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Raspadori chiede pazienza: “Col 4-3-3 ci vuole tempo, da Sarri tanto da imparare”

Raspadori chiede pazienza: “Col 4-3-3 ci vuole tempo, da Sarri tanto da imparare”

In coda all’amichevole in famiglia vinta grazie al prestito dell’Under 23 Sergej Levak, Giacomo Raspadori riporta le prime impressioni personali e dello spogliatoio di un’Atalanta ancora imballata e incerta. “Un modo diverso di giocare necessità di tempo, il 4-3-3 è differente da quello cui eravamo abituati e recepire quello nuovo necessita di tempo. Sta a noi arrivare a quello che l’allenatore ci richiede nel più breve tempo possibile”, la premessa maior dell’attaccante di Castel Bolognese.

“Si stanno gettando le basi per quello che verrà nel resto della stagione: bisogna captare nel quotidiano quello che ci viene richiesto. Per la Nazionale il pensiero è normale che ci sia, ma passa tutto attraverso il club – continua Jack, autore di una chance strozzata dall’area su invito di Samardzic a 5′ dall’ìntervallo del primo test -. Ringrazio Sarri per le parole di elogio che ha speso nei miei confronti anche pubblicamente, fanno sempre piacere e non sono scontate. Ha detto che mi inseguiva e mi voleva da tempo. Attualmente faccio l’esterno, un ruolo che posso fare benissimo e in cui posso esprimere le mie qualità. Lui sa quello che è meglio per la squadra, non siamo concentrati sui singoli. Siamo molto carichi e ansiosi di imparare dal mister”.

Più che gli obiettivi, Raspadori punta alla ricostruzione del carattere atalantino: “Negli anni da avversario ho sempre percepito lo spirito combattivo e l’ambizione dell’Atalanta, dai tifosi che trasmettono la foga agonistica alla società passando per chi ci lavora. Sono molto ambizioso e ammetto di non aver ancora dato tutto quello che ho dentro, ma lavorando con lo staff ci posso arrivare – la chiosa -. E’ giusto portarsi dietro tutto ciò che è stato per costruirsi il futuro nel quotidiano. L’Atalanta ha tanto da tirar fuori. Nel calcio di oggi ogni giocatore deve sapere fare entrambe le fasi, nessuno si può permettere di applicarsi soltanto a una. Sono stato fortunato a livello di allenatori nella mia carriera, la prima cosa che ho imparato è che c’è sempre da imparare. Il segreto risiede nel lavoro”. Esse

Foto MOR