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Sarri e l’Atalanta protestataria: “Non siamo simpatici all’arbitro, ma abbiamo timori a giocare da dietro”

Sarri e l’Atalanta protestataria: “Non siamo simpatici all’arbitro, ma abbiamo timori a giocare da dietro”

Maurizio Sarri chiude la serata capitolina paragonando l’Atalanta al monopoli. “Sei punti in tre giornate non sono male, solo che ogni volta dobbiamo tornare dal via. Abbiamo patito l’arrivo a singhiozzo dei giocatori dopo il Mondiale, gli infortuni, gli arrivi negli ultimi giorni del Mondiale. La squadra ha timori a giocare da dietro, c’è un percorso completamente da fare”. Il tecnico nerazzurro esprime anche i sentimenti di tutto lo spogliatoio dopo il ko subìto in rimonta in casa della Roma: “Ci portiamo a casa un’incazzatura di livello nove. Nel primo tempo abbiamo sofferto la supremazia territoriale più che le occasioni nitide – spiega nella sala stampa dello Stadio Olimpico -. Nella ripresa abbiamo mancato anche il raddoppio, ma onestamente per come ha giocato la Roma avremmo potuto perdere 3-2. Nel finale non siamo riusciti ad alzarci”.

Capitolo doppio, sul filo del disciplinare, per il giallo suo e il rosso a Gaetano a fine partita. “Gaetano non ha detto nemmeno una parola, né all’arbitro né a nessun altro. Tutti me l’hanno detto, c’erano cinque persone dello staff nell’arco di tre metri e mi hanno ripetuto la stessa cosa. Errore arbitrale palese – accusa Sarri -. Quanto a me, ho solo detto ‘no’ per un pallone che non era uscito, non altro. Mi ha ammonito, probabilmente non gli stiamo particolarmente simpatici. Tra l’altro Colombo ha detto ‘tre minuti e mezzo da adesso’ e invece ha fatto giocare due minuti e quindici dopo il 2-1 di Soulé”.

“Mi sono sentito a mio agio perché ero nella mia panchina abituale. Dal punto di vista emotivo è una partita come le altre, non sono più alla Lazio. Dal punto di vista materiale no, eravamo contro i più forti che si giocheranno il titolo fino alla fine”, il commento dell’allenatore nerazzurro sulle sensazioni dalla riga di gesso tratteggiata.

Niente esordio di Rowe, ma solo per Kessié: “Ho dovuto usare due cambi per altrettanti ragazzi che non ce la facevano ad arrivare alla fine. L’han chiesto Ederson e Kolasinac. Purtroppo Rowe non è potuto entrare”, ribadisce l’uomo sulla tolda di comando. “In generale è stata una prestazione di tanta sofferenza contro la squadra più forte e in forma di questo periodo iniziale della stagione. Siamo stati un po’ più accorti del solito – l’analisi anche nel salottino di Sky -. Abbiamo fatto bene la prima mezzora del secondo tempo, ma abbiamo pagato essere stati troppo bassi, forse eravamo anche stanchi fisicamente. Se aspetti basso un avversario di queste qualità tecniche, è chiaro che prima o poi ti fa male. Usciamo convinti che stiamo crescendo, anche se siamo ancora distanti dalla Roma”.

Giorgio Scalvini vede anche lui una Dea in crescita e non fa un dramma del primo scivolone stagionale. “Purtroppo siamo andati subito in difficoltà, la Roma è l’avversaria più forte in questo momento. Abbiamo retto e nella ripresa per 25 minuti abbiamo fatto meglio, mancando anche il due zero con Krstovic. Ci portiamo a casa la convinzione che avremmo potuto fare male a loro a nostra volta insieme alla consapevolezza che ci vuole ancora tanto lavoro. Per il 4-3-3 ci vuole tempo, anche se stiamo migliorando. Negli ultimi minuti faticavamo a salire di squadra. Io mi trovo sempre meglio nel nuovo sistema di gioco”, assicura il difensore di Palazzolo sull’Oglio. Sempre più frai leader atalantini: “Sono andati via Djimsiti e De Roon che hanno dato tanto all’Atalanta e anche a me. Io cerco di fare e di dare il mio aiutando i compagni quando li vedo in difficoltà”. Esse