeling si è incrinato nei rapporti con il popolo atalantino. Poi l’attacco, De Ketelaere ha giocato venti minuti d’alta qualità, ha sfiorato con le sue iniziative almeno un paio di gol, ma è mancato di concretezza. Le sue sfuriate offensive che debilitavano la difesa del Parma sono state, purtroppo, ingannevoli. Perché il Parma con le parate di Daffara si è salvato. E dopo i venticinque minuti di assoluto dominio, seppur senza giocare su ritmi adeguati alla bisogna, la partita si stava spegnendo sullo zero a zero. Invece, su calcio d’angolo, è arrivato il gol del Parma con il colpo di testa vincente di Fabbian con Scalvini e De Ketelaere sopraffatti dai gialloblu. Era il 41’ e fino a quel momento Carnesecchi aveva trascorso il tempo a guardare i suoi compagni mentre il Parma cercava di difendersi in tutti i modi, anche con vistose perdite di tempo e un po’ di nervosismo da parte dei nerazzurri. Nel secondo tempo un inaudito e sorprendente crollo: dopo due minuti il raddoppio su autorete di Zappacosta che, cercando anticipare Lontani, ha spedito in rete un cross dell’ex El Bilal Tourè. Sul 2-0 l’Atalanta è affondata. Confusione di gioco con Ederson e Pasalic fuori misura, Rowe e Zaleski, già inconcludenti prima, sono spariti, Krstovic fuori di giochi e De Ketelaere non più vivace come nella prima parte del match. E così il Parma ha potuto sorprendere l’Atalanta nell’azione del 3-0. Fabbian manovra, indisturbato sulla trequarti, appoggia a Lontani che salta Pasalic con un tunnel ed infila Carnesecchi. La partita è praticamente al 59’ del secondo tempo. Finisce qui, il resto non conta.
Giacomo Mayer
Vista da Mayer – Disarmante e senza fuoco, la Dea affonda