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Desogus e doppio Sali: AlbinoLeffe, che rimonta nella ripresa con l’Arezzo

Desogus e doppio Sali: AlbinoLeffe, che rimonta nella ripresa con l’Arezzo

Amichevole – Clusone, Stadio “Città di Clusone” – mercoledì 29 aprile (17.30)
Arezzo – AlbinoLeffe 1-3 (1-0)
AREZZO (4-3-3):
Nunziante (18’ st Serban); Mena Martinez, Casarosa (6’ st De Col), Chiosa (cap.), Coccia; Mawuli, Manes, Chierico; Cortesi, Cianci, Varela Djamanca. A disp.: 22 Seculin; 3 Righetti, 4 Illanes, 6 Renzi, 7 Arena, 9 Cerri, 13 Gilli, 15 Cipriani, 16 Sala, 17 Ionita, 21 Tavernelli, 23 Viviani, 25 Moreschini, 28 Capello, 29 Ravasio, 30 Sussi. All.: Cristian Bucchi.
ALBINOLEFFE (3-5-2): Baldi (15’ st Michielin); Trapletti (1’ st Botti), Sciacca (1’ st Potop), Sottini (1’ st Boloca); Barba (1’ st Colombi), Agostinelli (1’ st Sassi, 39’ st Gamba), Mandelli (cap., 1’ st Franchini), Ciko (1’ st Lombardi), Bertin (1’ st Orfei); De Paoli (1’ st Sali), Stanzani (1’ st Desogus). A disp.: 22 Generali; 25 Delcarro. All.: Marco Zaffaroni.
Arbitro: Monti di Como (Monelli e Vago di Busto Arsizio).
RETI: 27’ pt rig. Cianci (Ar), 19’ st Desogus (Al), 30’ e 37’ st Sali (Al).
Note: cooling break 27’ pt, 27’ st. Corner 8-4, recupero 2’ e 0’.

Clusone – Il rimpatriato di gennaio, il nuovo e non diciamo il vecchio, ma l’usato sicuro e di lusso sì. La seconda uscita prestagionale dell’AlbinoLeffe di Marco Zaffaroni ha mietuto una vittima illustre, l’Arezzo, la stessa che aveva fatto a fette il Napoli e dato parecchie noie all’Atalanta. I frame del trionfo clusonese di fine luglio rappresentano iconograficamente il mix a disposizione del cavallo di ritorno in panchina. La palla rubata di Fabrizio Franchini a De Col sul retropassaggio sciagurato di Chierico per la seccata sul primo palo di Jacopo Desogus. Il rilancino di Gabriele Boloca per Giacomo Sali, che rientra da sinistra dov’era corricchiato, salta Mawuli e appena fuori prende primo e secondo palo da biliardista in rimonta. E la doppietta imbracciata dall’erede di Momo Zoma, in scivolata da due passi, grazie al recupero a destra di Simone Sassi, guardacaso pescato nella Varesina in D come il predecessore-cannoniere, e al pallone giocato dall’altro confermato Alessandro Lombardi dopo essere passato dal pareggiatore temporaneo.

Contro la neopromossa cadetta di Cristian Bucchi, che evita di gettare in mischia l’ex di turno Mario Ravasio, biondo attaccante dell’Isola, schienata dall’assenza calcolata di turnover prima di lasciare Rovetta per una puntatina dolomitica col Parma, lo svantaggio è di rigore ma il ribaltamento un dovere morale sulle ali della squadra titolare o presunta tale almeno dalla cintola in su, anche se non è che non lo siano De Paoli, Ciko, Mandelli, Barba e soprattutto il baluardo Gabriele Baldi. Uno che ha limitato il passivo nella prima metà, dove gli Zaffaroni-boys hanno consumato pochi botti con De Paoli su punizione e Sottini su azione.

Due terzi della retroguardia seriana impediscono spazio e visuale a Varela (4’) che non angola, mentre lo schema d’angolo di Mandelli appoggiato da De Paoli dalla bandierina destra innesca solo una sponda imperfetta di Trapletti (6’). Zaffaroni sistema bene la fase difensiva e non c’è rischio sulla pretenziosa suolata al volo di Mawuli, con taglio nell’altro mezzo corridoio scollinato il decimo, sul cross di Mena Martinez. Se al quarto d’ora la botta di Ciko da fuori è svirgolata, tra 19’ e 22’, Stanzani prima è in offside sull’imbeccata da fermo di Mandelli a sorpresa per poi allungare in eccesso a favore di De Paoli o Barba. A una ventina più due dall’intervallo, il patatrac: rinvio del succitato pendolino destro intercettato da Mena Martinez, che sullo scavino di ritorno di Cianci, poi incaricatosi dello spiazzante mancino in lungolinea dal dischetto, viene steso con la mano destra dal portiere Baldi.

Alla mezzora è Sottini a farsi sfuggire l’apripista, lanciato da Coccia, ma l’ultimo ostacolo rimedia di piede. Tre lancette e Nunziante deve staccare dall’incrocio la punizione a due toccata a De Paoli dal partner di linea, dalla mattonella a un metro abbondante dalla lunetta conquistata da Bertin, contrastato fallosamente di seconda, a ruota di un giropalla non stoppato del tutto dagli aretini, da chi s’era conquistato il penalty. A undici abbondanti dalla pausa, il raddoppio resta in canna anche all’inserito Chierico a rimorchio di Chiosa, lesto ad approfittare del disimpegno difettoso tra le due punte blucelesti: il guantipede romano è superlativo. Al 38’, invece, il forcing non si concretizza a cavallo di due ulteriori corner amaranto perché Barba stavolta dà opportunamente la schiena allo stacco di Mawuli accompagnato dal suo terzino sinistro dalla bandiera contestuale. Al quarantesimo Cortesi corregge di stinco il quarto angolo, di Chierico dalla destra, mandandola in collinetta. Tre corsette cronometriche e Sottini spedisce alto il possibile pari sull’uno-due con la seconda punta bergamasca dietro input di una palla ottimamente rimessa dentro da De Paoli dalla destra a piede invertito. Alle soglie del recuperino, al contrario, terza prodezza baldiana per dire no alla punta di Manes imbroccata da Mawuli, borseggiatore di Ciko nell’occasione, dopo la ricezione di ritorno da Cortesi.

In avvio di ripresa, a squadra rivoltata come un calzino dalle sostituzioni per dieci undicesimi, Desogus sprinta a sinistra su dettatura di Boloca senza centrare bene (3’), mentre all’ottavo l’azione tambureggiante e insistita di Sassi non viene conclusa anche per un contatto sospetto sulla linea di fondo tra Orfei e Mena Martinez. A sfera già crossata, beninteso. Al 9’ Coccia in lungolinea pesca a sinistra Manes e Cianci a rimorchio impegna Baldi anche se non allo stremo, prima che il portiere stesso di faccia sfuggire un pallone dall’altra parte di Cortesi allontanato da Botti davanti alla linea. Ma è un altro AlbinoLeffe e, fuori misura una palla in verticale per Sali, ecco il muro all’altezza del dischetto e la combo furbata-magheggio che porta il cagliaritano a imboccare la via del pari. E alla mezzora Jack cala se stesso fuori dal mazzo tattico, virando sull’altra sponda per inventarsi il sorpasso.

Due minuti e la punizione Coccia-Cianci non s’abbassa, al 33’ Chierico mastica il suggerimento di Manes e il 2-2 rimane in alto mare per la cadetta che s’intigna a non fare cambi. Un altro giro d’orologio e Serban deve chiudere in fallo di fondo la puntatona di Orfei. Ed ecco pure il terzo, un gioiello di ripartenza e scambi tra mezzi corridoi col bomber smarcato davanti alla riga di porta con l’attrezzo impennatosi nel sacco. A nulla valgono le estemporanee altrui del quarto di sinistra (39’) per la presa a mezza via di Michielin, mai davvero impegnato. Verso il novantesimo, la catena di sinistra proietta ancora Orfei all’apertura del destro, ma non a sufficienza per calare il poker sporco. Bene così, domenica all’AlbinoLeffe Stadium (17.30) arriva l’Inter Under 23, stavolta inserito nel girone C di serie C coi bergamaschi abbonati fissi all’A. Esseffe
Photo credit Tommaso Berardi/U.C. AlbinoLeffe

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