Mio babbo in ospedale e il suo insegnamento più prezioso, quello che si deve vivere e ridere anche quando si vorrebbe essere lontano da qui
Ti ho visto, mi hai visto. Eri intento ad ascoltare sul tuo tablet una mia canzone, manco la migliore, “Pesciolini”, che ho scritto vent’anni fa, sballato perso, mentre intorno a me girava una Mathmos, la lampada inglese. Mi hai detto: “Ho letto il tuo articolo, solo potevi scriverlo che ero qui, in questo ospedale, per […]