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Vista da Mayer – Atalanta tra errori difensivi e autolesionismo

Vista da Mayer – Atalanta tra errori difensivi e autolesionismo

Un’Atalanta autolesionista con tre micidiali errori difensivi regala una vittoria, peraltro, meritata al Cagliari. Una partita folle che ha visto i nerazzurri soccombere dopo venti secondi di gioco per il fulmineo gol dell’esordiente Mendy e rischiare l’inferno all’8’ quando ancora Mendy, con un po’ di fortuna, è riuscito a raddoppiare. Poteva essere un’ecatombe col Cagliari che ha sprecato il 3-0 e invece l’Atalanta, seppur lentamente, ha riconquistato campo e gioco e Scamacca in quattro minuti ha realizzato una doppietta salvifica. Poi ancora un errore all’inizio del secondo tempo e Borrelli, entrato al posto di Mendy mette a segno il 3-2 che sarà definitivo. L’assedio del secondo tempo non è servito per agguantare almeno il pari, causa l’imprecisione di tutti gli attaccanti schierati da Palladino e le parate di Caprile. Bisogna anche ricordare l’occasione fallita da Belotti in contropiede, che ha sfruttato una scivolata di Scalvini, ma ha rimediato il solito Carnesecchi. Eppure dopo il 3-2 c’era tutto il tempo per rimediare, in campo c’erano Scamacca, Raspadori, un gran lavoro ma anche imprecisioni, Krstovic al posto di Bellanova, Zalewski per Zappacosta, e un Samardzic ispirato (ma non è bastato) al posto di De Ketelaere, ancora così così. Ebbene tutta questa grazia del dio del calcio non è bastata per agguantare nemmeno un pari. E i tentativi non sono mancati, ma Caprile ha parato di tutto e di più su Scamacca e su Krstovic, Pasalic con un splendida rovesciata ha spedito di un millimetro fuori di porta e Raspadori ha fallito almeno due occasioni. Troppi le amnesie difensive. A Cagliari l’Atalanta nell’ultimo decennio ha conquistato cinque successi su sei e, nel frattempo, il club rossoblu, per via di scambi e affari di mercato, è diventato una specie di succursale della Dea, col dovuto rispetto. Nerazzurri con l’intenzione di dimenticare in fretta l’amaro calice della Coppa Italia, sardi in cerca di punti per togliersi dalla bassa classifica e adesso sono otto e calendario abbastanza agevole. Come si sostiene, spesso anche a vanvera, valgono le motivazioni e l’Europa da una parte, la salvezza dall’altra sono significati piuttosto validi. Prima del fischio d’inizio di Sacchi l’Atalanta ha ben quarantanove partite nelle gambe, il Cagliari quindici in meno. Palladino cambia in mezzo al campo con Pasalic per Ederson, Bellanova sostituisce Bernasconi con Zappacosta che passa a sinistra, in attacco si rivede Scamacca affiancato da Raspadori e da De Ketelaere. Pisacane, invece, rimescola le sue figurine, lascia in panchina Palestra e lancia dal primo minuto, dopo quattro apparizioni in prima squadra il diciannovenne Paul Mendy,14 gol e tre assist con la Primavera, acquistato dal Bambey, club senegalese, per quindicimila euro. Non c’è tempo per verificare l’assetto tattico delle due squadre che il Cagliari passa in vantaggio: Adopo vince lo scontro con Zappacosta e effettua un cross che Mendy, tutto solo in mezzo all’area piccola, trasforma di testa in gol. Venti secondi di gioco. L’Atalanta perde subito distanze, controlli e subisce la veemenza dei rossoblu. Arriva il raddoppio su angolo, mischia nell’area piccola, Carnesecchi riesce a deviare, il pallone carambola su Deiola, arriva Mendy che riesce a spedire in rete. Otto minuti di gioco. L’Atalanta dà l’impressione di essere ancora alla notte di mercoledì durante i calci di rigore, il Cagliari raddoppia le marcature e gioca con forza e determinazione.  Poi i nerazzurri si assestano, De Roon e Pasalic cominiano a giocare in mezzo dopo aver sofferto Esposito e Gaetano, Bellanova entra in partita e comincia a spingere. Si vede anche Scalvini. Atalanta in attacco e Cagliari che si ritira in  difesa. Sale in cattedra Scamacca che prima accorcia con un diagonale perfetto, dopo scambio con De Keteleare e poi pareggia su assist di Scalvini che ha  ricevuto da Bellanova. Sembrava potesse cominciare un’altra partita, invece al secondo minuto della ripresa, Folorunsho, da metà campo, salta Scalvini, poi nessuno lo ferma, gran tiro respinto da Carnesecchi, Borrelli più veloce di tutti spedisce in rete. 3-2 senza appello. Ci sono rimaste male i 362 tifosi bergamaschi presenti a Cagliari. Si possono consolare con i cinque gol e una partita, sotto l’aspetto tecnico e tattico, d’altri tempi.

Giacomo Mayer