Dall’Ajax l’Atalanta rimedia all’inglese la prima sconfitta europea, dopo pari e successo con l’Hapoel Tel Aviv nei playoff e il 3-1 al Pafos alla prima giornata. Decisive le letture difensive sbagliate di Obric e Bellanova sui gol nel finale. Benino una manciata di elementi del 4-2-3-1 sarriano, ma manca sempre qualcosa.
Carnesecchi 6,5: attento finché non lasciano pressoché da solo contro il mondo.
Bellanova 5,5: bene fino al raddoppio, ma pesa anche la differenza reti. E la partita mica era finita. Ouazane se lo beve e brinda pure.
Kristensen 6,5: il migliore dietro, anche se il saggio e la vox populi diranno che non ci vuole molto. Puntuale e da diga, quando serve. Ma non imposta e nessuno ha mai stabilito che la linea a quattro non lo debba o non lo possa fare.
Obric 5,5: vedi il suo compagno a destra, ne cicca una, tralasciando il rinvio indisturbato e corto sul legno di casa al sesto scarso, e subito s’abbatte il contrappasso. Eppure Arokodare è solo tre centimetri più alto: è più lo sbaglio dei meriti altrui.
Zappacosta 6: da uno con la sua esperienza ci aspetterebbe sempre di più e di meglio, eppure corre su e giù a perdifiato. Hai voglia a dire, come don Fabio Capello nel salottino di Sky, che avrebbe dovuto fare la diagonale su Arokodare. Se Obric non ce la fa col suo metro e novantaquattro, poteva arrivarci lui col suo uno e ottantaquattro?
Ederson 6: non sarà, ed effettivamente non è, quello dei tempi belli, ma garantisce equilibrio e specie nel primo tempo si fionda pericolosamente in area un paio di volte.
Gaetano 6,5: ne sbaglia una a fil d’intervallo, ma tra recuperi alti, scambi e rinculi difensivi convince quantomeno di essere un giocatore vero (35’ st Pasalic sv).
Elmas 6: meno positivo di altre volte, ciò che gli manca è l’ultimo passaggio o il penultimo, ma fa le due fasi finché non ha esaurito tutte le gocce di sudore (35’ st Rowe 6: alla fin fine è l’unico a osare centrare la porta, una volta contro le sette degli avversari. E si capisce dove fosse il primo problema del secondo giovedì di league Phase).
De Ketelaere 5,5: meglio di San Siro significa comunque insufficiente. Per metà utilizzo asseconda la catena di sinistra da rifinitore, per poi pressare alto da seconda punta in fase di non possesso. Alla distanza, una manina invisibile spegne l’interruttore (17’ st Samardzic 5,5: precisione al contrario, l’opposto di quanto gli si richiederebbe e ci si aspetterebbe da uno con la sua tecnica cristallina).
Zalewski 6,5: lui, il rigore, se l’era guadagnato, da spina nel fianco benché senza troppa continuità. Il guaio è che una volta in area o è raddoppiato, o stoppato, o non l’azzecca manco lui.
Scamacca 6: sufficiente non vuol dire soddisfacente, perché pensa più a rifinire e a smistare. Le poche volte che tira, trova il muro di Mokio (27’ st Krstovic 6: mancato assist per Rowe cui manca qualche centimetro di gamba per pungere, ma anche poche lancette per battagliare e incidere).
All. Sarri 5,5: pur senza disporre di contromisure, leggi otto big in infermeria e la manita di under in panca mai nemmeno lontanamente rischiati, non trova il lampo di genio per cambiare le carte in tavola. Siamo alla lampada di Aladino, ma chi vive sperando… Assurdo che la linea a quattro dietro sbagli di continuo cose apparentemente semplici, ma davanti sono i suoi a doversi accendere senza bisogna di troppi stimoli. Al primo ostacolo europeo, le becca. Che poi prima di beccarle fosse incacchiato per gli occhiali, è un altro paio di maniche. Si.Fo.