7a Primavera 1 – Vinci, Centro Sportivo Petroio – domenica 18 ottobre
Empoli Under 20 – Atalanta Under 20 2-1 (0-0)
EMPOLI (3-5-2): Vettore 6; Antonini 6,5, T. Rugani (cap.) 6, Bembnista 6 (12′ st Covelli 6,5); Mureddu 6,5, Perin 6,5 (42′ st Bruno sv), Huqi 6,5, Mazzi 6,5 (42′ st Alan Orlandi sv), Babalola 7 (27′ st Valme 6); Mežnar 6,5 (27′ st Pisani 6), Andrea Orlandi 7. A disp.: Giusti, Ferrer, Lupoli, Silvestri, Murolo, Blini. All.: Andrea Filippeschi 6,5.
ATALANTA (3-5-2): Bugli 6,5; Kane 6,5 (1′ st Orlacchio 6), Cojocariu 6, Bosisio 6; G. Percassi 6,5 (16′ st Fugazzola 6,5), M. Colombo (cap.) 6,5 (28′ st Berrima 5,5), Gerard Ruiz 6,5, Gasparello 6,5 (28′ st Olivieri 6,5), Leandri 6 (38′ st Cakolli sv); Perillo 6,5, Ciapini 6. A disp.: Villa, Modonesi, Gariani, Martano, Aliprandi, Di Hodiamont. All.: Giovanni Bosi 6.
Arbitro: Gallorini di Arezzo 7 (Cirillo e Camilli di Roma 1).
RETI: 2′ st Meznar (E), 19′ st Babalola (E), 27′ st rig. Gasparello (A)
Note: ammoniti Kane, Bembnista, Babalola, Ciapini, Mazzi e Mureddu per gioco scorretto. Tiri totali 8-8, nello specchio 3-2, parati 1-1, respinti/deviati 2-4. Corner 7-2, recupero 0′ e 5′.
Petroio di Vinci (Firenze) – Meznar fredda le ambizioni tattiche di Giovanni Bosi, Babalola in caduta prova ad annichilirle, Gasparello a ridestarle invano dal dischetto. Se la prima squadra dell’Atalanta soffre di parecchie defezioni, la defezione della Primavera sul campo dell’Empoli è dal 4-3-3 caro a Maurizio Sarri. L’adozione dei quinti in un sistema di gioco a due punte porta al quinto ko su sette turni, proprio a ruota del successo all’inglese col Milan al rientro dalla pausa, il secondo dopo quello nel derby di Cologno con l’AlbinoLeffe. Venerdì si torna sul Campo 9 di Zingonia, ospite la Lazio: in classifica i punti restano 6, del resto i toscani sono tuttora imbattuti e ne hanno 9 in più.
Percassi Jr. imbeccato dal suo regista viene stretto nella morsa di Vettore in uscita e del rinculante Babalola al poker d’orologio, Cojocariu invece è un fulmine di guerra nel chiudere proprio il laterale sinistro di casa lanciato dall’arretrato Orlandi (7′). Il fantasista locale apre le danze delle chances lungo il flipper tra due corner rovesciando verso il palo lontano, ma Bugli sventa la minaccia alla propria sinistra a metà primo tempo ormai scollinata. Iper-rimpallato e smorzato, al contrario, l’esterno collo di Gerard Ruiz di seconda al 28′ in scia alla combinazione crossata dal mezzo corridoio di destra. Dall’altro lato, invece, Ciapini si strozza il mancino da solo incrociandolo larghissimo alla mezz’ora.
A otto dall’intervallo, per gli azzurri, niente conclusione ma occasione forse più sostanziosa della precedente, col portiere nerazzurro a toglierla dalla fronte di Meznar sullo spiovente di Perin. Da questi ancora a Orlandi (39′) che alza la mira, segno che comunque si tira pressoché da una parte sola, circostanza smentita dall’asse Perillo-Ciapini con l’ex di turno a smistare e l’ex viola e Inter a masticare il destro sul mezzo contrasto di Bembnista. In avvio di ripresa, la doccia gelata dell’allungo mancino dello sloveno di casa sulla traiettoria sporcata di Mazzi: al 2′ la palla è sotto l’incrocio lontano. Da Ciapini a Colombo, da sinistra a destra, con prolungamento di tacco del volto noto a Petroio perché scudettato Under 17 a primavera, e la Baby Dea s’arresta sui pugni miracolosi di Vettore.
Sono trascorse sei lancette dallo svantaggio e la reazione si arresta per un po’ a livello di palle-gol, del resto contate su ambo i fronti, mentre l’esordiente Angelo Orlacchio va a fare il braccetto sinistro dopo aver sostituito il 2011 Mbakhane Kane e riesce ad evitare la fiondata a rete dell’aspirante doppiettista lanciato dal partner di linea in realtà sempre quantomeno tra le linee. Niente da fare: a piede invertito Babalola vince anche l’ultimo rimpallo sfruttando la protezione della sfera proprio di Orlandi, tenuto a uomo da Bosisio.
Al 21′ Orlandi allarga di un tot la mira a retrocarica in lunetta, al 23′ Mureddu sfiora l’autogol sulla puntata verso il fondo della new entry Fugazzola che non trova compagni a centro area. Poi la possibile contro-svolta: Rugani aggancia Perillo, avventatosi sul pallone di Gasparello a rientrare, e la mezz’ala incrocia dagli 11 metri prima di uscire a favore della conversione una sorta di 4-2-3-1 col catalano e l’altro ex Olivieri in mezzo. Da quest’ultimo la palla per Perillo, stoppato da Covelli. Cakolli per Leandri e si torna al 3-5-2 comunque iperoffensivo. Non serve. SF