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Sarri alla vigilia del Parma: “In fase offensiva comincio a vedere cose buone. Restiamo ambiziosi”

Sarri alla vigilia del Parma: “In fase offensiva comincio a vedere cose buone. Restiamo ambiziosi”

La vigilia di Maurizio Sarri contiene in nuce le avvertenze per l’uso: “Il Parma è una situazione di classifica del genere solo perché ha una bassa percentuale tra occasioni sfruttate e occasioni create. E’ pericoloso e sa anche chiudersi per ripartire bene. Serve lucidità. Una partita pericolosa? Lo sono tutte ormai in serie A”. Il tecnico dell’Atalanta riparte dal bicchiere mezzo pieno dopo due pareggi: “In fase offensiva comincio a vedere cose importanti. Ma creiamo ancora poche occasioni in relazione ai presupposti, andiamo in porta 5 volte su 20. La fase difensiva in tutte le zone del campo è un percorso da fare – spiega -. Col Frosinone era difficile rimanere corti e compatti perché c’erano spazi molto aperti. Ma dobbiamo esserlo e seguire di più la palla, dobbiamo essere meno aperti in fase di costruzione, cosa che c’è costata il primo pari a Firenze. Sarebbe opportuno avere una fase difensiva più alta”.

Nonostante le difficoltà, leggi 11 punti in 9 giornate di campionato con 3 vinte, due pari e quattro perse, l’uomo di Figline resta ottimista: “L’ambizione è costruire le basi per un nuovo ciclo, ma non è semplice ripartire dopo un ciclo di alto livello. Un compito complicato da varie vicissitudini”. Sull’accusa di lentezza e prevedibilità, Sarri oppone una secca smentita: “Il Chelsea è stata la squadra meno veloce che abbia allenato. La Premier League dà la sensazione di ritmo superiore, ma il nostro è più alto come quantità di corsa. Traggono in inganno gli scatti ripetuti. Nelle ultime due partite i nostri numeri sono di altissimo livello. In 41 minuti abbiamo fatto gli stessi numeri della media di 59 del tempo effettivo”.

Poi, c’è la questione della condizione fisica imperfetta: “Opinioni personali destituite di senso. Abbiamo dieci giocatori fuori e spero di recuperarne qualcuno. La maggior parte degli infortuni è capitata dieci-quindici giorni dopo le Nazionali. Spero di ritrovarne prima della sosta, per lo meno nell’ultima partita a Monza. Ce ne sono tre in sei giorni… Il calendario non ci aiuta. Stiamo cercando di trovare una strada con meno errori in futuro, anche se è difficile trovare una linea d’incontro su tutti gli infortuni. Dobbiamo limitarli”.

Ancora, circa ipotetiche bocciature: “Samardzic è più difficoltoso preferirlo in un reparto a due. Io ci conto molto, è un elemento molto tecnico. L’avrei messo a Firenze se fossimo rimasti in vantaggio. Ho avuto la sensazione di poter vincere con Sulemana“. Ci sono difficoltà di reparto da affrontare: “In difesa è stato stravolto tutto, alcuni giocatori hanno pochi allenamenti con noi. Il ritorno di Scalvini è stato un po’ improvvisato per l’infortunio di Kristensen, era programmata un’autonomia di venti miunuti. Se per compattezza s’intende anche il pubblico, oltre alla squadra e alla società, beh, ha fischiato a fine partite col frosinone perché non abbiamo tenuto il risultato fino alla fine. C’è bisogno dell’apporto della nostra gente, ma di questo sono sicuro”.

Infine, sull’ostacolo di turno, che con Gilardino ha ottenuto (con l’Udinese) solo 1 punto su 5 dal subentro a Cuesta: “Il Parma di quelle di bassa classifica è quella che ha perso meno e preso meno gol. Non è una partita semplice. Dobbiamo essere in campo umili e determinatissimi, lucidi: le difficoltà della partita non ci devono cogliere impreparati. Ma lo spirito di reazione di questa squadra non è comune: siamo tosti, con Frosinone e Fiorentina ne ho avuta la conferma”. Esseffe