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“Un progetto a tre per il basket e il territorio”: TAV e SBT chiamano, Bluorobica risponde

“Un progetto a tre per il basket e il territorio”: TAV e SBT chiamano, Bluorobica risponde

L’isola felice della palla a spicchi non è il capoluogo, ma la seconda città della provincia. Quella del know how cestistico, delle tradizioni che resistono alle intemperie e alle vicende societarie e del bacino d’utenza di sportivi e cointeressati. Treviglio chiama Bergamo, quattro volte tanto gli abitanti della ex rivale geograficamente e socieconomicamente eccentrica, ma pure respingente per sport di squadra maschili che non si chiamino calcio. E Bergamo, pur tenendo il vivaio tra la Palestra Corridoni e la Tobagi, risponde. A quale scopo? “Un progetto che mette insieme realtà complementari del territorio per un percorso comune, dal minibasket fino alla prima squadra”. A precisarlo, Paolo Luinetti, presidente di Treviglio Brianza Basket al Palafacchetti – BCC Carate e Treviglio Arena, il luogo della santa alleanza nella riunione congiunta dell’annuncianda collaborazione a tre col presidente Paolo Andreini di Bluorobica a unirsi alla Scuola Basket Treviglio rappresentata nell’occasione dal consigliere Stefano Carminati.

Del resto, il vertice societario arancioblù del Consorzio TBB è uno dei ventiquattro soci e i giovani in doppio tesseramento li aveva già: Bluorobica è il filo conduttore dell’ultimo quarto di secolo di pallacanestro a Bergamo e provincia, vedi collaborazioni con società delle due città che aprivano e chiudevano, senza rinunciare alla filosofia di costruire giocatori. Lo si faceva già con la Blu Basket e lo facciamo adesso per Treviglio Brianza Basket”. BB14, non nominata, fa parte dei pianeti dispersi dell’universo baskettaro orobico, come Blu Basket 1971 fatta propria dal Gruppo Mascio per perdersi tra Orzinuovi e appunto una città respingente verso il non-calcio. Motivi? Niente più prima squadra, ci teniamo come vertice dell’attività l’Under 19 con una base di Under 17: la scelta è privilegiare un gruppo importante di 2010 che da norma non possono fare la serie B Interregionale, cui rinunciamo”.

“Lo sport è cambiato, prevalgono atletismo e fisicità. La serie B Nazionale è il campionato ideale per completare la formazione dei giovani giocatori: la A2, invece, è piena di stranieri e over 30. In B Interregionale abbiamo disputato una stagione con nove Under 19 più tre senior. I giocatori non di primissima fascia, con la trentina di giovani migliori d’Italia destinati ai college americani, sono destinati ad avere molto più spazio in B e A2. Il nostro scopo è fornire atleti per un campionato nazionale e il ritorno alle origini con Treviglio, dove tutto era partito grazie al compianto Carlo Ballini, va in questa direzione”, spiega ancora Andreini. “La nostra scelta è stata fatta anche per il pubblico di Treviglio, che si appassiona alla squadra che lotta e soffre, vuole vedere cestisti con lo stesso spirito e vi si lega. La Scuola Basket Treviglio in questo senso ha il compito di reclutare cestisti di giovanissima età. Cece Ciocca era stato scelto come head coach in abbinata con SBT proprio per questo. L’auspicio è che questo innesto di attività giovanile unisca le forze sul territorio e che a livello di coinvolgimento e di immagine possa essere di esempio per tutta la provincia”. Un resoconto che consente di guardare al futuro con ottimismo, quello dei tre anni di campionati senior: “Il primo anno sono usciti verso categorie superiori, tra gli altri, Cagliani, Isotta, Cane, Bogunovic e Rota, quindi Leoni, Morelli, Lorenzo Leoni e Dore. E anche stavolta c’è un bel gruppetto destinato a una categoria nazionale. La TAV è lo sbocco ideale, l’obiettivo è quello. Non è un caso se Efe Odiphri sia anche entrato ai quarti dei playoff nazionali con Treviglio dopo aver raggiunto la salvezza all’ultimo atto dei playout con noi”.

Luinetti, presidente di Treviglio Brianza Basket, non pone limiti alle ambizioni, pur scherzandoci su: “Salire in A2? Il problema lo affronteremo quando eventualmente ce lo saremo creato. Sono due anni che non abbiamo paura di sfiorare la finale per la promozione…”. “Veniamo da un’annata difficile e impegnativa con una serie B ad asticella alzata, abbiamo patito troppi infortuni. Zanetti è tornato a febbraio dopo essersi fatto male al campionato europeo a luglio, Reati ha cominciato praticamente a novembre ma aveva male al gomito tanto da dover tirare i liberi con la mano sinistra. Rossi e Galassi sono usciti dalla rotazione a gennaio e li abbiamo riavuti prima dei playoff. Nonostante ciò, siamo arrivati a gara 5 di semifinale playoff con la Gema Montecatini, a dispetto della difficoltà a fare i 5 contro 5 in allenamento”. “Lo staff tecnico ha portato la nave in porto, il mio ringraziamento va anche ai tifosi, agli sponsor e ai soci. Davide Villa è stato un pilastro che ci ha portato in semifinale due anni su due: lui aveva mire diverse e noi vogliamo puntare sui giovani. Stiamo valutando due o tre profili, speriamo di annunciarlo entro fine settimana per costruire la squadra. Come nell’era pre Mascio, la scommessa sarà puntare in alto facendo scelte mirate sui giovani. E giovane deve essere anche il coach. Anche grazie a questa collaborazione a tre, abbiamo importanti per progetti insieme a nuovi soci che stiamo cercando. Andrea Bonacina (ex vice della Mascio Bergamo targata Zanchi, NdR)? Abbiamo parlato anche con altri. Servirebbe un altro Vertemati, capace di partire dal settore giovanile per sublimarne il lavoro coi senior”.

Carminati, infine, delucida il ruolo di SBT, “società satellite di Treviglio Brianza Basket per l’obbligo federale di disputare tre campionati giovanili”, in rappresentanza della presidentessa Viviana Bonacina. “Il progetto è in cantiere fin da febbraio. Da due anni a questa parte al 30 di giugno i ragazzi sono svincolati. La famiglia può decidere dove portare il figlio, quindi programmare le nuove stagioni è difficile e laborioso. Va presentato un progetto per fidelizzare chi è cresciuto da noi – racconta il consigliere -. Attraverso riunioni e acquisizioni di nuovi formatori, coordinati da Cece Ciocca, ci siamo fatto un piano per il 2026-2027. L’obiettivo è di arrivare a disputare i campionati Gold usando le wild card federali, perché per quelli d’Eccellenza c’è Bluorobica”. Il posizionamento nell’accordo a tre è palese: “Se nell’Under 13, 14 e 15 ci sono ragazzi futuribili a livello nazionale li passeremo a Bluorobica. Abbiamo più di duecento atleti dal microbasket, che inizia dall’età di tre anni e mezzo, più un gioco che pallacanestro vera, e altre dieci squadre dall’Under 19 a scendere. Nella Under 14 abbiamo dovuo dispurare un doppio campionato per il gruppo numeroso. Siamo reduci dal podio lombardo U19 per la categoria Silver; nella 14, invece, abbiamo confermato gli ottavi dell’anno prima”, spiega Carminati.

La Scuola Basket, di fatto, nella triade rappresenta il movimento di base: “Abbiamo una prima squadra in DN1, la ex serie D, abbiamo tenuto cinque ragazzi per puntare sui 2007 e 2008. Luca Gamba è stato confermato coach DN1 e U19, 4-5 ragazzi in stagione si sono allenati con la TAV a cui forniamo il supporto che serve in settimana. E’ tornato Raffaele Braga, posizionato su Under 13 e 14, proprio dalla Bluorobica. E’ rientrato Nicolò Agostinelli per il minibasket, in cui i numeri sono da aumentare per alzare il livello. Proseguiamo col progetto scuole, grazie al contributo della BCC di Carate e Treviglio per le ore di formazione nelle scuole del territorio, e abbiamo inserito un preparatore atletico che lavori in tutte le categorie. Organizziamo gli Open Days fino al 10 luglio e aderiamo al Progetto BEST – Bergamo Sport e Territorio, per il benessere degli atleti all’interno del mondo sportivo, contrastando fenomeni come il bullismo grazia alla collaborazione con ATS Bergamo, la Questura e l’Associazione Modanesi che ne è capofila”.

Tra i ritorni alle origini, c’è pure quello del basket trevigliese, per ragioni logistiche: “La Palestra Gatti non è più a disposizione per almeno otto-dieci mesi perché il Comune ci ha investito un milione e mezzo di euro per ristrutturarla. Il sindaco ha stretto un accordo coi Salesiani per metterci a disposizione lo Zanovello, dove nel 1981 aprì il primo centro minibasket. Mio papà Antonio Carminati è stato il primo presidente dell’allora Or.Sa., Oratorio dei Salesiani, nata nel 1971. L’inizio del grande basket a Treviglio”. Che il connubio tra la tradizione dura a morire e l’innovazione possa stampare cento di queste bottiglie.
Si.Fo.