A te che sei il mio piccolo-grande bergamaschino di nome Zen (che io che sono tuo babbo, ma che sono di Lecco, capisco solo a tratti)
Ogni sera, amore mio, abbracciati stretti stretti sul divano balliamo il verso di una canzone di Tom Waits. Dice “il mondo è in mano agli orfani” e né io né te avremo mai la Terra tra le dita, visto l’amore delle madri che ci sono toccate in sorte, perennemente presenti, costantemente assenti. Così io resterò […]