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Sarri e il mercato: “Palloso, assurdo e incontrollabile. Io sono un uomo di campo”

Sarri e il mercato: “Palloso, assurdo e incontrollabile. Io sono un uomo di campo”

L’Atalanta vince il Trofeo Bortolotti e Maurizio Sarri, stuzzicato su questo e quello, decide quale argomento preferirebbe dribblare. Salvo impegnarsi a sfondarne il blocco basso come contro l’Athletic Bilbao: “Il mercato è uno delle cose più pallose del calcio, come si dice in Toscana. Sentir parlare solo di quello per me è un insulto al lavoro e alla mia professione – la tirata del tecnico -. Mi pare che non sia stato fatto quasi da nessuno fino ad adesso: i Mondiali hanno ostacolato le trattative, resta aperto due mesi e si decide tutto nell’ultima settimana. Il nuovo arrivato? Kristensen è un buon giocatore, magari avrei preferito averlo già il 9 di luglio. Lo conosco poco, mi dicono che sia forte. Ha le basi per diventare forte anche nella difesa a quattro: serve tempo per inserirlo nei nostri meccanismi, come serve tempo alla squadra intera per lo stesso motivo. Gaetano non è responsabile se e quando non entra nei fraseggi, stavolta la palla girava troppo in orizzontale e non riuscivamo a innescarlo anche perché veniva più filtrato e marcato. I difensori devono imparare a non muovere la palla da fermi ma anzi a sfidare gli attaccanti per farli uscire”.

“La partita è stata molto ordinata, su discreti livelli, già tanto visto il momento della preparazione a cui siamo. C’è da progredire parecchio, abbiamo 6-7 giorni per un miglioramento in vista di una partita importante”, rimarca l’allenatore di Figline Valdarno, riferendosi all’andata dei playoff di Conference League con l’Hapoel Tel Aviv di giovedì prossimo sempre a Bergamo “per cui proviamo a recuperare De Ketelaere ed Ahanor, non hanno problemi preoccupanti”. “Il gruppo ha grande professionalità e predisposizione al lavoro, attaccamento alla società, all’ambiente, alla tifoseria. La transizione sarà comunque lunga e difficile, ci saranno momenti di grande difficoltà in cui dovremo abbassare la testa e lavorare – spiega ancora Sarri -. Dobbiamo velocizzare molto le uscite ed essere più fluidi, ma sono soddisfatto soprattutto dei primi 20 minuti del secondo tempo”.

Parlare di chances per strappare due pedine all’ala e in mezzo, però, è inevitabile: Giuntoli è uno dei direttori sportivi più scaltri e importanti del panorama europeo, se si prospettano occasioni lui ci sarà. Io sono un uomo di campo, non disperdo le mie energie sul mercato che per me è incontrollabile. Gli obiettivi cui potremo ambire ce li dirà il tempo: noi lavoriamo nell’ottica di due anni per poter ambire di più, sul breve periodo per migliorare e adeguarci al nuovo modo di giocare abbiamo sei mesi”. Le lamentazioni di Geremia, il valdarnese dalla voce da basso, le spende proprio per il 4-3-3: “Purtroppo cambiare totalmente il modo di giocare in coda ai Mondiali, coi giocatori rientrati a rate, non è facile. Sembra il gioco dell’oca dove si ritorna al via. Di ciò che vedo in allenamento sono contento. Tutti mi dicevano che la sfida sarebbe stata la linea difensiva, in cui però vedo grande applicazione. Raspadori, invece, che stimo, si sta impegnando molto ma può fare di più”.

Infine, un ricordo carissimo che racconta dell’importanza dei legami. Valter Polini era un mio grande amico, i miei genitori che vissero qualche anno a Castro quando ero piccolo erano amici di famiglia: una figlia di loro amici, Emy Sorlini, che stasera ha consegnato il premio fair play alla sua memoria, poi sposò il dottore che mi veniva a trovare a casa mia. L’unione tra squadra, città e pubblico mi dà l’idea dell’importanza del grande senso di appartenenza”.

Infine, Nicola Zalewski, il match winner. “Col 4-3-3 cambiano le misure del campo, le posizioni, la profondità e anche la larghezza. Ovvio che io da mezzapunta o attaccante esterno d’origine mi ritrovi di più coi movimenti da punta larga che non da mezzala”, precisa il nazionale polacco. Anche lui contrariato per i chiacchiericci di corridoio: “Io via? Sono più che mai un giocatore dell’Atalanta e mi ci sento. Non sono la persona indicata a cui chiedere un mio coinvolgimento vero o presunto in voci di calciomercato. Siamo un grande gruppo e troveremo gli automatismi per esprimerci al meglio col nuovo sistema di gioco, anche se finora mi pare che abbiamo fatto piuttosto bene”.

Nel prepartita, il timbro sulle strategie del presente e del futuro, by Giuntoli, a Sky Sport.

“Ripeto che il più grande acquisto è stato strappare Maurizio Sarri a una grande concorrente. Abbiamo convinto Ederson a rimanere, e ringrazio la proprietà. Abbiamo preso Gaetano, ragazzo molto interessante, accontentando poi Djimsiti che voleva andare e facendoci trovare pronti con Kristensen, che ha dieci anni meno, grande stazza e qualità. Staremo attenti alle opportunità. Dovendo cambiare tanto, la verità è che i progetti si costruiscono nel tempo, con pazienza e mattone dopo mattone. Vogliamo che la gente lo capisca. Lang, Diao o Esposito in avanti? Raspadori, Zalewski, Sulemana e De Ketelaere non hanno da invidiare niente a nessuno. Siamo contenti dei giocatori che abbiamo”.