Maurizio Sarri si presenta a Zingonia e il pensiero va al bambino che era: “Sono nato a Napoli per poi crescere un paio d’anni a Castro, in provincia di Bergamo. Ho allenato le squadre di entrambe le città, è un cerchio che si chiude”. Sudore e lacrime sono garantite in egual misura: “Il primo obiettivo è di far sposare alla rosa la nuova idea di calcio, quindi i primi mesi si farà sicuramente fatica – la premessa del nuovo tecnico -. La determinazione con cui mi hanno cercato e la stima di proprietà e dirigenza sono tra i motivi che mi hanno indotto ad accettare questo incarico. E’ una società fondata sulla filosofia del lavoro. Quella di calcio che porto io è totalmente differente: l’importante è vedere una buona Atalanta, si vede che è sempre stata una squadra con molto lavoro dietro”.
“Il ds Giuntoli non ha bisogno che io gli indichi dei nomi, le opportunità di mercato saranno colte, lui sa quali tipo di giocatori mi piacciono. Della rosa attuale sono contento, aspettiamo anche i nazionali reduci dai Mondiali”, il Sarri-pensiero sulla costruzione dell’organico. Le idee da ventata fresca già sono sul piatto: “Sia Zalewski che Samardzic li stiamo provando come interni di centrocampo. Finalmente alleno Raspadori, un giocatore forte che m’è sempre piaciuto. Krstovic e Scamacca insieme hanno fatto più di venti gol nonostante abbiano giocato pochissimo contemporaneamente. Giacomo lo vedo attaccante esterno, al momento: quando sappiamo chi e quanti saremo, valuteremo alternative. De Ketelaere è un altro big. Il materiale per fare benissimo c’è, qualcosa io voglio vincere. A proposito di Gianluca, gli stiamo facendo fare un percorso personalizzato per evitargli infortuni: lui sa, tutti sanno che finora in carriera non è arrivato al cento per cento a dispetto delle potenzialità che ha”.
Ancora, sulla cabina di regia, ovvero l’unico affare in entrata aggiornato al 16 luglio: “Gaetano è un’idea del direttore, in quel ruolo di regista l’ho visto poco ma è una scelta condivisa. Spero che la nostra stagione sia molto lunga, faticosa e piena di partite, col 4-2-3-1 come modulo alternativo. Ci può essere spazio anche per De Roon“.
Parte automatico il confronto tra lo ieri e l’oggi: “I tifosi della Lazio sanno come la penso, inutile tornarci sopra. E’ una tifoseria cui voglio molto bene, ma è stata un’esperienza formativa di cui avrei fatto volentieri a meno. Stagione sottotono dell’Atalanta? Ricordo anche un ottavo posto qualche anno fa”.
Capitolo difesa, ovvero da tre a uomo a quattro rigorosamente a zona: “Scalvini visti i giocatori a disposizione sta provando sul centrodestra e sul centrosinistra della difesa. Kolasinac sarà importante come Bernasconi e Ahanor. Non è così difficile passare da centrale a tre a esterno a quattro. Sead è avvezzo a una linea quattro a sinistra, non è una sorpresa, non soltanto in Nazionale – prosegue il mister di Figline Valdarno -. L’obiettivo è rendere l’Atalanta una squadra che sposi un nuovo modo di pensare. Nei primi mesi ci saranno difficoltà. Ne ebbi anche a Empoli, poi andammo ai playoff e l’anno dopo in serie A. A Napoli cominciai con 2 punti in 3 partite. Ci sarà da fare fatica, sarà inevitabile”.
Altro giro, altra corsa sui big dello spogliatoio e sul campo: “Ederson? Sono scelte societarie, sarà un pilastro. L’unica paura che avevo è se fosse rimasto coi retropensieri o no visto il trasferimento saltato al Manchester United. Sta anche pensando di rientrare qualche giorno prima dalle vacanze post Mondiali”.
“Vediamo numericamente come saremo alla fine del mercato. Gli Under aggregati? Almeno 4 giocatori hanno sicuramente un futuro in serie A.
Del terreno di gioco si parla molto poco per superficialità. Sono rimasto fortemente colpito da quello di Bergamo”.
Fumare meno la vedo difficile. L’esperienza dell’anno scorso è stata formativa. Avrei preferito non viverla. L’ambiente che si vive all’interno dello stadio, con la Lazio, si vive raramente.
Sono nato a Napoli e ho vissuto un paio d’anni da bambino in provincia di Bergamo. Ho allenato entrambe le squadre. Per me è come un cerchio che si chiude”
Effe
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