Ritmi balneari, sangue agli occhi non pervenuto. L’ultima Atalanta formato casalingo del 2025-2026 si qualifica alla Conference League col minimo sforzo beccando gol dal Bologna sotto forma dell’ex Riccardo Orsolini e arrivederci al 20 e 27 agosto per il terzo turno di qualificazione: sorteggio il 3.
Carnesecchi 7: l’unico a fare compiutamente il suo dovere fino in fondo, salva su Rowe e Castro ma di più non poteva umanamente fare.
Scalvini 5,5: il lampo di Orsolini lo coglie in ritardo e stavolta nemmeno imposta con diligenza come al solito. Non si salva dalla mediocrità neanche lui, dopo essersi salvato dal fine stagione precoce per quella misteriosa distrazione alla caviglia a San Siro.
Djimsiti 5,5: Castro non fa quasi niente, ma lui riesce quasi a perderselo sulla seconda occasionissima nel finale di primo tempo. La tendinite lo lascia stare, la disattenzione lo attanaglia.
Ahanor 5,5: generoso nelle avanzante, comunque improduttive, quanto privo di misura in disimpegno. Pobega lo borseggia ed ecco la prima chance sull’asse Bernardeschi-Rowe.
Zappacosta 6: dargli l’insufficienza dopo l’annata vissuta da protagonista sarebbe davvero da carogne. Non fa saltare sulla sedia né fa spellare le mani a nessuno, ma questo è un altro paio di maniche. Si lagna spesso con CDK: ruggine in catena? (43’ st Kolasinac sv).
De Roon 5,5: il suo uomo sarebbe Pobega, il suo mestiere sarebbero le dighe e le seconde palle. Ebbene: è sfiatato e non da Europa (18’ st Pasalic 5,5: immobile davanti alla seccata volante dell’Orso, a momenti si salva col filtrante a quel montenegrino ingrato là davanti).
Zalewski 6: palloni in profondità, in avanti e in area ne mette, anche se di suo non si eleva per brillantezza (18’ st Musah 5,5: riciclato a esterno sinistro senza un perché. O forse perché Bellanova stava spegnendo le 26 candeline una a una).
De Ketelaere 5,5: s’impegna, ma senza sangue agli occhi. Il problema vero è che, dovendo portare palla nove volte su dieci perché altrimenti nessuno lo farebbe, in area non lo si vede manco col binocolo (37’ st Bakker sv: bentornato).
Raspadori 5,5: si agita molto, non sempre con costrutto. L’incisività sotto porta dovrebbe essere il ripasso estivo personalizzato (18’ st K. Sulemana 6: Ederson gliela tocca e Zappacosta gliela pennella, lui dimostra di esserci. La mira? Alla prossima occasione).
Krstovic 5,5: ha un biondo davanti che lo ostacola nelle rincorse a perdifiato alla profondità perduta, però quando si ha la chance buona si va dritti e non ci si allarga dove Joao Mario può indurti a tirare di fretta. Skorupski, comunque, bravissimo. Nikola un (bel) po’ meno.
All. Palladino 5,5: cambi giustificati con l’emergenza anche in campo, non soltanto in settimana per i postumi pesantucci (Kossounou ko, Djimsiti ancora infiammato, Kolasinac contuso) di San Siro. Il che non può impedirci di dichiarare fuori progetto, ove il mugnanese rimanesse, Bellanova e Samardzic, cui vengono preferiti Musah su un lato semisconosciuto e Bakker fuori posizione. Tutti stanchi alla meta, tra gambe, articolazioni, muscoli e pure idee: mettiamola così. SF