La battuta è scontata, quando non si segna all’Hapoel Tel Aviv facendo riemergere dal passato le ombre dell’altro playoff, di Europa League e non di Conference, col Copenaghen, perso ai rigori nella terra della Sirenetta. “Cosa manca all’Atalanta? Dicendolo in pubblico mancherei di rispetto a qualche mio giocatore. Preferisco dirlo al direttore sportivo”. A bocce ferme, dopo gara 1 di qualificazione alla League Phase di CL, Maurizio Sarri rinvia la questione calciomercato a Cristiano Giuntoli, colui che l’ha portato sulla panchina bergamasca, una volta di più.
E ai suoi, che dice? Cosa rimprovera? “Il risultato non è positivo come la prestazione. Nella fase offensiva è una squadra ancora in fase pensante, alla ricerca di automatismi, perdendo quel secondo in più. Abbiamo cercato più le linee esterne, ma gli attaccanti esterni devono avere più coraggio e iniziativa nell’uno contro uno. Poi pazienza se si perde la palla – l’analisi del tecnico nerazzurro -. L’Hapoel ha un dinamismo superiore al nostro ma era prevedibile, non l’abbiamo sottovalutata. La velocità della manovra è da mettere a posto, perché un giocatore pensante perde tempi di gioco. In difesa guardiamo ancora un po’ la palla e ancora un po’ l’avversario come quando si difendeva a tre. L’applicazione mi meraviglia in positivo”.
“La squadra cerca di fare quello che deve, ma senza il ritmo giusto e quindi con una fluidità di manovra prevedibile. Del resto abbiamo avuto otto giocatori reduci dai Mondiali, quattro giocatori fuori cui s’è aggiunto Scalvini che ha la caviglia gonfia”, prosegue Sarri. “Il centrocampo? Neanche male: Gaetano ha fatto una buona prestazione, Samardzic ha preso iniziative per un’ora, Ederson deve diventare più ordinato ma è una presenza costante. Contro le ultime tre squadre di livello non abbiamo preso gol, vuol dire che siamo una squadra solida. Anche se la difesa è ancora a metà tra il guardare l’avversario o la palla”.
L’infortunio ha dato la stura all’esordio del caso. E c’è spazio per le considerazioni sui singoli: “Kristensen, dopo un paio di allenamenti con venti minuti di reparto, tatticamente non è ancora inserito ma individualmente è già stato positivo. Krstovic si merita di giocare e in stagione lo farà sicuramente dall’inizio. Ha la capacità di subentrare e sparare mezzore da assatanato. Abbiamo preferito Scamacca dall’inizio, ci può garantire 50 minuti di buon livello dopo avergli fatto fare un lavoro personalizzato”. E adesso, guardando a Miskolc? “Al ritorno bisogna entrare in campo senza paura per strappare un risultato positivo. Ce la possiamo fare, anche se sarà un’altra battaglia”.
DALLO SPOGLIATOIO – “Stiamo iniziando a capire quello che ci chiede il mister. Bisogna metterlo in pratica velocemente muovendo più velocemente la palla, con più accelerazioni negli ultimi venti metri – il commento di Lorenzo Bernasconi -. Tra l’esordio in campionato col Sassuolo e il ritorno dei playoff avremo la possibilità di migliorare a livello di gamba e di gioco. L’Hapoel fisicamente è più avanti di noi”. “Pensando tanto a come applicare le indicazioni di Sarri perdiamo un po’ nella ricerca della fluidità e nei tempi di gioco, ma ci sono state tante cose positive su cui concentrarci e andremo a prenderci quelli che sono i nostri obiettivi – osserva Giacomo Raspadori -. Non è che pensassimo che la qualificazione si sarebbe chiusa nella partita d’andata. Conoscevamo le difficoltà del confronto e quello che volevamo. In alcune situazioni avremmo potuto fare meglio, ma il miglior allenamento sono proprio le partite che danno l’idea delle cose su cui abbiamo margini di miglioramento. Domenica è una sfida fondamentale per iniziare bene la serie A e giovedì prossimo dovremo essere bravi a portarla dalla nostra parte. Il Sassuolo è una famiglia più che una squadra: ci ho passato undici anni della mia vita, da ragazzino ne sono uscito uomo e c’è gente che mi vuole ancora bene, un sentimento reciproco”.
Parola all’Hapoel Tel Aviv
“Congratulazioni ai miei giocatori, abbiamo fatto il nostro gioco. Dobbiamo fare un’altra partita importante settimana prossima”. Elyaniv Barda, l’allenatore ospite, esulta e non potrebbe fare diversamente dopo aver imposto le reti bianche a Bergamo. “Ho insistito perché facessimo la nostra partita, poi il nostro portiere Tzur ha fatto un doppio salvataggio. Abbiamo dimostrato che conta il cuore, non il valore economico della squadra”, rimarca. Sulla formazione col satanasso Owusu a destra: “Turiel ha sentito dolore e non volevamo rischiarlo, ma ce ne sono comunque undici e chi gioca deve fare di più anche per i compagni. Non so se recupererà per il ritorno, come pure Boateng che è stato costretto a uscire stasera”. Il fattore campo ha funzionato quasi al contrario: “Il nostro pubblico ci segue da sempre anche se non possiamo giocare nel nostro stadio, ma saranno in tanti anche a Miskolc. Mi occupo di migliorare i miei giocatori, capisco che l’Atalanta è stata data per favorita dopo i sorteggi ma abbiamo ancora una partita davanti al nostro pubblico. Abbiamo quasi tutti i giocatori dell’anno scorso. L’Atalanta ne ha due nuovi? Sono sicuro migliorerà col nuovo allenatore”. Aggiunge il carico il salvatore della patria, Assaf Tzur: “Sono contento di essere riuscito ad aiutare la mia squadra. Metto le mie due parate nel finale allo stesso livello di quella di Carnesecchi nel primo tempo su Boateng. Mi ispiro a Buffon, ma Donnarumma ha la mia stessa statura e guardo lui come modello. I nostri tifosi ci seguono ovunque a migliaia, sono fondamentali”. Esse