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Palladino e lo stress da doppia punta: “Scamacca con Ostigard ha perso”. Scalvini: “Bisogna riflettere sul calo”

Palladino e lo stress da doppia punta: “Scamacca con Ostigard ha perso”. Scalvini: “Bisogna riflettere sul calo”

Chioma senza una virgola fuori posto, ma sul campo c’è qualcosa di disturbante. Raffaele Palladino lo evidenzia a due riprese, nel dopogara dell’Atalanta dalla pancia della New Balance Arena. “La scelta della doppia punta era in funzione del piano gara, contro un Genoa che viene a prenderti uomo a uomo. Potevamo fare meglio con Scamacca, che ha perso troppi duelli con Ostigard. Krstovic, invece, ha fatto bene e s’è ricavato spazi. Abbiamo cercato di produrre il più possibile”. E ancora, quasi a mo’ di avvertimento: “Il riscaldamento nel primo tempo di Raspadori era un segnale per gente che un po’ si risparmiava e non faceva quello che serviva in quel momento, compreso dare una mano a difendere. Nessuno si deve sentire titolare. Siamo una squadra forte allestita bene con tanti ruoli doppi”.

Anche se il futuro resta un’incognita, tra prolungamento del contratto in scadenza comunque il 30 giugno 2027 e possibili spiragli verso Napoli, il mister sembra non voler abbandonare la tolda di comando. “Dobbiamo difendere fino alla fine il settimo posto in tre belle partite con Milan, Bologna e Fiorentina. Sono felice del percorso dopo aver ripreso una situazione delicata: al mio arrivo erano tutti preoccupati, poi ne siamo usciti. Non sono felice perché puntavo a qualcosa di più del settimo posto: io sono ambizioso. Faremo le valutazioni con la società, a campionato concluso, per poter fare un’Atalanta ancora più forte”.

Intanto, però, c’è l’ennesimo (mezzo) passo falso da giustificare e un’annata da ripercorrere. “Nel secondo tempo col doppio trequartista siamo stati più pericolosi, riuscivamo ad andare meglio da una parte all’altra, ma purtroppo è un periodo in cui concretizziamo quanto produciamo. La squadra fa del proprio meglio, ma ci mancano l’ultimo passaggio e un po’ di qualità negli ultimi metri – continua il tecnico nerazzurro -. Andare in vantaggio oggi in serie A è preferibile, perché si ha il potere di gestire meglio la partita. Andare a riprenderle di rincorsa non mi piace molto. Vedi a Cagliari, poi riprenderle è dura”. Il mugnanese certamente non è soddisfatto: “Nell’ultimo mese, a parte il primo tempo di Cagliari, le prestazioni le abbiamo fatte. Lì la prima mezz’ora l’abbiamo toppata. Con la Juve abbiamo perso immeritatamente, con la Roma siamo stati raggiunti, l’eliminazione ai rigori dalla Coppa Italia con la Lazio è stata immeritata”.

Ma perché, disponendo di cinque punte pure e altri giocatori offensivi come Samardzic e Pasalic, non si segna? “A fine campionato è fisiologica la stanchezza fisica e mentale, a maggior ragione chi fa più competizioni e ha più partite da giocare. Siamo arrivati scarichi, non vedo la squadra brillante di un mese e mezzo fa. Bisogna dare tutto fino alla fine.Il Genoa è una squadra pimpante e di gamba, noi come spesso ci accade abbiamo rischiato zero dietro ma manchiamo nell’ultimo passaggio e nel tiro. E’ quello che fa la differenza in serie A”, la spiegazione. Infine, sulle opzioni dalla panchina: Musah era il giocatore fisico in mezzo per andare sulle seconde palle. Pasalic l’ho messo davanti perché ha il gol nel sangue. Abbiamo chiusto con cinque attaccanti, abbiamo provato a vincere in tutti i modi”.

Giorgio Scalvini, invece, è meno auto-assolutorio, anche se è Palladino stesso a confessare “che all’Atalanta sotto esame ci siamo tutti, io per primo”. “Stiamo pagando la rincorsa che abbiamo dovuto fare per l’inizio non buono, ultimamente magari c’è un po’ di stanchezza fisica e mentale. La partita con la Juve, giocata bene e persa, in cui meritavamo di più, probabilmente ci ha tagliato le gambe – afferma il braccetto di Palazzolo sull’Oglio -. C’è qualcosa che non va, da analizzare in settimana col mister, ma l’atteggiamento e la mentalità sono quelli giusti. Anche la gente che ci incita sempre merita un finale di stagione migliore. I nostri tifosi sono fantastici e bisogna sempre ringraziarli. Un periodo non molto positivo ci sta, loro non ci fanno mai mancare nulla. In casa è un dover dare quel qualcosa in più proprio per loro. Mi dispiace, perché stavolta vincere era importante”.

“La fase difensiva va meglio, ma avrei preferito prendere un gol e vincere. C’è sempre da migliorare. Abbiamo un’ottima intesa di reparto e di squadra. Mi sento meglio a giocare da difensore puro per inserirmi da dietro, me lo porto dietro dalle giovanili. Quest’anno ho sempre giocato nella stessa posizione”, aggiunge il numero 42. Che chiude rinnovando l’autocritica: “A livello di gioco stiamo mancando, facciamo più fatica rispetto a prima. Dobbiamo iniziare a pensarci su meglio, perché nelle ultime due giornate nonostante la squadra sia volenterosa c’è qualcosa che ha continuato a non andare per il verso giusto”. SF