L’ipse dixit di Maurizio Sarri a fine partita col Venezia getta un idrante intero, forse un’autopompa, sul fuoco dei facili entusiasmi per una rivoluzione tattica dell’Atalanta che lui non vede come tale. “Il 4-2-3-1 è talmente definitivo che abbiamo chiuso l’ultima mezzora col 4-3-3. E’ un’alternativa studiata già prima della sosta: è stato bello finché gli altri non hanno riaperto la partita. La riproporremo. L’abbiamo usato in corsa, finora, l’intento era di diventare più pericolosi. Ma è da calibrare, perché si prendono anche più rischi”, la premessa in sala stampa del tecnico nerazzurro.
“Il primo tempo è stato di alto livello, di gran ritmo e con tante palle gol – insiste l’allenatore di Figline, tornato al successo dopo i primi due con Sassuolo e Bologna per poi perdere con Roma, Juve e Cagliari prima della sosta -, ma abbiamo subìto gol in un momento favorevole della partita. Non so se per le Nazionali o cos’altro, ma abbiamo pagato fisicamente e mentalmente nel secondo tempo. Il Venezia ci ha creato problemi, la sua classifica è bugiarda”. Un’analisi impietosa degli alti e bassi ancora difficili da registrare in una formula equilibrata: “Siamo stati sporchi nelle uscite nella ripresa, quando non siamo più andati a prenderli alti, lasciando la supremazia al Venezia, ma quando abbiamo preso palla potevamo andare comunque in porta quattro o cinque volte. Lo spirito di sacrificio l’ho visto: se i trenta-quaranta minuti di oggi riusciamo a portarli a sessanta o settanta, possiamo essere un problema per tutti”.
Capitolo trequartisti: “Elmas non ha fatto apposta a entrare a piede a martello sul polpaccio di Helgason, ho rivisto le immagini. La moviola non c’entra col calcio vero. Poteva fare comunque a meno di entrare in maniera sconsiderata. De Ketelaere, coi mezzi che ha, lascia sempre l’impressione che avrebbe potuto e potrebbe fare sempre molto di più. Rowe bene per un’ora, poi s’è assentato con una fase difensiva blanda e molto bassa”. Capitolo infortuni & cambi, compresi quelli mancati: “Bellanova ha un dolore a un gluteo, sono più preoccupato per il flessore di Scalvini. Se avessimo fatto il 4-1 le sostituzioni sarebbero state in proiezione della partita del giovedì in Conference League, invece abbiamo perso due difensori in una volta sola. Il differenziale di minutaggio tra Krstovic e Scamacca è veramente minimo, stasera mi serviva più profondità visto che il Venezia dietro fa l’uno contro uno. Ha anche portato pressione”. Infine, l’elogio all’apripista dello score: “Kessie è un ragazzo umile ma di grande personalità: mi colpisce il suo carattere fin dal suo arrivo. Combina due qualità quasi all’opposto”.
Franck Kessie a DAZN
“Dopo tre sconfitte di fila era importante tornare a vincere. Oggi abbiamo adottato un nuovo sistema di gioco, anche se non è facile. Abbiamo provato a dare il massimo. Felice di aver segnato, ma io penso solo alla squadra e sono contento di prestazione e risultato. Sono contento anche per Krstovic, un attaccante che fa gol a ripetizione dà fiducia anche agli altri. Ah, il Presidente è pronto alla partita di domenica da ex contro il Milan a San Siro…”.
Nikola Krstovic a DAZN
“Ho segnato di testa grazie a Elmas che dal calcio d’angolo mi ha chiamato un blocco, cross perfetto e gol venuto molto bene, bellissimo. La partita è stata difficile, soprattutto dopo tre sconfitte, ma giocata molto bene nel primo tempo. Andiamo avanti”.
Raoul Bellanova in sala stampa
“Col 4-2-3-1 ho una mezzala di meno e quindi più spazio davanti a me per attaccare, per il resto la difesa a zona è diversa perché come riferimento bisogna avere la palla e non l’uomo. Da terzino a quattro rendo meglio di quando giocavo a tutta fascia proprio perché partendo da lontano ho più possibilità di aumentare i giri. Difensivamente ti fa comunque migliorare.
Oggi promuovo i primi 35-40 minuti, poi ci siamo abbassati come spesso c’è accaduto in questa prima parte di stagione. Ma le sensazioni sono positive: la squadra sta seguendo Sarri e applica al meglio i nuovi princìpi di gioco. Dopo questa vittoria sono ancora più fiducioso. E felice per aver dato il via all’azione del due a zero”.
Le pagelle: Krstovic re, alti e bassi per molti
Lo scettro spetta di diritto a Nikola Krstovic, per la doppietta da potersi definire risolutiva soltanto a bocce ferme, perché col Venezia per l’Atalanta c’è stata un’ora di sofferenza dopo aver preso gol da Hainaut. Kessie si merita il secondo alloro, a mezza distanza dal montenegrino, più per l’autorevolezza che per aver aperto le marcature, ma alla fine ha partecipato alle barricate anche lui.
Carnesecchi 6: esce a mezza via sul gol veneto, poi si riscatta fermando Yeboah a dovere in una fase cruciale del match. Due legni e un fuorigioco di mezzo braccio gliela fanno scampare bella.
Bellanova 7: spinge che più non si potrebbe (occhio al gluteo), offrendo palla a Rowe nell’azione del raddoppio e un paio di volte al doppiettista di giornata (22’ st Bernasconi 6,5: attento dietro e propositivo davanti, ma la benzina per l’attacco era finita da un pezzo).
Kristensen 6,5: ci mette l’attenzione che spetterebbe anche al compagno di linea, in più si rende pericoloso anche da palla inattiva.
Scalvini 5,5: Yeboah è un ossesso e lo lascia sul posto, per fortuna Carnesecchi c’è. Ma il palazzolese non è lo stesso visto in crescita in azzurro: il flessore lo tradisce (22’ st Kolasinac 6: una chiusura da centrale che sarebbe il suo ruolo, ma a tre…).
Zappacosta 5,5: bruciato, anzi arrostito da Hainaut nel gioco tra quinti più prevedibile del pianeta che però ha il potere di riaprire una partita strachiusa dopo mezz’ora. Torna a destra coi cambi senza far vedere granché.
Kessie 7: autorevole più che autoritario, è pronto a sbloccarla frapponendosi per primo sulla linea di passaggio di un Basic che per il resto non sbaglia nulla e comunque era a cinquanta metri dalla sua porta (31’ st Gaetano 6: senza infamia né lode nel 4-3-3 finale).
Ederson 6: da mediano a due propone poco ed è molto più frangiflutti, senza concludere ma pure senza commettere chissà quali sbavature. Libero aggiunto e poco altro.
Elmas 6: efficace a metà, in tutti i sensi, regala equilibrio largo a destra quando la palla ce l’hanno gli altri e pure la chance da poker sporco, poi da mezzosinistro puro ranza assurdamente Helgason. In ritardo, non cattivo: nondimeno, lo prende benone…
De Ketelaere 6: come usa dire, si spegne alla distanza, dopo un primo tempo dai buoni scambi tra le linee e un gol sfiorato (15’ st Samardzic 6: lancia Elmas, fine, ma lo fa bene).
Rowe 6,5: gran primo tempo virando a destra nell’azione del bis con palla d’oro per CDK, ma pure un abbassamento inconcepibile di baricentro senza contrastare né altro (31′ st Zalewski 6: benzina ridotta da nazionale di ritorno, anche se Krstovic avrebbe potuto servirlo meglio).
Krstovic 7,5: secondo tempo appena sufficiente, immaginatevi quanto avrebbe meritato se la partita fosse ipoteticamente terminata all’intervallo. Un martello pneuumatico fronte alla porta, anche quando parte da lontano, si trova eccezionalmente bene finché il 4-2-3-1 non ripropone la fase difensiva traballante della peggior versione del 4-3-3.
All. Sarri 6,5: rispolvera il suo adorato 4-3-3 nell’ultimo terzo scarso di gara e la squadra torna ad abbassarsi di nuovo. Il sistema di gioco di riserva, alias 4-2-3-1, permette di pungere di più e meglio, lanciando in profondità anche Kessie, il più mobile dei due mediani, oltre al solito Krstovic in versione assassino a metà. Il montenegrino potrebbe fare quaterna, la fase difensiva resta quella abborracciata e barricadera vista fin dall’estate. Effe