Bene il regista Gianluca Gaetano ma soprattutto in copertura, maluccio talvolta in difesa, ancora a mezza via tra l’uomo e la palla, attacco rimandato come tutta l’Atalanta, pericolosa quasi solo nel finale dei due tempi. L’andata dei playoff di Conference League con l’Hapoel Tel Aviv lascia l’impressione viva di una squadra nemmeno a metà del processo di assimilazione del nuovo 4-3-3.
Carnesecchi 6,5: alza la manona su Boateng, poi zero miracoli. Intanto, però, nel salvadanaio lo score deve metterlo sempre lui.
Bellanova 7: attivo nelle due fasi, dietro si segnala per chiusure, contrasti e diagonali stringendo al centro che ricordano un certo Gianpaolo Bellini. Lui sì che è rivalutato alla grande dalla linea a quattro.
Kossounou 6,5: amnesia a metà del primo tempo, o meglio scivolata a vuoto, ma per il resto chiude quel che deve chiudere.
Scalvini 6: il primo scavigliato della stagione (26’ pt Kristensen 6,5: autorevole da subito, dopo anni a tre ovvero sull’avversario, quando non segue la palla rischia di travolgere pure il suo portiere).
Bernasconi 5,5: ubriacato di finte e di uno contro uno da Owusu, una sorta di riedizione del rimpiantissimo Amad Diallo, finisce per perdere un po’ la trebisonda specie nella ripresa.
Samardzic 6,5: quasi tutte le azioni che sfociano in una palla buona, in proprio o altrui, passando dai suoi piedi. A volte appare lezioso, ma se la squadra gira lenta non è che possa caricarsi sulle spalle le colpe anche degli altri (33’ st Pasalic 6: poca misura nei passaggi, compreso l’ultimo).
Gaetano 6,5: il gioco ancora troppo orizzontale lo penalizza in fase di costruzione, eppure è sempre lì nel vivo. Dietro, in copertura, invece, benissimo su chiunque si pari dalle sue parti, Boateng in principio, Xande Silva e Buskila nella seconda metà del secondo tempo.
Ederson 6: fascia da capitano con delega delle responsabilità a tutti quanti con la stessa maglia, non è particolarmente brillante pur guidando in proprio l’assalto finale a Fort Hapoel.
Zalewski 5,5: sgancia a lato il sinistro, che a destra usa molto di più rispetto alla scorsa annata dove faceva su e giù per la fascia o la trequarti alta. Ma il decisore del Trofeo Bortolotti vive una serata stortignaccola (33’ st Cassa 6: promesso sposo, per quanto temporaneo, al Venezia, ci mette la verve alla terza presenza in gare ufficiali in prima squadra, la prima in campo continentale).
Scamacca 6: sfiora il vantaggio prima dell’intervallo girandosi nell’area affollatissima di maglie rosse, combina bene coi compagni, è tutt’altro che svogliato. I giri del motore, però, sono tutto fuorché al massimo (18’ st Krstovic 6,5: regala verve e sfrontatezza, oltre che urto frontale. Entra e tira, si gira e la manca di un amen, svetta e se la vede negare da Tzur che è bravino assai).
Raspadori 5: due conclusioni mollicce dopo una prestazione tipo fari a scomparsa della Corvette dicono male.
All. Sarri 6: è il capocantiere di una squadra in cantiere. Dettami e indicazioni ricevono accoglienza e rispetto, ma l’applicazione per i ritmi di una competizione europea è ancora sotto ritmo. Effe