1a giornata serie C girone A – Gorgonzola, Stadio Città di Gorgonzola – sabato 22 agosto (21)
Giana Erminio – AlbinoLeffe 1-2 (1-1)
GIANA (3-5-2): Mazza 5; Ghezzi 5,5, Tornaghi 5,5, Ruffini 5,5; Comelli 6,5 (34’ st Di Bitonto 6), Pinto (cap.) 6,5 (45’ st Avinci 6), Marotta 5,5 (34’ st Muhameti 5), Renda 6,5, Nucifero 6 (21’ st Piazza 5,5); Samele 5,5, Magazzù 5,5 (21’ st Quaggio 6,5). A disp.: 1 Zenti, 12 Azzolari; 4 Piazza, 13 Golin, 27 F. Manzoni, 6 Saggionetto, 26 Ballabio. All.: Alessio Gambirasio 6.
ALBINOLEFFE (3-5-2): Baldi 6; Sciacca 6,5, Potop (cap.) 7, Boloca 6,5; Barba 6, Lombardi 6,5, Mandelli 7, Sassi 6,5 (37’ st Agostinelli 6), Bertin 7 (37’ st Orfei 6,5); Sali 7 (21’ st Stanzani 6), De Paoli 7,5 (21’ st Desogus 6,5). A disp.: 1 Generali, 22 Michielin; 33 Trapletti, 75 Botti, 71 Colombi, 17 Ciko, 21 Franchini, 24 Simonelli. All.: Marco Zaffaroni 7.
Arbitro: Palmieri di Avellino 6 (Ambrosino, Cocomero di Nichelino; IV Restaldo di Ivrea. FVS: Mezzalira di Varese).
RETI: 14’ pt Pinto (G), 45’+1’ pt Mandelli (A), 17’ st rig. De Paoli (A)
Note: serata serena e non afosa, spettatori 704. Cooling break: 25’ pt, 23’ st. Ammoniti Comelli, Mazza, Ruffini e Lombardi per gioco scorretto. Tiri totali 8-12, nello specchio 3-4, parati 2-1, respinti/deviati 3-3, legni 1-0. FVS: 3 (check possibile fuorigioco attivo di Bertin sul pareggio; A., 29’ st, sul fallo chiamato a Barba su Ruffini e poi invertito; A., 44’ st, per possibile fallo di mano di Pinto nel fermare il tiro di Orfei; A., 52’ st, per fallo di Muhameti su Mandelli all’origine del gol del 2-2 poi annullato). Corner 3-3, recupero 2’+2’ e 7’+2’.
Gorgonzola (Milano) – Il giallo finale al cardiopalma? Lasciamolo in coda. Intanto, la remuntada da tre punti dell’AlbinoLeffe all’esordio in campionato nella tana della Giana Erminio, alla prima avventura in panca di Marco Zaffaroni l’impianto domestico fino alle semifinali playoff con l’Alessandria quattro rivoluzioni terrestri or sono, combina un mezzo corridoio di innesti diciannovenni e i sigilli di ceralacca dei mostri sacri. Il regista Andrea Mandelli, esonerato dalla dettatura delle palle inattive, la pareggia da situazione da fermo. Giacomo Sali, invece, ringraziando il numero 1 altrui per il cadeau, regala il rigore del sorpasso ad Andrea De Paoli.
Il nuovo Jacopo Sassi, nell’andare sotto, si perde la marcatura di Pinto che consegna di controbalzo come da dilettante faceva coi formaggi di casa Damonte, un’impennata grazie all’accompagnamento di Comelli dalla bandierina sinistra. Non sarà l’unica sbavatura di una partita nondimeno vissuta tra i protagonisti, quelli che vogliono toccare l’attrezzo soprattutto in transito ma pure come destinazione finale. Se il contropiede locale Pinto-Samele si allarga troppo senza tornare al dunque, l’allarme rosso è sul cross a rientrare di Comelli che Baldi allontana di tuffo in pugno proprio sui piedi di Renda, che poi alla doppia cifra d’orologio proverà a sorprenderlo fuori porta da 45 metri anche se la palla non collabora abbassandosi in ritardo. Nel caso, invece, è Lombardi a stoppare la mezzala dall’uno contro uno contestuale. Nel botta e risposta nel giro di un minutino la coppia d’attacco bluceleste in rosso-giallo da trasferta non s’innesca a vicenda, col più veloce anticipato di petto in uscita da Mazza in uscita dall’area.
Il primo corner a sfavore è fatale, un tredici azzeccato dai biancazzurri, e per una replica come si deve attendere il giro di lancetta numero 22 con la correzione alta di non molto in gioco aereo di Boloca al cross dell’allargato marcatore incerto sul rompighiaccio gorgonzolese. Al 28’ è Sali, però in posizione irregolare sul lancio in aggiramento di Bertin, a servire a De Paoli il girello basso per un palo che ovviamente non vale una chance. Il laterale uscito dalle giovanili piacentine azzecca il traversone che spaventa Nucifero per il primo angolo bergamasco alla mezzora, ma ancora la mezzala sinistra combina male iperattività e precipitazione sbucciando una sorta di rigore in movimento appena dentro l’area sulla battuta della punta “pesante”. E a un tredici dalla pausa il genovese là davanti non trova lo specchio girandosi di sinistro sulla rimessa laterale destra di Barba che Ruffini devia di fianco e di mano di fatto servendogli l’occasione su un vassoio.
Se il conto delle occasioni si pareggia a quota tre al quarantesimo grazie, si fa per dire, a Sassi, ancora lui, sparata alta dal limite lungo l’iniziativa dell’avanzante braccetto Sciacca aiutata dal velo di Mandelli e spondata di piede dal pendolino di sinistra, alla quarta gli orobici impattano. Il playmaker s’aiuta col rimbalzo fasullo dalla distanza, attivato dallo schema stile corner corto di De Paoli conquistato da Bertin nel duello con Ghezzi che la prende di braccio. La posizione in traiettoria del laterale classe 2007, davanti al centrale sinistro suo compagno, passa anche al vaglio del Football Video Support. E per poco Lombardi, servito dall’assistman e stasera leader della linea di fuoco AL, non trova il sorpasso da fuori, ma certo non da venticinque metri come il pareggiatore mancino.
In avvio di ripresa la Giana non allontana un’altra rimessa con le mani di Barba e Bertin di seconda sgancia il siluro in curva. Al nono, comunque, il pericolo serio è di Magazzù, che ricevuto da Renda pivotta su Potop ma non angola a sufficienza la conclusione per richiedere al baluardo ospite più d’un tuffetto in presa. A ruota, di nuovo l’uomo assist dal 10 sulle spalle dribbla e tira dalla stessa distanza di chi l’ha impattata, trovando un paio di muretti a secco e nemmeno il corner. Quello del 2-2 arriva sulla pezza miracolosa cucita da Comelli, bravo a togliere dalla porta il destro di Sassi, sullo sbrego aperto dal filtrante di Sali. Manca un amen, col cross del salvatore della patria martesana spazzato da Baldi, alla topica del collega, che sul retropassaggio di Marotta viene indotto dalla pressione lombardiana a rinviare sui piedi dell’ex (come Sassi) Varesina, l’erede designato di Momo Zoma al secondo anno, salvo stenderlo dopo esserne stato dribblato.
Lo spiazzante del dieci dal dischetto in lungolinea precede una fase di gestione con tris sfiorato da Orfei, contrato da Pinto a braccia serrate e aderenti al tronco sulla ripartenza da una punizione proprio del gorgonzolese (pestone di Lombardi a Quaggio) dalla fascia al braccio abbrancata da Baldi e ricevuta da Stanzani, a due dal novantesimo. Card numero 2 giocata da Zaffaroni, non c’è niente. Terzo di recupero, il carpigiano di testa manca il bersaglio a porta spalancata sullo scavino di Desogus, a Mazza evitato sul la di Orfei che taglia a centro area e si dispera per la scelta della punta. Al quinto, il rischio totale di 2-2 a rincorsa, quando Quaggio la alza per Samele e Avinci scheggiando il palo esterno. Quest’ultimo serve il pari insperato al liberissimo centravanti di riserva al sesto, ma l’azione è viziata dal fallo iniziale di Muhameti su Mandelli. Terza card giocabile e seconda vincente. Stanzani non vuole davvero chiuderla sbattendo su Mazza per vanificare il lavoro del partner di linea. Di sfide banali, viste le premesse, neanche l’ombra: appuntamento allo Stadium di Zanica nel Monday Night con l’Ospitaletto Franciacorta a fine mese.
Simone Fornoni
Foto Tommaso Berardi/U.C. AlbinoLeffe
