Stavolta la responsabilità grava sulle spalle di Marco Carnesecchi, di norma il miglior portiere italiano e stasera protagonista in negativo del flipper che estromette quasi del tutto l’Atalanta dalla corsa al quarto posto e quindi all’ennesima qualificazione alla Champions League. Ma nemmeno Berat Djimsiti e Giorgio Scalvini sono del tutto esenti da colpe. E nella ripresa qualcuno di troppo è sembrato un po’ estraniarsi dalla lotta.
Carnesecchi 5: colpa sua e fine della predica. Fa una bella uscita su Boga nel finale di primo tempo per poi spalancargli la strada verso l’ultimo posticino in quota Champions.
Scalvini 6: nell’episodio decisivo non rinvia perdendo l’equilibrio. Non è che un quasi gol come il palo del primo tempo possa fargli decollare il voto, anche se è uno dei pochi a crederci.
Djimsiti 5,5: a vuoto anche lui, di testa, sul fattaccio. Poi sfiora il pari, ma la manona nemica gl’impedisce il riscatto.
Kolasinac 6: farsi maltrattare da Holm non è da lui, ma non è che sul gol pesino chissà quali responsabilità in proprio (27’ st Ahanor 5,5: un suo rinvio tremebondo poteva costare lo 0-2).
Zappacosta 6,5: non spazza sull’azione che precede il ko, ma spinge come un dannato senza poter mai godere di riposo (41’ st Bellanova sv).
De Roon 6: senza infamia né lode, potrebbe alzare il livello dello scontro e invece per una volta è scolastico, da compiti a casa (27’ st Pasalic 6: se la cavicchia in un confronto che in mezzo non si gioca quasi mai)-
Ederson 6,5: moto perpetuo, anche se il calo della ripresa ghermisce anche testa e gambe del brasiliano.
Bernasconi 6: non tampona sul prodromo del gol by Conceicao, ma intendiamoci, era il portiere a non dover fare quello che ha fatto. Cala dopo un bel primo tempo.
De Ketelaere 6: quando la temperatura della contesa sale, lui s’eclissa un po’. Troppo a sprazzi, parte troppo da lontano per decidere.
Zalewski 6: ne sbaglia una grossa subito, per poi pigiare il bottone in chiamata dell’ascensore di Scalvini. Tutto fermo al palo, ma iniziare con un non attaccante alla fine s’è pagato (10’ st Raspadori 6,5: almeno ci prova, quasi sempre in solitario, perché non c’è quasi nessuno che si butti dentro. A momenti otteneva un rigore, anche se Gatti tira indietro l’arto – abbastanza – in tempo).
Krstovic 5,5: come al solito conclude non appena annusa aria di gloria, ma dopo non averla messa si smonta (27’ st Scamacca 5,5: entra in area solo per colpire di testa, senza mira. Non gli riesce la giocata o comunque non la trova. Aver saltato Verona e Lecce gli ha depositato ruggine addosso).
All. Palladino 6: inizia con Krstovic un po’ ramingo davanti, perché De Ketelaere si sforza di cucire e sta lontano dall’area la maggior parte del tempo, ma soprattutto Zalewski a vantaggio mancato si mette a giocare come uno che l’attacco non sa dove sia. Se nel primo tempo si ferma al palo giocando molto meglio della Juventus, nel secondo ai suoi basta un nonnulla per andare sotto senza essere pericolosi se non da palla inattiva. Non trova i correttivi giusti, quindi perde con una big tutt’altro che trascendentale. Ora deve puntare sulla Coppa Italia, il quarto posto è una chimera. Esse