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L’ex atalantino Ghisleni al Mariano: “Un dalminese per rifare grande Dalmine”

L’ex atalantino Ghisleni al Mariano: “Un dalminese per rifare grande Dalmine”

Da Zingonia a Dalmine, alla fine, non c’è tutta questa distanza, per chi si spostava dalla seconda alla prima per giocarci nel settore giovanile dell’Atalanta fino alla Primavera. Poi un primo giro in prestito in serie C, al Piacenza, diciannovenne. Quindi, il ritorno alla base, il Taranto ancora tra i pro, l’Acireale e la Virtus CiseranoBergamo, in D, per darsi solo al rap. Fino al ritorno alle origini e al sangue, perché Niccolò Ghisleni, trequartista mancino di nobilissima formazione calcistica, ha scelto il Mariano, Prima Categoria.

Musica sullo spartito del Velodromo agli ordini del direttore d’orchestra Andrea Romano, ex delle giovanili dell’AlbinoLeffe e della Fiorente, scelto come tecnico, dunque, nella stagione alle porte: “Abbiamo formalizzato ieri sera proprio allo stadio dopo un lungo corteggiamento, ho voluto farglielo vedere. Gli è piaciuto il progetto”, ci racconta soddisfatto il direttore sportivo Cristian Ubbiali, ex team manager del Cologne e osservatore del San Pancrazio. Della frazione, pardon, del paese all’interno della città suburbana da ventiquattromila anime: “Ho notato subito che dopo un paio d’anni di stop gli è tornata una gran voglia di giocare, un po’ smarrita anche per via degli infortuni. I contatti datano da qualche tempo, quello che gli è servito per riflettere. Non lascia il rap e la musica, che sono ormai il suo mondo artistico e professionale, ma inizia un nuovo percorso con noi. Si tratta dell’ultimo di tredici acquisti, giovani esclusi. Niccolò ha soli 25 anni ed è motivatissimo: l’aspetto che più conta, perché delle doti tecniche è superfluo parlare, è un fuori categoria come altri che abbiamo ingaggiato. Ci sono parecchi dalminesi in squadra”.

Ubbiali annuncia altre novità, nell’immediato, ma anche a breve e a medio termine. “La prima maglia resta biancazzurra a strisce, com’è nella tradizione e nella storia del Mariano – le parole del ds -. La seconda, un omaggio alla storia di Dalmine, è gialloverde. Nel Velodromo, appena rifatto a nuovo, sorgerà anche una palazzina con spogliatoi e palestra. E abbiamo già la domanda pronta per diventare, magari dalla prossima stagione, FC Dalmine. Anch’io ho sposato entusiasticamente il progetto ancor prima di sapere quale categoria avremmo disputato. Risale solo a poche settimane fa la formalizzazione della fusione col Villongo. Devo ringraziare dell’opportunità il mio tramite col club, il direttore generale Michele Bresciani, che mi ha portato immediatamente a vedere le strutture e il settore giovanile, e la famiglia presidenziale, Italo e Alessandro Accardi. Ho trovato una società preparata e ambiziosa, di persone appassionate e competenti con cui ho trovato sintonia da subito”

E il neo dirigente incassa i complimenti di Alessandro, il vicepresidente, che ci contatta dalla Slovenia: “Devo dire grazie al mio direttore sportivo per lo splendido lavoro che ha fatto una volta assunto l’incarico. In un mese intenso è riuscito a chiudere anche questo gran colpo”. Il marianese Ghisleni è la ciliegina su una torta nuova per tredici fette oltre le cinque confermate, ovvero, nell’ordine, Luca Lodovici, Francesco Berardelli, Matteo Cassina, Stefano Dendena, Nicola Cassina, Alessandro Mirabile, Erik Lora, Matteo Delle Donne, Iacopo Epis, Simone Nardozza, Simone Peli  e Riccardo Merati.

Ma a un big come Ghisleni come c’è arrivato il Mariano? “Innanzitutto, Mariano è la finestra dell’impegno sportivo della mia famiglia con vista su tutta Dalmine, perché l’obiettivo è rappresentare la città intera – spiega il vicepresidente -. Niccolò non è stata esattamente un’idea, ma una possibilità che s’è presentata come naturale conseguenza di un rapporto personale consolidato nel tempo, dall’epoca degli scudetti vinti con la Primavera dell’Atalanta. A parte che tutti lo hanno sempre fermato per strada, lui magari per allenarsi col suo preparatore o recuperare da un infortunio mi chiamava per chiedermi l’utilizzo del campo gestito dalla società. Una stima reciproca fra dirigente locale e giocatore professionista”.

Un colpaccio consentito dal salto doppio carpiato di livello: “Non si trattava più di costruire un organico per vincere la Terza Categoria, ma di farlo per conservare il Regionale. Devo riconoscere a Cristian il lavoro straordinario nella scelta dei giocatori. La trattativa l’ha fatta lui. Quando mi hanno chiamato in vacanza per dirmi che era stata trovata la quadra per un giocatore di quel livello, mi sono sentito al settimo cielo”, racconta Accardi.

“L’idea è fare di quest’annata alle porte un traghetto per riportare Dalmine dove merita. L’obiettivo minimo è la salvezza, ma come si suol dire non si scende in campo per perdere. L’aver giocato praticamente per tutte le realtà del calcio dalminese conferisce la giusta dimensione al mio impegno, che va oltre Mariano – chiude il numero due societario -. Ringrazio anche Michele Bresciani per aver portato qui Ubbiali. Niccolò è un bravo ragazzo. Dalle telefonate per stimolarlo a suon di ‘perché sei fermo? Non ti piacerebbe ricominciare?’ si è passati alla fase dei contatti più intensi. Ho mediato tra diesse e giocatore. Da parte sua c’è sicuramente il sapore della sfida e della rivalsa: è un professionista che si rimette in gioco fra i dilettanti. Che si possa rimettere in vetrina significa mettere in vetrina tutta Dalmine. C’è un gruppo nuovo da amalgamare, non diamo niente per scontato”.
Simone Fornoni