1a giornata Serie C girone B – Sestri Levante, Stadio Giuseppe Sivori – venerdì 21 agosto (ore 21)
Vado – Atalanta 2-0 (2-0)
VADO (3-4-2-1): Sala 6; Lazzarini 7, Piana 6,5, Saltarelli 6; Dellepiane 6,5, Di Munno 6,5, De Rinaldis 6,5, Saiani 7 (20’ st Rosa 6); Lionetti 6,5, Simonetta 6,5 (17’ st Ferro 6); Vita (cap.) 7 (17’ st Cernigoi 6). A disp.: Calvani, Bellocci; Tampieri, Lischetti, Costantino, Candiano, Tiana. All.: Matteo Pastorino 6,5.
ATALANTA (4-3-3): Anelli 6; Idele 5,5 (13’ st De Nipoti 6), Mirra 5,5, Plaia 6, Navarro 6; Steffanoni 6,5, Levak 6, Manzoni 6 (13’ st Misitano 5,5); Bonanomi 7 (37’ st Siren Diao sv), H. Camara 5,5 (20’ st Zanaboni 6), Ghislandi (cap.) 6 (37’ st Guerini sv). A disp.: Bugli, Bertini; Pounga, Isoa, Leandri, Bergonzi, Puljić, Rinaldi, Pedretti, Mencaraglia. All.: Nicola Beati 6.
Arbitro: Rossini di Torino 6,5 (Mititelu di Torino, Fumagallo di Novara; IV Castellino di Nichelino. FVS: Di Meo di Nichelino).
RETI: 35’ pt Lazzarini (V), 44’ pt Simonetta (V).
Note: serata serena e tiepida, spettatori 250. Ammoniti Lazzarini e Steffanoni per gioco scorretto. Tiri totali 8-6, nello specchio 2-0, respinti/deviati 3-2, legni 0-1. FVS: 1 (A, 33’ st: su angolo sinistro di Bonanomi, presunto tocco di braccio/mano di Piana). Corner 4-8, recupero 1’ e 5’.
Sestri Levante (Genova) – Spuntati o incapaci di osare, perché legati alle iniziative di un solo giocatore di fantasia schierato all’ala destra? Rosa sfrondata con Vlahovic ancora al Mantova dall’ex Modesto e Armstrong definitivo all’Asteras in Grecia, ma i problemi dell’Atalanta Under 23 all’esordio in campionato rasentano quelli della prima squadra. Leggi l’adattamento al 4-3-3, il verbo sarriano innestato su un organico tirato su per la gran parte a pane e Gasp fin dalle giovanili. Col Vado, insomma, si va in bianco nel notturno d’apertura.
Un legno casuale, dopo 32 giretti d’orologio, del capitano Ghislandi che col traversone sinistro intendeva forse imbeccare la fronte bozzuta del suo terminale centrale, pareva spianare la strada alla Seconda Squadra a Sestri Levante coi savonesi di Ponente (vi nacquero i fratelli Bacigalupo, Valerio perì col Grande Torino a Superga) neopromossi, subito dopo comunque in vantaggio su due mancate difese del pallone atalantine e capaci dell’uno-due pressoché immediato alle soglie dell’intervallo lungo un illusorio momento di risveglio della rotazione di Nicola Beati. Un venerdì sera che fa seguito alla rimonta sul 2-2 con sconfitta ai rigori di Cittadella nella Coppa Italia di C ferragostana e precede di 9 giorni la prima stagionale tra le mura amiche: domenica 30 alle 18, a Caravaggio, sale il Guidonia di Giovanni Lopez, ex alfiere dell’AlbinoLeffe.
In un primo tempo cominciato allo sprint dai padroni di casa, in realtà a quasi cento chilometri dalla sede naturale, le muraglie nerazzurre scongiurano il peggio nei duelli di terra e d’aria in avvio. Tre angoli in una dozzina scarsa di lancette, con Navarro a mo’ di diga sulla seconda palla regalata al futuro autore dell’uno zero entro lo spigolo e Plaia a chiudere due volte vittoriosamente su vita, imbeccato in taglio dal filtrante di Simonetta e quindi originando un altro giro dalla bandierina. Alle soglie del quarto d’ora, invece, Bonanomi va incontro a metà al suggerimento di Ghislandi finendo per travolgere Saiani, impegnato nella diagonale, mentre in combutta col compagno di linea è Camara ad acciaccarsi nel contrasto costato contro schiena del perno locale Piana in uscita sulla trequarti destra dell’attacco ospite (16’). L’ala destra di Beati si fa spondare dal franco-guineano sul la di Mirra incartandosi però in dribbling fino al recupero del laterale sinistro ligure.
Gli scossoni arrivano dopo la mezzora, spezzando l’equilibrio a favore della squadra che sembrava alle strette. A ruota del legno ghislandiano, il semirimorchio bonanomiano dal fondo a destra per il taglio dell’accorrente Manzoni che dice trentatré oltre la traversa. Qualcosa che fa male alla salute, perché la palla tenuta in gioco da Lionetti dall’out destro trova l’aggancio aereo dello scatenato Saiani a tagliar fuori Idele, con Vita, in anticipo su Mirra, a retroservire di velo e di tocco la girata di Lazzarini sotto l’incrocio da un centro area affollato. La reazione allo svantaggio ingiusto si sostanzia nella punizione a due decentrata verso sinistra e deviata in traiettoria per il primo corner bergamasco dopo essere stata ottenuta da Navarro, scontratosi nel mezzo corridoio con l’autore del terzultimo passaggio del rompighiaccio vadese. Cinquina alla pausa e anche in faccia, di lì a poco, ai Deini, scavalcati dal regista difensivo che pesca la sponda nuovamente del primo assistman per controllo e destro nell’angolino di Simonetta a mezzo metro dalla lunetta. Qui non la prende anima viva, in ritardo anche la chiusura dalla fascia bassa a sinistra.
Trascorso invano a dispetto dell’uscita per viole di Sala la punizione crossata dello specialista dell’Under orobica, al rientro dal tunnel subito l’istantanea-spia di chi fa trenta ma mai trentuno, vedi Ghislandi che servito al bacio da Bonanomi a rientrare davanti al secondo palo si fa sbarrare il passo dall’interposizione a tutto tronco di Dellepiane (3’). Già al decimo, nondimeno, serve la praticità manzoniana spogliata di tutta la sua poesia per spezzare l’asse tra primo e secondo marcatore vadese. Al 14’ il paio di cambi consente l’innesco di De Nipoti per Steffanoni che dal vertice trova solo l’esterno della rete con una staffilata non incrociata. L’osiense con la fascia al braccio è arretrato a quarto di destra. La risposta a corpo sbilanciato by Di Munno oltre l’ora di gioco è velleitaria se intesa a calare il tris, idem Lionetti (19’); di qua, piazzato in cross del solito specialista dall’out destro con gioco delle torri non riuscito tra Plaia e Levak superata la metà tempo al netto dei recuperi.
Fugati ma mica poi tanto i dubbi per un fallo chiamato alla new entry Zanaboni, altrimenti lanciato a rete dallo scavetto di Navarro, su Piana (27’), l’ultimo spicchio non riserva abbastanza per riaprire la sfida. Perché il playmaker croato usato da Sarri in ritiro come vice Gaetano, con doppietta clusonese proprio all’Under 23, sgancia la sponda nel nulla o quasi sull’ennesimo schema di Bonanomi, stavolta da sinistra, alla mezzora e rotti. Sul sesto tiro dalla bandierina, invece, viene reclamato inutilmente un mani di casa. L’ottavo, del cervignanese tuttosinistro dalla parte opposta, viene corretto a campanile dalla sommità del capo di Plaia allo start dell’extra time. Al quinto, l’offside di Steffanoni nello scarico di testa per Zanaboni, che la scaraventa sotto la traversa, sulla sfera rimessa dentro a piede invertito dall’ex barcelonista basso a sinistra, chiude la fiera delle mezze occasioni. Si.Fo.
Foto atalanta.it
