10a giornata serie A – Bergamo, New Balance Arena – lunedì 2 novembre
Atalanta – Parma 0-3 (0-1)
ATALANTA (4-2-3-1): Carnesecchi 5,5; Zappacosta 5 (30’ st Idele 6,5), Scalvini 5,5, Obric 5, Bernasconi 5; Ederson (cap.) 5,5 (17’ st Elmas 6), Pasalic 6; Zalewski 5,5 (30’ st Samardzic 5,5), De Ketelaere 6,5, Rowe 5,5 (22’ st K. Sulemana 5,5); Krstovic 5,5. A disp.: 51 Sonzogni, 57 Sportiello; 53 Plaia, 46 Levak. All.: Maurizio Sarri 5.
PARMA (3-5-2): Daffara 7; Delprato (cap.) 7, Troilo 6,5, Drobnic 6 (1’ st Ndiaye 7); Britschgi 6, Fabbian 8 (29’ st Frigan 6), Sierro 7 (44’ st Nicolussi Caviglia sv), Keita 6, Valeri 6,5; E.B. Touré 7 (29’ st Elphege 6), Lontani 7 (22’ st Ordóñez 6,5). A disp.: 22 Ghidotti, 40 Corvi; 34 Diego Carlos, 29 F. Carboni, 8 Cremaschi, 47 Konate, 7 Diallo, 11 Almqvist, 9 Romero. All.: Alberto Gilardino 7.
Arbitro: Crezzini di Siena 7 (Laudato di Taranto, Boato di Padova; IV Collu di Cagliari. V.A.R. Prontera di Bologna, A.V.A.R. Meraviglia di Pistoia).
RETI: 41’ pt Fabbian (P), 2’ st aut. Zappacosta (P), 13’ st Lontani (P).
Note: serata invernale secca, terreno in buone condizioni. Spettatori 20.947 per un incasso di 413.236,34 euro. Tiri totali 21-9, nello specchio 8-3, parati 8-1, respinti/deviati 6-2, legni 1-. Var: 1 (9’, check, fuorigioco di Zappacosta sul gol annullato a Krstovic). Corner 8-4, recupero 2’ e 3’.
Bergamo – Il mix tra prevedibilità a palla ragionata e i guizzi della sottopunta bionda? Non funziona, perché tra mira sballata, frettolosità e solito castello difensivo costruito di sabbia sulla battigia l’Atalanta becca da situazione inattiva alla prima vera chance del Parma e si segna da solo alla prima azione altrui al rientro dal tunnel. Il colpo di grazia arriva a stretto giro di posta, coi bergamaschi ad accusare il colpo privi di una qualunque capacità di reazione. Con una fase difensiva e una linea a quattro così non si può francamente andare da nessuna parte.
Al 5’ la corsa di De Ketelaere si conclude col sinistro largo mentre l’ex Delprato si prende poco amorevolmente cura di Rowe, poco più d’un minuto e sul pallone di ritorno proprio dell’inglese è Daffara a chiudere il palo. All’ottavo Krstovic insacca sull’onda lunga della palla dentro di Zalewski su cui Crezzini vede il fuorigioco, non un’eventuale contesa irregolare di Zappacosta al portiere ospite, con Ederson aspirante assistman-recuperatore: il check conferma, non vale. Il fiammingo s’invola dalla sua metà campo per incrociare un secondo sinistro largo al 14’ andante, poi ci provano anche Ederson (19’) da fuori con la botta a lato del palo di un A3, Zappacosta alla mezz’ora scendendo a destra per un tiro-cross in fallo laterale dall’altra parte e Krstovic giratosi sul sinistro da assist dell’inglese con Troilo a contrarlo in fallo di fondo (31’), prima che il grassobbiese ci provi girando dritto di testa sul primo angolo gialloblù, conquistato da Lontani su Scalvini (il lanciatore del sorano nella precedente occasione) e calciato da sinistra da Sierro. Ancora Dea, anche se la scalata all’Olimpo è difficoltosa e a nove dalla pausa CDK se la ritrova tra i piedi praticamente sul fondo sul finire dell’area piccola lungo la battuta da fermo di Zalewski, mattonella costruita da Rowe seguito a uomo da Fabbian. Al 40’ Zappacosta anticipa di testa Lontani sul cross da destra di Fabbian, che poi gira in porta con la stessa specialità il terzo angolo di Sierro, da mancina, infilandosi tra Krstovic e Scalvini
Esauriti i 2’ di recupero col sinistro al volo parato da Daffara a Zalewski sulla rimessa di Bernasconi prolungata da Scalvini e non rinviata da Keita sempre in gioco aereo, la ripresa si apre con l’anticipo di Zappacosta a Lontani infilando la propia porta lungo l’azione che da Fabbian arriva a El Bilal Touré con palla messa davanti al secondo palo. Un poker cronometrico e Pasalic è troppo defilato per insaccare il traversone di Zalewski sporcato dalla smanacciata dell’avversario tra i legni, mentre al decimo Rowe riceve da De Ketelaere davanti al lato corto dell’area piccola e impegna l’ultimo ostacolo aprendo il piatto destro. Ne scaturisce soltanto il sesto tiro dal lato. Il pubblico rumoreggia qua e là. Alla fine, sarà “meritiamo di più” e “l’Atalanta siamo solo noi”.
Al 13′ Lontani firma il tris aprendo nell’angolino il destro dal limite, sfruttando l’ennesima lettura difensiva errata di casa: Bernasconi rinvia di testa il lancio di Ndiaye, subentrato a Drobnic, sui piedi di Fabbian che innesca l’accentramento davanti alla lunetta dell’attaccante diciottenne che si toglie pure lo sfizio di fare tunnel a Pasalic. Lo spettacolo si fa francamente un po’ indecoroso e allora la Curva Nord riprende gli incitamenti. Ordóñez al 26’ manca il poker su scarico del maliano al limite, a ruota della mezza occasione del montenegrino spondato dal croato su cross a rientrare di Zalewski e fermata dall’estremo difensore nemico. Occasioni ancora di Super Mario (travesa alta) e del montenegrino che svetta centralmente, sulle iniziative di Idele (36’), esordiente anche in A dopo esserlo stato in Conference Legue col Pafos. A 2′ dal 90′ Bernasconi la sposta sul destro per saggiare i riflessi di Daffara. Panchina salda a tre giorni dal Kairat Almaty? SF