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Occhiali inforcati dalla Primavera in casa del Milan: lunedì prossimo c’è la capolista

Occhiali inforcati dalla Primavera in casa del Milan: lunedì prossimo c’è la capolista

33a (14aR) Primavera 1 – Milano, Centro Sportivo Vismara-PUMA House of Football – lunedì 13 aprile (ore 17)
Milan Under 20 – Atalanta Under 20 0-0
MILAN (4-3-3):
Bouyer 6; F. Colombo 6,5 (41′ st Nolli sv), E.H. M. Cissé 6,5, Cullotta 6,5, Perera 7; Mancioppa 7, Sala 6,5, Plazzotta 6,5; Borsani 6, Domnitei 6 (16′ st Zaramella 6), Scotti (cap.) 6,5. A disp.: 50 Catalano, 13 Dal Forno, 95 Vechiu, 56 Mercogliano, 16 Dotta, 79 M.-H. Cissé, 72 Perina, 87 Thioune, 96 L. Colombo. All.: Giovanni Renna 6,5.
ATALANTA (3-5-2): Anelli 6,5; Isoa 6, Parmiggiani 7, Ramaj (cap.) 6,5; Arrigoni 6,5 (45′ st Belli sv), Artesani 6,5 (33′ st Cakolli 6), Riccio 6,5, Pedretti 6 (11′ st Galafassi 6,5), Simonetto 6,5; H. Camara 6,5 (33′ st S. Mouisse 6,5), Bono 5,5 (1′ st Gasparello 6,5). A disp.: 45 Leto, 13 Cojocariu, 14 Rinaldi, 31 Leandri, 16 Gerard Ruiz, 18 Mungari. All.: Giovanni Bosi 6,5.
Arbitro: Castellano di Nichelino 6,5 (Nechita di Lecco, Li Vigni di Seregno).
Note: tardo pomeriggio uggioso, spettatori 200. Ammoniti Parmiggiani, Sala, Pedretti, Borsani e Galafassi per gioco scorretto. Tiri totali 11-11, nello specchio 4-3, parati 4-3, respinti/deviati 3-5, legni 0-1. Corner 5-7, recupero 0′ e 3′.

Milano – Tante potenziali occasioni, non molti tiri in porta e un legno esterno di Simonetto. La Primavera dell’Atalanta si fa scavalcare dal Bologna in classifica retrocedendo a sesta a quota 50 dopo la seconda volta su due in campionato a reti bianche col Milan, 7 lunghezze più sotto. La serie positiva si allunga a dodici di cui 10 in campionato, di cui la metà vinte. L’ultima è stata in casa della detronizzata Roma, la prossima da tentare è nel Monday Afternoon del 20 aprile alle 16 sul campo 9 del Centro Sportivo Bortolotti contro il Parma capoclassifica in coabitazione.

All’ottavo il grande ex di turno Parmiggiani digerisce in angolo, sbocconcellandola appena, la discesa con botta mancina di Plazzotta, preludio al conato del convergente Scotti che troppo da lontano non può che telefonare ad Anelli senza direzionarla. Riccio, prestito dall’Under 23 insieme a Simonetti, opta per la punizione diretta da oltre 25 metri spedendola alle stelle, salvo illuminarsi per l’accentramento di Artesani con smistamento di Pedretti per Camara, situazione riparata da Cullotta che a un tocchettino dal ventesimo produce la doppia chance nerazzurra per un vantaggio rimasto in canna. Il franco-guineano stacca sullo schema della mezzala destra tattica con Bono dalla bandierina destra e, sulla respinta di Bouyer, il laterale mancino recupera palla al ripiegamento di Borsani scheggiando il palo lontano sull’esterno.
Una sfida a sprazzi e strappi, ma avvincente. Oltre metà frazione, il crossetto di Colombo viene corretto di tacco da Mancioppa e scaricato da Domnitei per la volée sinistra di Perera a busto troppo sbilanciato all’indietro per potre inquadrare lo specchio a un metro dal limite. Ben più pericoloso l’assalto rossonero in corsia dello stesso terzino sinistro nei pressi della mezz’ora: il calcanhar de our stavolta è del falso nueve in scia e Anelli la respinge al sinistro sporco di Sala seppur in controtempo. Manciate cronometriche si sofferenza, perché Scotti lungo una ripartenza con virata a destra tiene l’attrezzo in campo, chiedendo il dai e vai alla sua mezzala destra per aprire un piattone teso che il portiere bresciano dei bergamaschi leva dall’angolino opposto.

Un Diavolo in salute che si agita nell’acquasantiera dicendo trentatré con voce squillante, ma per metterla non basta. Maccioppa ci prova di seconda masticando dalla lunetta a ruota di uno schema Perera-Sala fermato da Pedretti, secondo i locali di braccio. Una possibile imbucata tra i due terzi di sinistra della linea di fuoco milanista viene smorzata Isoa e in seconda battuta dal tackle pulitissimo di Riccio a una corsetta e mezza dall’intervallo. Verso il 3′ della ripresa, con Gasparello dentro per Bono, si alza Artesani che crea una seconda palla portando Arrigoni a servire Riccio, il cui tacco improvviso viene respinto da Sala prima che possa nuocere. Con la coda nell’occhio il capitano di stanza al “Vismara” apre il sinistro al suo numero 9 che, disturbato da Isoa, spara alto dalla sinistra dell’area in avvicinamento a quella piccola (8′). Borsani sullo scarico alza il mirino a sua volta, mentre Gasparello arriva in corsa a rimorchio di Galafassi dalla destra grazie alla sventagliata del regista figlio d’arte vedendosi alzare la traiettoria sopra la traversa da Cissé in scivolata. Al 23′, un paio di lancette dopo una chiusura del perno dal volto noto a Milano Sud, Camara tutt’altro che irresistibile nel costringere comunque Bouyer alla difesa del palo a palmi aperti in scia alla giocata di Artesani, dal cui piede sinistro a rientrare dalla bandierina sbuca la schiacciata di Galafassi che s’impenna per la presa alta altrui.

Al 29′ l’imbucata di Borsani per Scotti, che per evitare Isoa si allarga un po’ incrociando un sinistro lento per il blocco in presa bassa del baluardo atalantino. Camara fa in tempo a schiacciare a lato l’apertura di Arrigoni prima del cambio della coppia offensiva. Ramaj raddoppia su Scotti, sfuggito al compagno terzo di destra sul filtrante di Zaramella (34′). Sull’asse Gasparello-Cakolli a ricevere dal fondo è Galafassi, che di sinistro trova l’estirada di Perera a negargli un gol già fatto a più d’un ottovolante dal triplice fischio. Sulla mattonella sul lato corto di destra, guadagnata da Mouisse che a momenti non faceva fare rigore al terzino sinistro avversario, Simonetto non costruisce la casa a due del vantaggio da fermo con Riccio, causa deviazione in angolo di Colombo. Cissé corregge dritta in stacco la traiettoria su punizione di Plazzotta dall’out sinistro a 1′ dal 90′: la vetta resta 8 punti più sopra coi ducali e il Cesena a comandare, Fiorentina a 56, Roma 54, felsinei a 51; da affrontare anche Torino fuori, i viola e il Monza in casa dopo la finale di Coppa Italia del 29 all’Arena di Milano con la Juventus e infine proprio i bianconeri a Vinovo. Final four diretta o playoff?
SF