33a (14aR) serie C girone A – Verona, Stadio Gavagnin-Nocini – venerdì marzo (20.30)
Virtus Verona – AlbinoLeffe 1-3 (1-2)
VIRTUS VERONA (4-2-3-1): Sibi 6; Daffara (cap.) 5,5, Toffanin 5,5, Munaretti 6, Saiani 6,5 (12’ st Lerco 7); Fanini 6,5 (42’ st Cuel sv), Fiorin 6 (27’ st Gatti 6); Amadio 6,5 (27’ st Mancini 6), Bassi 6,5, Caia 6 (12’ st Zarpellon 6); Fabbro 6. A disp.: 1 Peroni, 2 Alfonso, 12 Scardigno; 3 Cielo, 38 Ingrosso, 17 Yao, 14 Di Virgilio, 70 Devoti, 11 Mastour, 18 Cernigoi. All.: Tommaso Chiecchi 6.
ALBINOLEFFE (3-5-2): Baldi 7; Sciacca 6,5, Potop (cap.) 6,5, Baroni 6 (1’ st Sottini 6); Barba 6,5, Astrologo 6,5 (45’ st Franchini sv), Mandelli 6, Parlati 6 (35’ pt Agostinelli 6,5), Giannini 7; Sali 6,5 (34’ st De Paoli sv), Sorrentino 7 (34’ st Angeloni sv). A disp.: 1 Di Chiara, 22 Facchetti; 51 Trapletti, 7 Garattoni, 8 Lombardi, 60 Simonelli. All.: Giovanni Lopez 6,5.
Arbitro: Colaninno di Nola 6 (Merciari e Nappi di Rimini; IV Maccorin di Pordenone. FVS: Roncari di Vicenza).
RETI: 6’ pt Sciacca (A), 9’ st Sali (A), 33’ pt Fanini (V), 23’ st Giannini (A).
Note: serata serena, spettatori 484 di cui 14 in Curva Ospiti. Ammoniti Sali, Fabbro e Sciacca per gioco scorretto. Tiri totali 16-6, nello specchio 7-3, parati 6-0, respinti/deviati 7-1. FVS: 1 (A, 37’ pt: presunto braccio di Fiorin per fermare il colpo di testa in tuffo di Sorrentino su cross di Barba). Corner 9-2, recupero 3’ e 4’.
Verona – Come rifarsi dello scivolone interno con la Giana senza nemmeno strafare. Praticità ed essenzialità figlie della minifuga in avanti entro la doppia cifra di cronometro, uguale rilancio delle ambizioni playoff. In casa della Virtus Verona terzultima nel girone A di serie C, l’AlbinoLeffe, che regala l’esordio a un figlio del Campus quando il Campus non c’era come Fabrizio Franchini, preso a gennaio da Brusaporto, salendo a 44 si riappropria temporaneamente della zona che conta grazie al quarto successo esterno sugli undici totali.
La nona sinfonia di Giacomo Sali fa seguito al battesimo del fuoco in zona gol dell’omonimo Sciacca, mettendola subito in discesa, e nella seconda metà per chiuderla arriva pure la prima volta di Enrico Giannini. Giusto per complicare la vita alla Bluceleste, Bassi sponda l’angolo di Saiani da mancina dal primo palo per l’estirada di Fanini. Bissata la vittoria all’andata, lo scorso 16 novembre, a segno Potop, Astrologo, Mandelli e Munaretti. Allo Stadium, la Pergolettese e la retrocessa Triestina saranno ospiti il 6 e 19 aprile, a cavallo di Lumezzane (28 marzo), Ospitaletto (12 aprile) e Alcione (25 aprile) ancora fuori.
La fase di studio dura giusto il tempo di mettere a nudo i difetti dei padroni di casa, perché la difesa non ce la fa ad arginare lo spondista imperfetto Sorrentino sulla rimessa laterale di Barba e il braccetto destro ex Potenza gira in porta senza farsi pregare. Come il bomber dei seriani che taglia verso sinistra per beffare Munaretti e incrociare il sinistro dall’area piccola grazie al liscio con effetto velo di Parlati, poi infortunatosi al fianco proprio alle soglie dello schema d’angolo che dimezzerà il punteggio, sul lancio a pelo d’erba di Baroni dalle retrovie.
Non che i locali siano remissivi, a cominciare dal terzo tempo davanti al secondo palo di Saiani sul corner dell’ex atalantino Caia dalla destra, con Potop ad allontanare la minaccia proteggendo l’uscita forse un po’ avventata di Baldi. Un settebello cronometrico più tardi, invece, Giannini s’intromette in traiettoria sulla palla dal fondo di Amadio nello scambio con Bassi lungo la proposizione dell’ex di turno Daffara per la presa vagamente scomoda dell’ultimo ostacolo.
Nei pressi della mezzora, Baroni va per le terre sul taglio del quarto di sinistra locale per una spaccata a lato a innesco del succitato esterno alto a destra dei veronesi, botta che chiama la risposta pretenziosa di Mandelli avanzando dalla trequarti destra per lo sparo in curva. Ed ecco il tiro dalla bandierina sinistra che riapre. Due minuti dopo, ad Agostinelli subentrato, Fiorin tocca col braccio sul volo a pesce del corresponsabile del vantaggio bergamasco, catapultatosi sul lancetto dell’autore della rimessa laterale in avvio del medesimo, ma la prima card giocata dalla panchina bergamasca al Football Video Support è a vuoto.
Nel finale di frazione, Sibi è lesto spezza in uscita la trama fra il neo entrato e Astrologo sullo smarcamento di Sali a sette lancette dall’intervallo, quindi a cavallo del recupero la telefonata dalla distanza di Fabbro, il tentativo debole e impreciso di Caia e, infine, la punizione crossata di Mandelli dalla trequarti sinistra in bocca a Sibi. Nella ripresa, apre le danze Sorrentino salendo in cielo per incocciare il secondo angolo di fila di Astrologo dalla destra, ma lo specchio è un po’ più in qua. Siamo oltre il decimo e la chiusura dei conti di Giannini dista un tredici d’orologio, dietro input multiplo, cioè lo scarico dello stesso centrattacco per lo smistamento di Mandelli ad Astrologo per il terzo tempo perfetto a incrociare dell’esterno napoletano, sostituto dell’infortunato Ambrosini. Al tredici di minutaggio preciso, invece, quasi presago dei titoli di coda, è l’ex Casarano cresciuto nei Ciucci ad aprire lo sportello per dire no al nuovo ingresso Lerco, a rimorchio lungo di Bassi.
Un poker prima dell’uno a tre, invece, il futuro assistman si fa rubare il tempo da dirimpettaio Fiorin, però incapace di indirizzare di fronte lo spiovente ancora del laterale destro della virata di Chiecchi, che ha come mentore e secondo Gigi Fresco. La pennellata per lo stacco da bottino pieno rinfocola la verve veneta, mai a buon fine. Tipo la zuccata chiamata da Bassi al prestito juventino Mancini (27’), replicata girando di tempia il cross a rientrare di Gatti, o il lampo al 31’ di Fabbro che costringe Baldi alla difesa del palo in due tempi, duello che si rinnoverà a sette dal novantesimo col portiere dei seriani sempre sul pezzo. SF
Foto Tommaso Berardi/U.C. AlbinoLeffe

