Doppia cifra esatta in trentuno allacciate di scarpe nel girone A della serie C1, nell’annata successiva allo spareggio di Perugia per la serie B perso all’inglese con la Reggina. Gli anni del picco storico della Virescit già Boccaleone poi Bergamo, allenata da Magia, al secolo il compianto Luciano Magistrelli, presieduta da due autentici uomini d’impresa e di sport come Sandro e Domenico Ghisleni. Gente che svezzava i Barcella, i Bonacina e i Simonini come i Nava e i Marco Simone di turno, dividendo i propri favori tra il Milan tifato dai patron, l’Atalanta e il Como. Uno degli eroi in viola se n’è andato oggi senza fare rumore: Igor Protti, stagione 1988-1989 all’attivo, s’è arreso a un male inesorabile.
All’epoca faceva coppia con Giovanni “Joe Condor” Cornacchini, un altro che avrebbe vestito il rossonero. Ecco l’annuncio ferale della famiglia del riminese, che il prossimo 24 settembre avrebbe compiuto 59 anni, a nome del caro estinto che l’aveva preparato: “Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio”.
La salma è composta per l’ultimo addio dalle 15 di oggi resso la stanza del commiato Frongillo al cimitero di Cecina, Via della Rimembranza. Cresciuto tra il Sant’Ermete e il Rimini, all’approdo alla seconda squadra di Bergamo lo Zar, come sarebbe stato noto più avanti, era reduce da un triennio a Livorno, dopo avrebbe poi chiuso la carriera trentottenne dopo altre otto annate consecutive. Capocannoniere in C1, B e A, stavolta in maglia Bari, condivide tale record con Dario Hubner, altro bomber di razza. Smessi i panni virescini (se n’erano andati Simone, Didonè, Monti, Adami e Salvatori tra gli altri) condivisi con Dal Bello, Foscarini, Benaglia, Talevi, Albi, Nava, Giacalone, Olivares che avrebbe giocato tra i Galletti anche lui, Daniele Fortunato (solo omonimo), Tom Astolfi, Locatelli, Zoppellaro, Antonioli, Casagrande, Foschi, Marcellino, Palese, Pini e il già stagionato Lele Messina, giocò poi con Messina, Bari dove fu re dei marcatori della massima serie nel 1995 a quota 24, Lazio, Napoli, Reggiana e appunto i labronici rimanendo a vivere da quelle parti.
Il 5 luglio 2025, la rivelazione che il mese precedente gli era stata diagnosticata una neoplasia maligna e che avrebbe iniziato delle cure. Un intervento chirurgico per la stomia e otto cicli di chemioterapia precedono la precisazione che il problema era al colon con metastasi alle vertebre. Nonostante la successiva radioterapia, il 12 dicembre scorso, anche il ruolo di tedoforo nella staffetta che porta a Livorno la fiamma olimpica di Milano Cortina 2026. Poche settimane dopo, il 3 gennaio, la “Livornina d’oro”, massima onorificenza della città. Cittadino onorario anche di Bari, lì gli è stato dedicato un murales per un gol proprio alla Dea. Gli sia lieve la terra: gli eroi non muoiono mai, al massimo svaniscono.
Si.Fo.