Contro l’Ecuador era entrato per spiccioli al posto di Doué per consentire a Singo di salire a destra da quarto per il matchball di Diallo. Galeotto fu il ruolo di intoccabile toccatogli nel weekend per mano del ct Emerse Faé. Alla fine, in quel gioco coi ventidue in campo, vincono i tedeschi, come recita l’adagio di Gary Lineker. Lui, il nostro osservato speciale, non c’entra, ma il vantaggio e la speranza della Costa d’Avorio di fare il colpaccio a Toronto, hanno ben più d’un qualcosa di atalantino. Perché se Odilon Kossounou deve solo chiudere il serraglio dietro, davanti a sbloccarla ci pensa Franck Kessie in tap-in provocato dal muro di Brown a un certo Amad Diallo, vero figlio di Zingonia. La Germania, nel Gruppo E, trova la doppietta di una riserva e prenota automaticamente i sedicesimi di finale dei Mondiali americani.
Si parte subito in ambasce per chi deve inventarsi qualcosa per sfangarla. Al decimo Havertz corregge di spalla davanti al nerazzurro il traversone di Kimmich sollecitando i riflessi di Yahia Fofana, otto minuti e c’è da uscire per sporcare la traiettoria a Musiala nell’asse con Pavlovic. Che poi (22′) dà di gomito in faccia al portiere ivoriano per segnare di testa, su angolo del terzino del Bayern, un vantaggio ovviamente annullato. A un tocchetto dalla mezzora, l’assolo di Diomande che brucia la bandiera dei bavaresi per l’innesco della carambola dal retrogusto doppiamente nerazzurro.
Al 40′ secondo gol annullato ai tedeschi, quando Musiala carica Kossounou prima di servire Havertz. Un minuto ed è proprio Odilon a restituirla inavvertitamente alla sottopunta di Nagelsmann per il sinistro di Wirtz deviato in angolo. Al 2′ di recupero, la stoppata a Nmecha dalla distanza; al 6′, un’altra signora chiusura sull’altro ex Leverkusen anche se i due non sono mai stati compagni.
La ripresa, al 5′, riserva la smorzata decisiva di Tah all’apripista nella triangolazione con l’ala mancina del 2002 e a ruota l’alzata di Oulai a rimorchio di quest’ultima. Al 19′ Havertz schiaccia la traiettoria del suo capitano dalla bandierina sinistra, senza sfruttare l’uscita a vuoto di Fofana. Al 23′, il pari di Undav al volo su cross di Amiri con la coppia marcato-marcatore a saltare a vuoto.
Nel finale, i fuochi d’artificio. Venti lancette e Adringa, dentro per Amad alla mezzora, difetta il controllo sulla freccia a destra messa da Pepé facendosi recuperare da Goretzka. Il Fofana in porta, in compenso, fa il miracolo su Brown a rimorchio di Wirtz e Kossounou si fa passare in mezzo alle gambe la palla comunque innocua di Amiri alle soglie del recupero. Al 4′, la beffa: Konan tiene in gioco l’autore della doppietta decisiva sul pallone basso e lungo di Nmecha, Agbadou è meno solido di Odilon e stavolta il sinistro vincente è a pelo d’erba. Dopo centoquattro minuti può finire. Effe