4-4 e già il risultato finale spiega molte cose di una partita che non è un eufemismo definire folle, tatticamente scriteriata, con occasioni a go go da una parte e dall’altra e tanti errori difensivi. Atalanta e Frosinone si sono spartite, a metà, pregi e difetti. A parte, ma non è di poco conto, una vittoria sfumata sono annoverare il ritorno alla vita calcistica di De Ketelaere, autore di assist e giocate al bacio, e la perseveranza di Krstovic, una doppietta e un assist. Gli applausi vanno anche a Rowe e ad Elmas, un gol e un lavoro di capitale importanza. Più che una partita di calcio è sembrata una giostra che girava, continuamente, in un senso e nell’altro, sono così scaturiti otto gol e altrettante azioni. Si sapeva che la difesa del Frosinone era piuttosto ballerina e improvvida e si sapeva anche gli attaccanti di Alvini sarebbero stati micidiali. Se da parte nerazzurra i già citati attaccanti nerazzurri hanno sgretolato la fase difensiva del Frosinone, dall’altra Ghedjemis, in modo particolare, Schmid e Kvernadze, decisamente meno Raimondo, hanno messo in crisi centrocampo e reparto arretrato atalantini. Per l’Atalanta, dunque, gioie e dolori che, comunque sia, complicano il percorso perché tre punti sarebbero stati gratificanti, in tutti i sensi. E, adesso, tutto da rifare per le prossime partite. Avversarie possibili per capire meglio il futuro prima della seconda sosta internazionale. Dopo il Frosinone, giovedì sera Fiorentina, lunedì 2 novembre il Parma, giovedi il Kairat e domenica 8 il Monza e sarà un’Atalanta ancora piena di cerotti e oggi si è aggiunto anche Bellanova. Forse rientra Kessie, tutti gli altri, chi più chi meno, quando riparte il campionato. Intanto la partita ha avuto un avvio horror per il colossale errore di Ederson che sbaglia il passaggio all’indietro, la maledetta partenza dal basso che crea tanti danni, e regala a Schmid il facile gol del vantaggio. Handicap non indifferente dopo solo trenta secondi di gioco. Il brasiliano ha voluto rimediare quando ha calciato il rigore, causato da un fallo di mano dell’ex Cittadini, dopo aver preso di forza il pallone dalle mani di Krstovic. E l’ha trasformato, pacificandosi con i compagni e l’intero popolo atalantino. Poi l’Atalanta ha accettato il gioco veloce e aggressivo dei ciociari ed ha cominciato a rispondere. Il primo gol di Krstovic nasce da un’incursione di Rowe, poi De Katelaere apre a Krstovic che infilza subito Palmisani. Più che una partita sembra una guerriglia in mezzo al campo e sulle zone laterali. Un errore di Obric che sbaglia su Raimondo e permette a Ghedjemis di appoggiare in mezzo all’area dove Schmid ha avuto il tempo e lo spazio per raddoppiare. Poteva essere il colpo del kappao, invece i nerazzurri hanno voluto riconquistare il risultato. Stavolta De Ketelaere in campo aperto ha squinternato la difesa frusinate, con l’aiuto di Bellanova, che traballava ad ogni piè sospinto. Dopo l’ennesimo scatto s’infortuna Bellanova che lascia il campo tra le lacrime, al suo posto Bernasconi, una prestazione da dimenticare. Su punizione di Elmas, mischia in area Cittadini salto a braccio teso e incoccia nel pallone. Marinelli concede l’angolo ma dopo l’intervento del Var (Dionisi) concede il rigore, trasformato da Ederson. Il quarto d’ora finale del primo tempo vede la Dea convinta di passare in vantaggio: prima Palmisani salva su De Ketelaere, quindi Ederson, su cross di CDK e testa di Krstovic, ruba il tempo al liberissimo Rowe e di tacco spedisce fuori. Poi il gol: Zappacosta crossa in mezzo Krstovic anticipa i difensori avversarsi porta a casa il 3-2. Nel secondo tempo è sempre guerriglia e subito arriva il 3-3 con l’incontenibile Ghedjemis che appoggia a Calò che, liberissimo al limite dall’area, infila Carnesecchi. Un incubo questo Frosinone. L’Atalanta vuole vincere e va di nuovo in vantaggio: De Ketelaere se ne va e appoggia a Krstovic, in mezzo all’area, tocco ad Elmas che da destra insacca. La Dea paga il ritmo intenso dei boys di Massimiliano Alvini e le fatiche di Amsterdam. Pasalic rileva l’impalpabile Gaetano, Zalewski, a sua volta deludente, prende il posto di Rowe. Poi tocca a Scamacca e a Samardzic. Nel finale il 4-4: Ghedjemis, ancora lui, apre a Terzic che anticipa l’addormentato Samardzic e realizza il gol del pari.
Giacomo Mayer
Vista da Mayer – CdK torna in vita, Krstovic persevera. Ma dietro si continua a ballare troppo