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Palladino eguaglia il peggior record di Gasperini (59 punti): 1-1 a Firenze

Palladino eguaglia il peggior record di Gasperini (59 punti): 1-1 a Firenze

38a serie A – Firenze, Stadio Artemio Franchi – venerdì 22 maggio (ore 20.45)
Fiorentina – Atalanta 1-1 (1-0)
FIORENTINA (4-3-3):
Christensen 7,5 (42’ st Lezzerini sv); Dodò 5,5, Rugani 6,5 (22’ st Pongracic 6), Comuzzo 6, Gosens (cap.) 6 (30’ st Balbo 6); Fabbian 7, Mandragora 6,5, Brescianini 6,5 (22’ st Ndour 6); Harrison 6, Piccoli 6,5, Gudmundsson 5,5 (31’ st Solomon 6). A disp.: 42 De Gea; 29 Fortini, 44 Fagioli, 69 Puzzoli, 61 Braschi. All.: Paolo Vanoli 6,5.
ATALANTA (3-4-2-1): Sportiello 5; Scalvini 6 (22’ st Djimsiti 6), Hien 5,5, Ahanor 5; Bellanova 5,5 (1’ st Zappacosta 7), De Roon (cap.) 6 (36’ st Scamacca 6), Pasalic 6, Musah 6,5; Samardzic 6 (17’ st De Ketelaere 6), K. Sulemana 6 (36’ st Vavassori sv); Raspadori 6. A disp.: 29 Carnesecchi, 31 Rossi; 23 Kolasinac, 40 Obric, 5 Bakker, 59 Zalewski, 13 Ederson, 90 Krstovic. All.: Raffaele Palladino 6.
Arbitro: Perri di Roma-1 7 (Votta di Moliterno, Pressato di Latina; IV Massa di Imperia. V.A.R. Di Bello di Brindisi, A.V.A.R. Serra di Torino).
RETI: 39’ pt Piccoli (F), 37’ st aut. Comuzzo (A).
Note: serata estiva e serena, spettatori 19.606 di cui 65 atalantini nel settore ospiti per un incasso di 421.897 euro. Ammoniti K. Sulemana e Ahanor per gioco scorretto. Tiri totali 9-17, nello specchio 4-6, parati 3-6, respinti/deviati 1-2. Corner 3-3, recupero 1’ e 3’.

Firenze – Di buono, forse, c’è solo l’esordio di Dominic Vavassori, tardivo dato che è un 2005, oltre alle occasioni accumulate ma non finalizzate. Se Roberto Piccoli, infatti, ci mette la zampata velenosa, per far segnare la Bergamo del pallone serve il compagno Comuzzo, che nell’anticipare Scamacca tramuta in autogol da punticino la corsa a perdifiato di Zappacosta nel corridoio di Musah. L’annata del subentrato novembrino a Ivan Juric, Raffaele Palladino, consegna l’Atalanta al peggior record degli ultimi dieci anni pareggiando i 59 punti di Gian Piero Gasperini, però allora fuori dalla zone coppe, nel 2021-2022 alle spalle della stessa Fiorentina in vena di rompere le uova nel paniere a Conference League centrata lo stesso nella sconfitta di corto muso col Bologna. Sesto punto nelle ultime sette giornate, si badi bene: la rimonta dal tredicesimo posto s’è fermata praticamente dopo Pasquetta. Da quel tris a Lecce, poca roba: vinto solo a San Siro col Milan, ko con Juve, Cagliari e i felsinei rimasti ottavi, pari dal Gasp a Roma e col Genoa a Bergamo.

La sveglia alla partita più esornativa della terra è il girellone mancino a scendere di Samardzic convergendo ma non troppo entro i venti metri nello scambio con Bellanova, ma il balzo di Christensen per toglierla dal secondo palo oltre il quarto è puntuale. Due lancette e Ahanor taglia per ricevere pan per focaccia da Sulemana lungo l’altra catena, ma la scivolata del volto noto Gosens e l’interposizione di Musah mettono fretta al diciottenne che impatta male tra tacco e suola. L’intesa è quel che è, con almeno sei undicesimi di riserve di partenza. L’ex Southampton non taglia sulla ripartenza rifinita da Pasalic, che poi opta per le vie centrali alle soglie del quarto d’ora servendo il serbo, la cui traiettoria frontale è vanificata dalla schiena di Raspadori. Quest’ultimo, scollinato il terzo effettivo di primo tempo, riceve dall’ala ghanese incrociando il sinistro a lato d’un soffio dall’area.

Tra 18’ e 19’, superlavoro per il portiere viola: a chiudere le chance in un fazzoletto dal limite è il mancato doppio assistman De Roon, ma l’ultimo ostacolo ha riflessi felini per toglierla dal sette al convergente Musah, schierato quinto di sinistra, dopo due cambi di fronte, dall’angoletto al nuovo tentativo del tuttosinistro ex Udinese al terzo tentativo personale di cui due nello specchio. Al 22’ scarso, l’uscita di Sportiello, protetto dalla diagonale di Scalvini, sull’assalto spizzata-tocco non controllato tra l’altro ex Piccoli e Fabbian. Nel nulla assoluto dei viola, la conclusione successiva è ancora del capitano olandese che si fa ingolosire dall’input dell’americano di Castelfranco Veneto in punta di navata: sfera alta, anche perché il rientro della mezzala destra di casa lo induce a liberarsene subito.

Se Marten dice trentatré per dimostrare comunque la salute della Dea di scorta, sei minuti più tardi il gol del sorisolese è il modo peggiore di farsi prendere in contropiede. Al netto del sinistro loffio eppure sfuggito alla riserva di Carnesecchi, Hien esce su Brescianini in scia al destro della punta di Castel Bolognese smorzata da Comuzzo lungo l’asse coi due centrocampisti, Ahanor si fa superare da una mezza finta con cambio di direzione e vabbè, poi la papera. Harrison la pennella per Fabbian, che Bellanova in qualche modo ostacola nel terzo tempo a lato non di poco (43’). Prima del recupero, duetto fra jugoslavi con mirino alzato all’eccesso per Super Mario. La ripresa inizia idealmente al sesto sul corridoio di sinistra, dove si buttano Sulemana che sfugge a Dodò, Musah, Raspadori che resiste a Comuzzo passandola da terra e Ahanor che su scarico del centrattacco nominale impegna Christensen con una discreta botta verso il secondo palo.

Alla doppia cifra d’orologio, gran tempismo di Sportiello in uscita sui piedi di Mandragora, inseritosi nella trama di Fabbian e del terzino destro brasiliano in viola con l’ex Genoa di qua ad andare a viole. L’accentrato Harrison calcia centralmente in piena lunetta (12’) sul borseggio nuovamente della mezzala destra locale a Musah, al primo errore della partita. A ruota, Zappacosta, subentrato a Bellanova all’intervallo, non controlla benissimo sull’allungo di Kamaldeen dal fondo favorendo la respinta di piedi del baluardo toscano per il primo angolo. Intorno 16’, però, bis sfiorato due volte dai Vanoli-boys, quando la punizione a giro alto dai 25 metri di Mandragora per fallo di Ahanor (spaesatissimo) su Gudmundsson viene staccata sotto il primo sette dal portiere atalantino che invece assiste impotente allo stacco alto di Rugani accompagnato dall’islandese dalla bandierina sinistra. Pasalic fa lo stesso, puntando sempre il ben più basso Dodò, senza sfruttare il cross al millimetro del laterale di Sora (19’), due minuti dopo l’ingresso di De Ketelaere.

Oltre il ventesimo, sempre lo stesso terzino colpisce per primo in gioco aereo il tracciante di esterno proprio del fiammingo inducendo il vatreno a colpire pressoché di nuca. Al 32’ lo strappo di Sulemana a piatto destro aperto chiama Christensen alla sesta parata della serie e Hien spizza appena sull’azione da corner crossata dal belga. A dieci dal novantesimo, Fabbian incorna il traversone di Mandragora dalla bandiera destra e Sportiello sbraccia sopra la traversa. I fiorentini decidono comunque di farsi male da soli a ruota della vittoria all’inglese in casa della Juve. Bello il movimento traditore del romano alle spalle del difensore da patatrac. Meno lo sposta e tira col destro di Raspadori sul la di CDK. Esseffe