Giorgio Scalvini si perde l’assistman Michel Adopo sul lancio lungo, Sead Kolasinac usa il braccio per toglierla dalla testa di Deiola per il rigore-matchball di Daniel Maldini. Al netto della fase difensiva e della retroguardia stessa da sistemare, che colpa ha l’allenatore Maurizio Sarri se la sua Atalanta stavolta domina ma perde per eccesso d’ingenuità di due dei suoi uomini più rappresentativi?
Carnesecchi 6: la sfida non gli propone miracoli. A maggior ragione è atroce averla persa così.
Bellanova 6,5: le diagonali perfette, sebbene davanti non si proponga così spesso come potrebbe, fanno dire che da quinto era sprecato e il suo vero mestiere è il difensore, seppur laterale.
Kossounou 6: un altro protesto alla vana rincorsa, nel suo caso del primo marcatore Mendy, ma tra anticipi e recuperi la pagnotta se la porta a casa. E comunque ha meno colpe di chi non ha tenuto l’uomo assist.
Scalvini 5,5: oltre ad Adopo sul primo svantaggio gli stava sfuggendo anche lo stesso Mendy, però in posizione irregolare in avvio di ripresa. Corre costantemente all’indietro.
Kolasinac 5,5: fa male dirlo, ma per come sta giocando e soprattutto quel che sta combinando è assurdo che abbia costretto il suo cambio arcenese alla terza panchina di fila. Ma che ti sbracci, Seo? (23’ st Bernasconi 6,5: vanga il prato su e giù, crossa, prende il fondo, ci prova in prima persona, dietro non rischia. Deve fare il titolare, punto e a capo).
Samardzic 6: la media tra le belle trame nel mezzo corridodio lungo il primo tempo e gli errori nel secondo. Uno slalom del genere avrebbe meritato il gol. E sarebbe stato il 2-2- Ma gli manca sempre qualcosa per arrivare a trentuno da trenta (31’ st Raspadori 5,5: cava pochi ragni dal buco e non si avvicina alla ragnatela nemica nemmeno per scherzo).
Kessie 6: più di fegato e di fisico che di raziocinio, nella ripresa ne spreca una non abnorme ma quasi. Senza palla è una scheggia nel guadagnare le linee e gli inserimenti. Del resto è una mezzala fatta e sputata (41’ st Pasalic sv).
Ederson 6: dà un paio di buoni palloni, ma non è che nell’altra fase sia poi così capace di erigere la diga. S’illumina e si oscura un po’ da solo, senza trovare il ritmo costante dei suoi, che sarebbe di quelli da lasciare i dirimpettai con la lingua in gola.
De Ketelaere 6: inventa, svaria e scambia non poco per metà gara, anche se nella seconda resta troppo largo e schiacchiato sulla linea laterale per poter incidere. Dovrebbe prendere campo ogni volta che può.
Scamacca 6,5: gran primo tempo sugli scudi, poi il calo ormai fisiologico. A 27 anni si può avere un minutaggio nelle gambe e nella testa così limitato? (23’ st Krstovic 5,5: la volta che sarebbe servita la svolta, non s’accende praticamente mai, sprecando di fronte con un impatto loffio).
Rowe 6: si danna l’anima rimanendo incastrato, come Kamaldeen finora, tra la fase Boga e quella Lookman. Ossia oscilla tra l’individualismo spinto e i conati di utilità a sprazzi per il collettivo. Serve bene il terzo tempo di Scamacca sullo zero a zero, poi nella ripresa rasenta l’anarchia spinta. Di positivo c’è che resta quasi tutto il tempo dentro la partita.
All. Maurizio Sarri 6: rodaggio oppure no, il 4-3-3 funzionerebbe meglio se l’attacco non cambiasse sempre per scarsa autonomia dei suoi intoccabili per stabilizzarsi intorno a una formula e una combinazione di uomini ad alto grado di affidabilità. Ma le sue colpe in questo secondo ko consecutivo si vedono molto poco.
Si.Fo.