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Sarri indica la via della Conference: “Nessun alibi, oggi è impossibile dire se sia il primo obiettivo”

Sarri indica la via della Conference: “Nessun alibi, oggi è impossibile dire se sia il primo obiettivo”

Ci siamo. Giovedì 27 agosto, ore 20, DVTK Stadio di Miskolc, in Ungheria, 100 chilometri dalla slovacca Kosice che è lo scalo più vicino ma a tiro di charter societario, mentre i comuni mortali se la sono vista coi ritardi di Budapest. L’Atalanta è al primo spartiacque stagionale, il playoff di ritorno di Conference League. La vigilia con l’Hapoel Tel Aviv, al netto delle voci di calciomercato Jonathan Rowe dal Bologna e Honest Ahanor (assente, adduttori ancora out) al Chelsea, è piena di incertezze, dubbi e timori soprattutto alla luce degli occhiali inopinatamente inforcati alla New Balance Arena il 20 scorso.

“Non so se la Conference può diventare il primo obiettivo stagionale. Se lo dicessi adesso, sarei bugiardo. Una volta dentro, sapremo se potremo dire la nostra. E’ una manifestazione cui teniamo, l’anno scorso mi ha pesato non disputare competizioni europee, mi sono un po’ rotto a stare a casa il giovedì… Il livello della competizione sicuramente s’è elevato”, la premessa di Maurizio Sarri a ventiquattr’ore dall’ora X. “Se avessi escogitato un sistema per superare la difesa dell’Hapoel, non la direi. E’ un avversario di buon livello, molto determinato, in ottima condizione fisica. Ci basiamo sulle difficoltà dell’andata. Servono testa e convinzione di potercela fare senza presunzione”, continua l’allenatore dei bergamaschi.

“Il dilemma per domani, vista la partita dal minutaggio incerto, è se De Ketelaere, giocatore di qualità che può darci qualcosa in più, debba partire o essere utilizzato dopo, in corso d’opera. All’andata non c’era, ha fatto mezzora col Sassuolo in campionato domenica scorsa, con noi s’è allenato poco anche perché ha avuto problemi all’adduttore – prosegue il nuovo profeta della panchina -. Se poi la difficoltà del mio lavoro fosse scegliere tra Scamacca e Krstovic in crescita netta, benvenute le difficoltà. Gianluca non ha perso un pallone, Nikola subentrandogli anche l’ultima volta è stato rigoroso. In uno Special Team potranno anche giocare insieme”.

Il gioco, la prestazione: propedeutici giocoforza al risultato. “A livello di mentalità sto cercando di costruire una squadra che imponga la partita. Col Sassuolo dopo mezzora non eravamo più in controllo e poteva succedere di tutto. La squadra mi sembra abbia messo un mattoncino a livello di condizione fisica, partita dopo partita, anche se giocare così spesso in questo periodo può costituire un problema”. E ancora, sulle parole d’ordine fumose e generiche, il valdarnese dalla voce profonda e bassissima non si esime: “Nel calcio il ‘dobbiamo gestire’ è qualcosa che non capisco. Glielo dici tu all’avversario? Se andiamo sopra o sotto e ci snaturiamo, la partita ce la complichiamo da soli. Soffriremo e sbaglieremo, ma saranno occasioni per crescere e fare qualcosa d’importante. Comunque la UEFA dovrebbe regolarizzazione queste situazioni, non consentire che una Nazione abbia già cominciato il campionato e un’altra no. Ma se non riusciamo a passare, sarà solo perché gli avversari saranno stati più forti di noi”

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A dare manforte alle convinzioni del mister, Giorgio Scalvini, veterano coi suoi 23 anni da compiere il prossimo 11 dicembre. Il 4-3-3 richiede adeguamenti, ma chi è in ballo deve ballare, in senso buono, senza cioè pestarsi i piedi coi compagni né scivolare in pista: “Nella difesa a quattro mi trovo bene nonostante il cambiamento, sono due modi differenti di giocare. In partita pensiamo ancora un po’ a cosa fare, ma ci sta venendo sempre più automatico. Ci vorrà tempo per tutti, ma ci stiamo adattando a quello che chiede il mister. Più giochiamo e meglio ci sentiamo”.

“Ogni partita ha la sua storia, anche se averne giocate di importanti anche nel passato può aiutarci. Domani sarà fondamentale, perché l’Atalanta merita di giocare in Europa, ce lo siamo guadagnato. Siamo molto carichi: sarà importante domani come alla prima di campionato, serve ma migliore versione di noi stessi – avverte il palazzolese, da braccetto a centrale soprattutto di sinistra -. All’andata ci hanno creato creato difficoltà specie in ripartenza perché hanno giocatori molto veloci. Si chiudevano bassi per ripartire. Ci abbiamo lavorato. Dobbiamo stare molto attenti alle insidie. L’Hapoel è una buona squadra”.

“Io leader? Cerco di fare il mio. Tutti sono importanti, bisogna dare il massimo, sono in prima squadra da un po’ di anni, cerco di andare forte e creare un ambiente positivo come facevano i veterani quando ero più giovane – la chiosa sull’effetto scalviniano e sarriano sullo spogliatoio -. Sarri è molto convinto delle proprie idee e quindi ci trasmette molta fiducia. E’ molto tranquillo e pronto alla battuta. La sua convinzione ci infonde sicurezza. Con Djimsiti, che ringrazio sul piano tecnico e umano, giocatore e persona top, sono ancora in contatto. La caviglia sinistra nel primo tempo giovedì scorso mi s’era gonfiata, ma lo staff medico mi ha consentito di recuperare”

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Le probabili formazioni (giovedì 27 agosto, ore 20, DVTK Stadion, Miskolc)
HAPOEL TEL AVIV (4-2-3-1): 22 Tzur; 97 Coco, 5 Mayembo, 4 Chico, 16 Leidner; 98 Falcao, 6 Kraev; 11 Turiel, 15 Alkoukin, 51 Altman; 9 Boateng. (1 Benyamini, 18 Archel, 20 Israelov, 21 Piven, 14 Kancepolsky, 8 Ferber, 23 Lemkin, 7 Korine, 10 Xande Silva, 27 Buskila, 35 Owusu, 44 Dappa). All.: Barda.
Squalificato: nessuno.
Diffidato: nessuno.
Indisponibile: nessuno.
ATALANTA (4-3-3): 29 Carnesecchi; 16 Bellanova, 3 Kossounou, 42 Scalvini, 47 Bernasconi; 10 Samardzic, 70 Gaetano, 13 Ederson; 59 Zalewski, 9 Scamacca, 18 Raspadori. A disp.: 57 Sportiello, 95 Vismara; 40 Obric, 23 Kolasinac, 77 Zappacosta, 6 I. Sulemana, 8 Pasalic, 15 De Roon, 17 De Ketelaere, 49 Cassa, 90 Krstovic. All.: Sarri.
Squalificato: nessuno.
Diffidato: nessuno.
Indisponibili: Hien (non in lista Uefa), Kristensen, K. Sulemana (non in lista Uefa)
Arbitro: Schlager (Germania – Waschitzki, Fritsch; IV Reichel. V.A.R. Cortus, A.V.A.R. Winter).

Voci dall’Hapoel Tel Aviv
“L’Atalanta è ancora favorita, entrambe le squadre devono vincere dopo lo zero a zero a Bergamo. Per me, per la rosa che ha, è la favorita per la vittoria finale della Conference League”. Alla vigilia del ritorno dei playoff coi bergamaschi, Elyaniv Barda, tecnico dell’Hapoel Tel Aviv, ribadisce il già detto e l’ovvio. “Sarà difficile e serve la partita perfetta anche se a campi invertiti abbiamo fatto bene molte cose: l’avversario ha cominciato il campionato con una vittoria. Per me resta favorito, anche grazie al lavoro di un allenatore come Maurizio Sarri”.
Ci sono due dubbi in casa Hapoel, l’ala destra Stav Turiel, assente alla New Balance Arena, e il centravanti titolare Emmanuel Boateng uscito anzitempo giovedì scorso. “Un club di serie A vuole Turiel e ne siamo orgogliosi – prosegue Barda riferendosi all’interessamento del Lecce -. Valuteremo in allenamento se ci saranno lui e Boateng. Decideremo domattina”. Confermato il 4-2-3-1 con la formazione dell’andata: unici ballottaggi palesi, Dappa al posto del ghanese al centro dell’attacco e Owusu, già sostituto di Turiel a Bergamo, alto a destra.

A metterci il carico da novanta, l’ala-sottopunta Omri Altman, la voce dei giocatori dell’Operaio della città più importante d’Israele. “L’atmosfera si preannuncia elettrizzante, siamo felici che arrivino tanti tifosi a vederci da casa nostra. Anche a Bergamo avevano riempito il loro settore facendo un tifo incredibile. Quanto a noi, vogliamo vincere e passare alla League Phase”. “Non so se non aver ancora iniziato il campionato nazionale a differenza dell’Atalanta possa favorirci, potrebbe anche essere un fattore negativo – chiude l’ex nazionale -. Esserci riposati dopo la partita dell’andata è stato sicuramente importante, siamo prontissimi. I tifosi ci danno tanta energia, ci carichiamo a vicenda. Vogliamo fare ancora meglio, senza sapere quanti tempi si giocheranno”. SF
Foto atalanta.it