Una giornata dedicata alla memoria di Giacinto Facchetti
Il PalaFacchetti Day ha regalato a Treviglio una giornata ricca di emozioni, riconoscenza e partecipazione. Il Comune di Treviglio e la Treviglio Brianza Basket hanno voluto ricordare Giacinto Facchetti, alla presenza dei familiari del più illustre sportivo trevigliese.
In occasione del ventesimo anniversario della scomparsa del campione, l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Juri Imeri ha organizzato una cerimonia per rinnovarne la memoria e ribadire l’importanza dei valori che ha rappresentato.
«Facchetti era il gigante di Treviglio, esempio di fair play, di identità, di tradizioni, di valori. Desideriamo fortemente tramandarne la memoria e trasmetterne i messaggi positivi a tutte le generazioni di sportivi e non che frequenteranno il palazzetto che porta il suo nome».
Il valore del PalaFacchetti per il territorio
Alla cerimonia è intervenuto Giovanni Grazioli, vicepresidente della BCC Carate e Treviglio, istituto che da un anno ha affiancato il proprio marchio all’arena cittadina. Il suo intervento ha sottolineato il valore della struttura come punto di riferimento per la comunità.
«Oggi è giusto che sia semplicemente PalaFacchetti. Siamo onorati di condividere con questa struttura, punto di riferimento per il territorio, i valori di un grande campione».
Il ricordo della prima partita del 6 ottobre 1996
La storia del palazzetto è stata ripercorsa attraverso la testimonianza di Alberto Mattioli, fondatore della società trevigliese nel 1971 e tuttora componente della compagine sociale.
La prima partita di pallacanestro disputata nell’impianto risale al 6 ottobre 1996, quando la Mauri Treviglio affrontò il Vigevano, vincendo per 72-69 grazie a una tripla realizzata da Piperno a due secondi dalla sirena.
«Vincemmo 72-69 con una tripla di Piperno a due secondi dalla sirena e fu l’inizio di una nuova storia, passata in precedenza per le palestre delle scuole cittadine e, soprattutto, dal Palazzetto Zanovello dei Salesiani, dove siamo nati».
TreviglioGiovani 96 e le origini salesiane della società
Il primo evento ospitato nel palazzetto fu TreviglioGiovani 96, una manifestazione di tre giorni organizzata dall’Azione Cattolica della Diocesi di Milano, che portò migliaia di giovani attorno al cardinale Carlo Maria Martini.
Testimone di quella stagione fu monsignor Giuseppe Merisi, vescovo emerito di Lodi e amico di Giacinto Facchetti sin dai tempi giovanili dell’oratorio. Nel suo ricordo ha rievocato le esequie celebrate nella basilica di Sant’Ambrogio, quando il campione venne descritto con parole che ne sintetizzavano lo spessore umano e sportivo.
«quando Giacinto venne giustamente descritto come un signore nella vita e un signore dello sport».
Anche don Alessandro Ticozzi, recentemente nominato direttore del Centro Don Bosco di Treviglio, ha espresso la propria sorpresa nell’apprendere il forte legame tra l’istituto cittadino e la Treviglio Brianza Basket, nata come Or.Sa. proprio nell’oratorio salesiano.
«Sono molto contento della possibilità di dare spazi educativi attraverso ambienti e messa a frutto dei talenti dei giovani che si impegnano».
La famiglia Facchetti e il valore della memoria
Alla commemorazione ha partecipato l’intera famiglia Facchetti: la signora Giovanna e i figli Barbara, Vera, Gianfelice e Luca. Attorno a loro si è stretta una folta platea composta da autorità, rappresentanti delle istituzioni, amici, tifosi e appassionati.
Tra gli interventi più significativi quello di Gianfelice Facchetti, che ha riflettuto sull’importanza di continuare a ricordare il padre anche a distanza di molti anni dalla sua scomparsa, sottolineando come la memoria debba essere coltivata anche quando viene meno l’attenzione iniziale.
«Fa piacere che ci si ritrovi a ricordare Giacinto anche a tanti anni dalla sua scomparsa, perché un conto è fare una cosa quando ci arrivano tutti, un altro conto è non dimenticare. Ed è giusto farlo con il sorriso in una giornata di festa. In questi anni siamo passati dall’enfasi per la sua morte con l’epica del ricordo iniziale alla manomissione della memoria, sperimentando anche la solitudine che arriva quando passano gli anni. È importante che si ricordi Giacinto in un luogo di sport dove le giovani generazioni imparano a diventare campioni, come ci auguriamo, ma soprattutto buoni cittadini».
Le opere di street art firmate da Luca Rosada
Uno dei momenti centrali del PalaFacchetti Day è stata l’inaugurazione di due opere di street art a grandezza naturale, realizzate da Luca Rosada, in arte Lucas StreetArt. I lavori sono stati collocati all’esterno del PalaFacchetti, in corrispondenza delle due ali d’ingresso dell’impianto.
La prima opera, Fedeltà Assoluta, raffigura Giacinto Facchetti con i colori nerazzurri dell’Inter. La seconda, Orgoglio Nazionale, lo ritrae con la maglia azzurra della nazionale italiana.
L’artista ha ringraziato i familiari del campione per avergli permesso di conoscere più da vicino la sua storia.
«Grazie alla famiglia Facchetti, che mi ha aperto le pagine della memoria di Giacinto – ha precisato l’artista – queste due opere non hanno soltanto colore, ma un’anima».
La consegna della canotta numero 3 alla famiglia
Prima della palla a due dell’incontro di Serie B tra TAV Treviglio e Infodrive Capo d’Orlando, il presidente della Treviglio Brianza Basket, Paolo Luinetti, e il sindaco Juri Imeri hanno consegnato alla famiglia Facchetti la canotta ufficiale della TAV Treviglio, personalizzata con il numero 3.
Sul parquet, ad accompagnare Barbara e Vera, erano presenti anche i nipoti Alessandro, Leonardo e Lupo. Il gesto ha rappresentato un tributo simbolico alla memoria del campione, inserito nel programma della giornata commemorativa.
Il ritorno sul parquet dei protagonisti della gara inaugurale
Durante l’intervallo tra il primo e il secondo quarto della partita, lo speaker Gabriele Colombo ha chiamato sul parquet alcuni protagonisti della prima gara disputata nell’impianto trevigliese trent’anni prima.
Hanno risposto all’appello il team manager Matteo Possenti, il preparatore Beppe Ferani, il medico Robi Gatti, l’assistente Alberto Galli, il playmaker Renato Biffi e Luca Gamba, autore del primo canestro.
Ai protagonisti è stata consegnata una speciale targa ricordo, contenente la fotografia della squadra e il tabellino della partita del 6 ottobre 1996, conclusasi con la vittoria della Mauri Treviglio sul Vigevano per 72-69. Un incontro entrato nella storia della pallacanestro trevigliese.
La TAV Treviglio supera Capo d’Orlando per 100-77
A completare la giornata di festa è stata la prestazione della TAV Treviglio, guidata dal coach Giacomo Cardelli. La formazione di casa ha superato l’Infodrive Capo d’Orlando con il punteggio di 100-77, conquistando la prima vittoria interna della stagione.
Una prova corale ha permesso ai biancoverdi di offrire spettacolo al pubblico, numeroso e caloroso, accorso al PalaFacchetti. La partita si è conclusa tra l’entusiasmo dei presenti, che hanno tributato alla squadra una esplicita «standing ovation» finale.
La fotografia che collega il 1996 al 2026
Al termine della gara, i biancoverdi di oggi, targati TAV Vacuum Furnaces, e alcuni dei giallorossi di ieri, allora griffati Mauri Formaggi, si sono ritrovati per una fotografia collettiva.
Lo scatto ha unito simbolicamente due successi della storia cestistica cittadina: quello contro il Vigevano, ottenuto il 6 ottobre 1996, e la vittoria sull’Infodrive Capo d’Orlando, conquistata il 18 ottobre 2026.
Il ritrovo ha rappresentato il momento conclusivo di una giornata che ha intrecciato ricordi, emozioni e passione, valorizzando il legame tra le diverse generazioni della pallacanestro trevigliese.
Le celebrazioni tra sport, arte e riconoscenza
Con il PalaFacchetti Day, Treviglio ha celebrato Giacinto Facchetti attraverso testimonianze, iniziative artistiche e momenti di sport. La presenza della famiglia, delle istituzioni, dei protagonisti della storia cestistica locale e dei tifosi ha confermato il valore della memoria condivisa.
La commemorazione ha così rinnovato l’impegno a trasmettere alle nuove generazioni i valori dello sport, del rispetto, della lealtà e della cittadinanza, nel segno di un campione che continua a rappresentare un punto di riferimento per la comunità trevigliese.
TadRit







