José Ederson Lourenco dos Santos è il migliore dell’Atalanta a Lecce. Magistrali i recuperi con ribaltamento di fronte, ivi compreso il tre contro tre condotto per raddoppiare nella ripresa. Menzione d’onore per l’apripista Giorgio Scalvini, per il raddoppiatore Nikola Krstovic che sportella con chiunque e per il raffinato regista offensivo Charles De Ketelaere che consente di aprire lo score.
Carnesecchi sv: Gandelman lo salverebbe dalla Pasquetta da disoccupato, se non fosse in fuorigioco.
Scalvini 7,5: autorevole dietro e autoritario per sbloccarla, ha inciso sulla corteccia la tacca decisiva per prendersi la sua brava leadership sul campo e sullo spogliatoio. Pensa un po’, l’aveva aperta anche a campi invertiti.
Djimsiti 6,5: spende il giallo su Cheddira senza accorgersene, anche perché forse nemmeno lo sfiora se non col pensiero, ma per il resto lo tiene abbastanza alla larga (25’ st Kossounou 6,5: per una volta, entra e non si deconcentra).
Kolasinac 6,5: solido come una quercia, sulla scia del mezzo servizio in Nazionale per mangiarsi comunque i playoff a danno dell’Italia cala nella seconda metà quando evita di sganciarsi.
Zappacosta 7: il trentaquattrenne e forse forse il pendolino più forte che ci sia. Applicazione costante, salvo imprecisioni allo start, e vice assistman per l’uno a zero (25’ st Bellanova 6: due fasi senza far spellare le mani dagli applausi).
De Roon 7: le seconde palle continuano a essere il suo regno esclusivo e assoluto (18’ st Pasalic 7: riceve lo scettro e scarica per il tris di Jack).
Ederson 8: padrone della scena da subito, tra rinculi difensivi, recuperi, ribaltamenti, conduzione e qualche volta inserimenti non deve farsela spiegare da anima viva. Il gol l’avrebbe meritato e c’era sicuramente un rigore a favore, ma vabbè, pazienza.
Bernasconi 6,5: al solito impegno per assecondare sovrapposizioni e tagli, pur non trovando il traversone al bacio, aggiunge le diagonali difensive di stampo belliniano.
De Ketelaere 7,5: vede la porta una sola volta, quando Falcone riesce a chiudergli l’angolo, ma insieme al gioco la spalanca letteralmente ai compagni. Con un Ederson cinque centimetri più indietro avrebbe fatto triplo assist. Sontuoso quando carica la palla e la difesa altrui a testa bassa.
Zalewski 6,5: abnegazione in copertura e lavoro infame, ma mai sottotraccia. Non è più la sottopunta vera che era fino alla trasformazione mourinhiana in esterno, eppure se la cavicchia (18’ st Raspadori 7: veni, vidi, vici. Lotta, suggerisce, ispira, la sgancia pesantissima, imbecca Krstovic).
Krstovic 7,5: abbisogna di un bel po’ di tempo e materiale utile per trasformarlo in oro, ma come sgomita, fa reparto e si fa trovare, nessuno (35’ st K. Sulemana sv).
All. Palladino 7,5: interpretazione della gara perfetta, idem il riempimento delle caselle. Ora Juve e Roma, dopo aver dosato sapientemente il minutaggio dei punti fermi. Esseffe