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Le pagelle dell’ultima giornata – Qualche flop anche tra i giovani, Zappacosta è il più anziano ma er mejo

Le pagelle dell’ultima giornata – Qualche flop anche tra i giovani, Zappacosta è il più anziano ma er mejo

Ultima di campionato inutile per entrambe, ma se non altro l’Atalanta in casa della rognosa quanto tecnicamente inferiore Fiorentina evita di peggiorare il peggior record dell’ultimo decennio. I nerazzurri producono molto di più, salvo perdersi in un bicchier d’acqua soprattutto dietro alle prime difficoltà.

Sportiello 5: andare sotto al primo tiro subìto non è da tutti. Lo faceva talora Musso, ma mai verso l’intervallo. Cose che succedono, quando la ruggine si assomma alla muffa, perché Carnesecchi è intoccabile.

Scalvini 6: senza errori personali, sale a sostegno (22’ st Djimsiti 6: ordinato e con buona gamba, ma niente più. Ha l’età del Signore pure lui).
Hien 5,5: sul gol preso si perde il marcato fisso per spostarsi sul portatore di palla.
Ahanor 5: difensivamente annaspa verso il finale del primo tempo senza riprendersi più. Piccoli lo manda a fare la spesa, la catena viola di destra lo mette in croce, così Gudmundsson quando c’è da fare la diagonale. Davanti, invece, potrebbe segnare in avvio di ripresa e non lo fa. Per prendersi il futuro deve ripigliarsi.

Bellanova 5,5: difensivamente è costretto a ripiegare troppo spesso, incacchiandosi coi compagni, mentre davanti si ferma al duetto di numero con Samardzic. Non crossa mai (1’ st Zappacosta 7: il ’92 più imprescindibile del mondo, entra e si prende la corsia. Il pari è in buona parte merito suo).
De Roon 6: non lo si può accusare di alcunché, nella circostanza. Anzi, dà due gran palloni a Musah e Laki. Filtro in mezzo? Meno bene, ma a 35 primavere non può tirare sempre la carretta (36’ st Scamacca 6: basta un movimento per far cadere in tranello).
Pasalic 6: sfiora la marcatura più volte, specie quando si mette a puntare ossessivamente Dodò. Lì in mezzo non ci sta, ha le fregole.
Musah 6,5: perde una palla di numero, però da quinto entra in campo e chiudendo in mediana apre il contropiede da uno a uno. Non verrà riscattato? Non ha avuto nemmeno tante chances per meritarsi i 19 milioni da spenderci su a saldo.
Samardzic 6: buona intesa in corridoio e due grosse chances da fuori area, poi il consueto calo (17’ st De Ketelaere 6: bei numeri in discontinuità, la cifra di una carriera).
Kamaldeen Sulemana 6: il classico investimento che fa trenta ma mai trentuno, è tra i più pericolosi finché non si tratta di gonfiare quel maledetto sacco. Va a strappi, la conferma è in punta di piedi sul filo dello stendipanni tra un ballatoio e l’altro (36’ st Vavassori sv: se lo staff atletico lo prepara a dovere per una serie A… Un altro a strappi, come il sostituito di turno, ma non ha mai avuto finora la gioia del grande salto).

Raspadori 6: si agita e sbuffa, tira e la passa, si trova con gli altri dopo averli magari ostacolati per aver tempo mezzo tempo di gioco. Segnasse pure, sarebbe il massimo.

All. Palladino 6: prima di chiudere attaccando a quattro da Zappacosta a Sulemana, opta per la seconde linee e sicuramente Musah, fuori posizione perché fino alla primavera scorsa al massimo giocava a destra, lo ripaga abbastanza. Altri meno. Un terzo allenatore a libro paga si giustificherebbe solo con una rivoluzione, una ricostruzione delle caselle fondamentali della rosa. Perché il concittadino di Giulio Migliaccio non è mica male e vuol fare una squadra a sua immagine e somiglianza. Lo spogliatoio è con lui, ma perdendo pezzi tipo Ederson al Manchester United (48+5 di bonus, prezzone per uno in fase discendente) e dovendo puntellare diversamente i reparti, quanti ne rimarrebbero a volerselo tenere stretto? SF