Skip to content

Palladino e la vigilia delle incognite: “Difesa bordeline, prima l’Europa e poi ci sediamo”

Palladino e la vigilia delle incognite: “Difesa bordeline, prima l’Europa e poi ci sediamo”

Una vigilia spesa tra l’oggi e il tavolo di confronto. Coi Percassi e probabilmente già Giuntoli. “Non dobbiamo farci distrarre dalle voci dall’esterno, siamo concentrati sul presente e sull’obiettivo Europa che è fondamentale. Ci teniamo tutti, dai tifosi alla società”. Il sabato in attesa del Bologna, Raffaele Palladino torna inevitabilmente sul suo futuro, all’Atalanta o no: “L’amministratore delegato Luca Percassi ha parlato chiaro nei giorni scorsi. L’obiettivo è qualificarci alla Conference League, poi a fine stagione ci si siede con la società, con massimo rispetto e lealtà, cercando di capire se le idee combaciano per il bene dell’Atalanta. Ci sarà la massima chiarezza e apertura”, il punto dell’allenatore mugnanese.

“A me l’Atalanta ha dato tanto, la famiglia Percassi mi ha dato l’opportunità, standomi vicino tra Antonio, Luca e Tony D’Amico, di allenare una grande squadra che faceva la Champions League. Senza sintonia e unione i risultati non sarebbero arrivati. Io ho cercato di dare tutto per questi colori e spero di aver lasciato qualcosa anche ai giocatori”.

“La settimana è stata particolare per il reparto difensivo, perché abbiamo parecchie situazioni borderline. Hien squalificato, Kossounou infortunato alla coscia, mentre domattina saranno da verificare Scalvini, Djimsiti e Kolasinac. Può capitare che qualcuno debba adattarsi a una posizione diversa dal solito”, precisa il mister sull’impatto dell’infermeria.

“Ho guardato la finale di Coppa Italia col dispiacere e il rammarico di chi avrebbe voluto giocarsela. Si tratta di un trofeo cui l’Atalanta teneva e continua a tenere in modo particolare – aggiunge Palladino -. Questa potrebbe essere la nona volta in Europa negli ultimi dieci anni. Numeri che fanno capire quanto il club sia ambizioso. La Conference League la conosco per averla fatta la scorsa stagione: ci sono trasferte lunghe che potrebbero stancare in prospettiva campionato, ma è una competizione europea molto importante”.

“Anche il Bologna è ancora in ballo per la qualificazione, non gli resta che venire qui a Bergamo a fare punti. Dovremo stare molti attenti. Con lo staff abbiamo analizzato i perché di certi risultati ad aprile non arrivati. Qualche infortunio di troppo, qualche giocatore rimasto fuori come anche De Ketelaere, ma le prestazioni ci sono state e i ragazzi hanno dato tutto. Le difficoltà sono alle spalle, domenica possiamo chiudere la pratica”.

“Samardzic e Sulemana? Ho bisogno di tutti, anche perché domani siamo un po’ in emergenza. La partita è fondamentale. Tutti devono sentirsi pronti alla causa. Lazar e Kamaldeen hanno trovato meno spazio ma sono i primi ad allenarsi bene. Devono sentirsi importanti, anche i cambi in corsa possono e devono fare la differenza. C’è modo di valutare anche Bakker e Musah; a fine stagione c’è chi ha tirato tanto e chi è più stanco, c’è bisogno dell’apporto di tutti”.

“Io cerco di migliorare il singolo ogni giorno. Fare l’allenatore non è solo preparare tatticamente le partite. Dando valore ai singoli si migliora tutta la squadra. Abbiamo giovani importanti che devono crescere: è stato fatto un ottimo lavoro anche coi meno giovani. Scamacca ha fatto 14 gol, Krstovic stesso ha un ottimo score, Raspadori sta facendo bene dopo un periodo di inattività, Zalewski è cresciuto, Scalvini è stato recuperato su ottimi livelli e continuità”.

 

“Col Milan abbiamo dovuto modificare la difesa due volte, con le uscite successive di Scalvini e Kossounou in otto minuti. Non sono riuscito a fare il quinto cambio, per cui ci siamo dovuti abbassare e l’inerzia della gara è cambiata col Milan che aveva messo dentro tanti attaccanti. Non c’è piaciuto soffrire, ma per settanta minuti abbiamo giocato alla grande”.

“Il Bologna è a sei punti da noi ed è un’ottima squadra con grande qualità davanti. Ha messo in difficoltà tante squadre, è uscita ai quarti di finale di Europa League con l’Aston villa. E’ una partita difficilissima, noi siamo rimaneggiati in difesa”.

“Oltre a Obric abbiamo aggregato Navarro, un ottimo difensore anche lui che ha fatto benissimo nell’Under 23. Oggi devo fare la conta, fino a domattina non so dirvi chi sta bene e chi sta meglio. Domani capirò meglio se De Roon dovrà fare un ruolo più difensivo”.

“Abbiamo perso troppi punti con avversarie della parte destra della classifica, ma ne abbiamo ottenuti tanti con quella della parte sinistra. Sta a me trovare la chiave giusta. Ci sono ragioni tattiche più che tecniche”.

“Le parole a San Siro di Marco Carnesecchi, che s’è fatto portavoce di tutto l’ambiente Atalanta, mi hanno emozionato e toccato. Soprattutto perché dimostrano che si rema tutti dalla stessa parte”.

SF