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Gasperini rimpiange Bergamo: “Società capacissima e grande sintonia, ma da quando non c’era più Antonio…”

Gasperini rimpiange Bergamo: “Società capacissima e grande sintonia, ma da quando non c’era più Antonio…”

Alla vigilia di Roma-Atalanta, Gian Piero Gasperini ha tessuto le lodi del club nerazzurro senza riuscire a celare un profondo rimpianto per i rapporti così bruscamente interrotti. “Grazie alla sua straordinaria capacità di vendere, non solo giovani del vivaio o comunque italiani, ma anche giocatori forti come ultimamente Lookman, Ruggeri e prima di loro Hojlund, Romero e tanti altri, è diventata una società ricchissima riuscendo a competere con le big d’Europa sempre in utile di bilancio”, ha ricordato nella conferenza stampa a Trigoria.

Riservandosi di non tornare sulla querelle col senior advisor Claudio Ranieri, colui che l’ha portato nella Capitale salvo distanziarsene nelle dichiarazioni su programmazione e calciomercato, dopo essersi trincerato dietro a un “sono rimasto sorpreso dai toni inediti nell’intervista di venerdì scorso, meglio non parlarne, penso alla squadra e ai tifosi”, il Gasp ha concluso il suo intervento andandosene senza trattenere le lacrime. “La forza e il segreto dell’Atalanta è che avevo dietro un ambiente piccolo e compatto, una città di dimensioni ridotte che non ha altre realtà sportive di riferimento a questi livelli, oltre a una società che ha sempre lavorato con me in grande sintonia – ha spiegato -. C’erano i giovani, De Roon, Djimsiti, Gomez, Zapata, Ilicic e Muriel, poi via via sono arrivati Koopmeiners e ultimamente Kolasinac, gente già forte e affermata. Poi la sintonia è cominciata a venire un po’ meno. Vuoi per il cambio di proprietà, vuoi perché non c’era più il papà (Antonio Percassi, ndr)…”. Poi, le lacrime e la fine. Esse

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