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Giuntoli ordina il ritiro: “Ripresa inaccettabile”. Sarri: “La tattica non c’entra, i fischi sono d’amore”

Giuntoli ordina il ritiro: “Ripresa inaccettabile”. Sarri: “La tattica non c’entra, i fischi sono d’amore”

Un Cristiano Giuntoli che si sdoppia a favore del salottino di DAZN e della sala conferenze non s’arrende. Per difendere le scelte del club anche davanti all’innegabile evidenza reiterata al tris beccato dal Parma. “Siamo dispiaciuti, il secondo tempo è stato inaccettabile ne chiediamo scusa ai nostri tifosi. I dieci assenti non solo un alibi, parlo in nome e per conto di tutti: di comune accordo con l’allenatore, adesso si va in ritiro fino a domenica. Anche se una sola serata, anzi un solo tempo, non può vanificare il lavoro di mesi”. Prima volta del direttore sportivo dell’Atalanta da numero uno anche al microfono, ma non è che Maurizio Sarri, al netto dell’articolazione delle argomentazioni, si discosti granché dalla linea dura: “Mi pare inconcepibile concedere tre gol al Parma, noto per non saper sfruttare le sue e per la bassa percentuale di realizzazione. A livello di numeri questo tipo di risultato non si giustifica. La sensazione di fragilità mentale è stata netta. Bisogna stare zitti chiedendo scusa alla società e ai tifosi: dobbiamo ritrovare compattezza ed emotività positiva tra di noi”, la posizione dell’allenatore nerazzurro.

Impossibile spiegare i tanti perché a livello razionale: “Il primo tempo è stata una delle migliori frazioni di questo inizio di stagione. Poi prendiamo gol nel finale e andiamo in nervosismo. Siamo rientrati emotivamente spenti pagandola duramente per poi ricominciare a giocare negli ultimi venti minuti – attacca il tecnico -. In certe situazioni la mancanza di cattiveria è venuta fuori fin dall’inizio. Sono cinque partite che creiamo situazione favorevoli senza sfruttarle. E manca aggressività sulle situazioni difensive sporche. La partita è stata persa dal punto di vista mentale ed emotivo. La tattica non c’entra niente, non c’è stato equilibrio in un primo tempo in cui abbiamo messo sotto gli avversari. Abbiamo fatto anche un calcio più di palleggio, movimento senza palla e combinazioni nello stretto. Ma la sensazione di averla avuta in mano, combinata con lo svantaggio improvviso, ha fatto mancare qualcosa caratterialmente”.

Sarri non colpevolizza nemmeno solo il reparto arretrato: “14 gol presi in 5 partite? Prima della sosta si prendevano in maniera più accettabile, adesso in situazioni evitabili. Ma il problema è che negli ultimi tempi avevamo avuto reazioni forti, stavolta invece ci siamo sciolti – spiega -. In questo momento bisogna far notare ai giocatori che bisogna ripartire dal primo tempo: non lo si può dominare per chiuderlo sull’uno a zero per gli altri. Prendiamo in esame il perché un primo tempo promettente si sia trasformato in una partita così”. Infine, un messaggio al pubblico: “Nessuno può lamentarsi dei tifosi se alla fine possono anche fischiare. Sono fischi d’amore. Durante la partita c’è stato amore, non fischi”.

Ederson dos Santos, invece, ci mette la chiosa da capitano. “Il primo tempo ci si aspettava la vittoria ed è invece finita con la sconfitta. I tifosi ci hanno tramesso in modo esatto quello che è successo, tra aspettative e sviluppi. In questo momento bisogna lavorare molto di più a livello di squadra prendendo il minor numero di rischi possibile. Offensivamente stiamo creando tanto”, l’incipit nella pancia della New Balance Arena a ruota della quinta sconfitta in dieci partite di campionato. “Non riusciamo a capire, nonostante il tanto lavoro e l’entusiasmo, perché tante cose girano male, difensivamente anche un po’ di sfortuna. Nel primo tempo avremmo dovuto essere davanti almeno di due gol. L’abbiamo preso e subito abbiamo pensato che si stava mettendo male. Gli equilibri dipendono dalla squadra. Adesso staremo insieme per curare i dettagli. Potevamo risalire in classifica , adesso parliamo meno e lavoriamo di più”, il commento sulla decisione societaria e dello staff di mandare tutti in ritiro.

“All’inizio della serata c’era entusiasmo per l’opportunità di vincere per muovere la classifica. All’intervallo siamo rientrati consapevoli del bel primo tempo e ci siamo detti che sarebbe servito di più. In campo abbiamo subito preso gol. E ci ha fatto sentire fragili, mentre dovremmo essere più forti e cattivi. C’era tutto il tempo per fare le cose con tranquillità. Non riusciamo a fare questo respiro e a restare tranquilli – l’ammissione del centrocampista brasiliano -. I tifosi sono rimasti colpiti da come abbiamo iniziato e da come abbiamo finito. Tutta la squadra ha avvertito la loro delusione. Ci hanno sempre spinto. Lo sappiamo anche noi che non si può perdere una partita cominciata così. Quello che hanno fatto loro è giusto, volevano capire cosa stesse succedendo. Chiedo loro si continuare a spingere e cantare per noi: ci tengo tanto, possono trasmetterci la positività di sempre e io posso promettere che torneremo a vivere insieme bei momenti”. Effe