Conference League, 3a giornata League Phase – Bergamo, New Balance Arena – giovedì 5 novembre
Atalanta – Kairat Almaty 1-1 (0-0)
ATALANTA (4-2-3-1): Carnesecchi 7; Idele 6,5, Scalvini 5,5, Obric 6, Bernasconi 5,5 (29’ st Zappacosta 6); Elmas 6,5, Pasalic (cap.) 6,5; K. Sulemana 5 (1’ st Ederson 6), Samardzic 5 (13’ st De Ketelaere 5,5), Rowe 6,5 (13’ st Zalewski 6,5); Scamacca 5 (22’ st Krstovic 6,5). A disp.: 51 Sonzogni, 57 Sportiello, 55 Isoa, 56 Navarro, 44 Steffanoni, 46 Levak. All.: Maurizio Sarri 5,5.
KAIRAT ALMATY (5-3-2): Anarbekov 6; Mrysnkiy 6,5, Shirobokov 6, Martynovich (cap.) 6, Kassabulat 6 (37’ st Baybek sv), Mata 6; Tuyakbayev 6,5 (18’ st Jukkola 6), Mendonça 6,5 (37’ st Sadybekov sv), Oksanen 6,5; Gual 7 (28’ st Tapalov 6), Edmilson 7 (18’ st Bekbolat 6). A disp.: 82 Kalmurza, 5 Kurgin, 15 Birkurmanov. All.: Zhora Arutyunyan 6,5.
Arbitro: Weinberger 6,5 (Austria – Heidenreich, Kolbitsch; IV Ebner. V.A.R. Kijas, A.V.A.R. Spurny).
RETI: 8’ st Gual (K), 37’ st Krstovic (A).
Note: Berat Djimsiti, passato in estate all’Al-Siriyah in Saudi Pro League, prima della partita ha ricevuto in campo dal presidente Antonio Percassi la maglia celebrativa delle 334 partite in nerazzurro. Minuto di silenzio per Jesus de Miguel, calciatore del Tenerife morto in uno scontro di gioco, e Gianpietro Marchetti, ex calciatore e capitano dell’Atalanta. Serata invernale secca, terreno in buone condizioni. Spettatori 18.218 per un incasso di 293.912,21 euro. Ammoniti Mendonça, K. Sulemana, Obric, Scamacca, Mrysnkiy e Bekbolat per gioco scorretto, Jukkola per comportamento non regolamentare. Tiri totali 16-8, nello specchio 7-4, parati 6-3, respinti/deviati 2-4. Corner 9-2, recupero 3’ e 4’.
Bergamo – Terza giornata di League Phase di Conference League, non ci siamo ancora. Anzi, come di consueto. Davanti prevedibilità o lentezza, dietro la linea a zona a quattro non regge, neanche contro una delle cenerentole della competizione Uefa di consolazione. Gual spaventa l’Atalanta dando uno scrollone alla panchina di Sarri in avvio di secondo tempo, Krstovic agguanta almeno il pari nel finale sull’angolo di Zalewski da sinistra smanacciato dal portiere e rimesso dentro di testa da Obric. Il Kairat Almaty basta e avanza per giustificare non già il ritiro a Zingonia, ma le dovute riflessioni, perché la truppa non sta seguendo il comandante.
In coda a due angoli ospiti subito in avvio, al poker cronometrico Rowe penetra nelle maglie della difesa a cinque impegnando dal limite Anarbekov, mentre a cronometrico triplicato Kassabulat alleggerisce all’indietro sfiorando l’autogol a portiere fuori dai pali e impegnato a fronteggiare il pressing del rientrante Scamacca. Dea che rischia sempre di andare in barca, nonostante la pericolosità avversaria davvero relativa, come quando Elmas a metà della prima frazione opta per un passaggio all’indietro che fa scattare l’allarme rosso per l’ex Southampton e Scalvini, finché l’intercettante Gual non s’incarta da solo. Al 26’, altra istantanea della prevedibilità della manovra di casa, con lo scavino di Pasalic a innescare la centrata dell’inglese senza compagni a centro area. Quasi una lancetta al secondo conato dell’ex B Bologna, che sull’asse del croato con Bernasconi impegna l’ultimo ostacolo nella staccata a evitare l’infilata dell’attrezzo sotto il sette opposto.
Ma ormai il confronto s’è aperto, a contendenti lunghe e spazi ora non più solo nelle speranze di chi deve affondare. Baciare il santino di San Marco Carnesecchi, prego: è lui a evitare lo svantaggio sulla puntata offensiva di Gual ed Edmilson, contrastati dal solo Obric che però cicca il rinvio, perché Mrysnskiy e sulla ribattuta Mendonça (ahi, Pasalic) sono liberi di tirare. Al 32′ Super Mario, ricevuto dopo l’impostazione da Elmas, calcia sui tabelloni a bordocampo sull’uscita di Anarbekov, appena prima che lo stesso centravanti si giri debolmente entro i sedici metri. All’intervallo si scivola tra palloni persi in uscita o in costruzione dal basso, con Oksanen murato, la ciabattata innocua dentro il vertice destro del fantasista serbo appoggiato dal ghanese a sei dal tutti negli spogliatoi e l’aggancio finale mancato da Kamaldeen sull’ultimo lancio utile del macedone, francamente un po’ fuori zona davanti alla trequarti difensiva. Rowe apre la ripresa col girellone che non vuole saperne di scendere nello specchio, ma al primo crollo al suolo dell’ex Udinese sul contrasto di Oksanen per il la in recupero del portoghese rinculante dalla mediana è l’altra punta nemica, il brasiliano, a lanciare basso in contropiede Gual che secca di sinistro Carnesecchi in controtempo durante la vana diagonale di Bernasconi.
Entrano De Ketelaere e Zalewski per il serbo, fischiatissimo, e un Rowe visibilmente in riserva; all’ora di gioco, Idele alza al volo su palla dal fondo proprio del polacco di Poli. Che al ventesimo serve forse involontariamente il centravanti romano, che gli arpiona il sinistro per insaccare ma in posizione ahilui irregolare. Elmas a metà frazione salvo recuperi sbuccia di tempia l’ammollo del fiammingo, per fortuna l’ennesima ripartenza regalata trova l’apripista dello score ciccare la misura per la new entry Bekbolat, per ritentare la sorte al 26’ troppo centralmente dal limite lungo la combinazione fiammingo-polacca.
Spicchio finale inaugurato da Shirobokov nello schema tuttosinistro con Oksanen alla mezz’ora, una volée in mischia che il riminese tra i legni deve tenere a bada, al 36’ invece la mezza rovesciata di Ederson, spondato dal pareggiatore di lì a poco su invito di Zappacosta, chiama il kazako con l’1 al bell’intervento. Preludio all’uno pari, col montenegrino pronto come d’abitudine sulla palla inattiva ri-centrata in area piccola. Pasalic alza l’ultimo pallone sporco, figlio dell’ammollo di Ederson che scatena il contrasto aereo CDK-Martynovich, e finisce qui. Esseffe