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IL CALCIO È DI CHI LO AMA: LE “AMISE” CONQUISTANO ASTI E SALGONO SUL PODIO NAZIONALE CSI

IL CALCIO È DI CHI LO AMA: LE “AMISE” CONQUISTANO ASTI E SALGONO SUL PODIO NAZIONALE CSI

Una squadra di amiche, mamme, lavoratrici e vecchie glorie: a 43 anni di età media dimostrano che la passione per il pallone non ha tempo. Ci sono storie che vanno oltre il risultato di una partita. Storie fatte di passione, amicizia, sacrifici e della voglia di continuare a vivere il calcio con lo stesso entusiasmo di quando si indossano i primi scarpini.
È la storia delle “Amise”, la squadra bergamasca di calcio a 5 femminile Open CSI che nello scorso weekend ad Asti, nelle finali nazionali, ha scritto una pagina speciale del proprio percorso conquistando uno straordinario terzo posto nazionale.
Una squadra nata dalla passione comune per il calcio e composta da mamme, lavoratrici, ex giocatrici e vecchie glorie, unite da un legame che va oltre il campo. L’età media della formazione è di circa 43 anni, ma sul parquet di Asti le “Amise” hanno dimostrato che entusiasmo, esperienza e cuore possono ancora fare la differenza, mettendo in difficoltà squadre molto più giovani.
Il percorso è stato costruito con determinazione: nel campionato CSI Bergamo hanno conquistato un prestigioso secondo posto, risultato che ha permesso loro di accedere alle finali nazionali come una delle migliori seconde classificate. Ad Asti hanno affrontato una nuova sfida con lo spirito che da sempre le contraddistingue, riuscendo a chiudere questa fantastica avventura con un meritatissimo terzo posto nazionale.
A difendere i colori delle “Amise” un gruppo speciale di ragazze: Diletta Roncalli, Susy Milesi, Sabrina Gervasoni, Elisa Carminati, Lionella Calegari, Chiara Zenoni, Martina Andreoletti, Eleonora Zaghi e capitan Marina Cornago, guida e anima di una squadra che ha saputo trasformare la passione per il calcio in un legame unico.
Una formazione dove convivono storie diverse: donne che ogni giorno affrontano lavoro e famiglia, mamme che hanno trovato nel pallone uno spazio tutto loro, e giocatrici che hanno scelto di non appendere mai davvero gli scarpini al chiodo.
Alla guida del gruppo, capitan Marina Cornago ha saputo unire esperienza, entusiasmo e spirito di squadra, diventando il simbolo di un’avventura che dimostra come lo sport possa creare legami fortissimi in ogni fase della vita.
Guardando le immagini di questa squadra si capisce il vero significato dello sport: gli abbracci, i sorrisi, la fatica condivisa, la gioia di rappresentare un gruppo prima ancora di una classifica. Perché alla fine una frase racchiude perfettamente il senso di questa esperienza: “Il calcio è di chi lo ama”. E le Amise lo hanno dimostrato ad Asti, portando sul campo non solo una maglia, ma una storia fatta di amicizia, passione e amore infinito per il calcio.
Un ultimo ringraziamento speciale alla società Paladina Calcio con il presidente Egidio, Sergio del Luppoli e Grappoli e Corrado della passione di Yara che hanno contribuito a rendere possibile questo sogno.
Susy