9a giornata serie A – Firenze, Stadio “Artemio Franchi” – giovedì 29 ottobre
Fiorentina – Atalanta 2-2 (0-1)
FIORENTINA (4-2-3-1): De Gea 7; Jimenez 6, Dragusin 6,5, Viery 6,5, João Mario 7; Ndour 6, Fagioli 5,5 (1’ st Oulaï 7), Brescianini 6,5; Mastantuono 7 (46’ st Beto sv), Pellegrino 6 (46’ st Pedro Gonçalves sv), Njie 7 (24’ st Gnonto 6). A disp.: 19 Lezzerini, 53 Christensen; 21 Valdepeñas, 75 D. Beldenti, 2 Dodô, 73 Pirrò, 72 Mazzeo. All.: Paolo Vanoli 6,5.
ATALANTA (4-2-3-1): Carnesecchi 6; Zappacosta 5,5, Kristensen sv (5’ pt Scalvini 6), Obrić 5,5, Bernasconi 6; Gaetano 6,5 (12’ st Pašalić 5,5), Éderson (cap.) 5; Elmas 6,5 (13’ st Rowe 5,5), De Ketelaere 8, Zalewski 7 (39’ st K. Sulemana sv); Krstović 5,5. A disp.: 51 Sonzogni, 57 Sportiello; 53 Plaia, 41 Idele, 10 Samardžić. All.: Maurizio Sarri 6.
Arbitro: La Penna di Roma-1 7 (Bahri di Sassari, Moro di Schio; IV Marinelli di Tivoli – dal st, 6. V.A.R. Gariglio di Pinerolo, A.V.A.R. Dionisi di L’Aquila).
RETI: 41’ pt De Ketelaere (A), 8’ st Ndjie (F), 16’ st João Mario (F), 29’ st Zalewski (A).
Note: serata autunnale, terreno in buone condizioni. Spettatori 20.351, di cui 52 atalantini nel settore ospiti, per un incasso di 520.156,22. Ammoniti Elmas, Viery, Gnonto e Obrić per gioco scorretto, Pellegrino per fallo di mano volontario in attacco. Tiri totali 25-9, nello specchio 5-4, parati 4-2, respinti/deviati 5-3. Var: 2 (check eventuale mani nell’area atalantina di Gaetano su angolo da destra di Mastantuono, 16’: braccio chiuso e precedente tocco ravvicinato di Njie; check fuorigioco-mani Brescianini al 41’ st). Corner 8-2, recupero 2’ e 3’.
Firenze – Il lampo di Charles De Ketelaere, anziché riaccendere la luce nerazzurra, chiama il temporale altrui sulla testa dei compagni. Altro che peggiorare i turbini sulla contendente ancora più in crisi. La prima notizia cattiva, e la seconda è che non si vince mai perché non si tiene il vantaggio e dietro si becca sempre, è che Kristensen strappa l’orlo della coperta cortissima e mica solo in difesa, aggiungendosi a Hien, Kolasinac, Kossounou, Bellanova, Kessie, Raspadori e Scamacca sul lettone dell’infermeria. E l’Atalanta, che deve iniziare il secondo tempo con quasi un quarto d’ora di ritardo causa avvicendamento del direttore di gara, in casa della semi-derelitta Fiorentina, vice cenerentola della serie A, sul lettino dello psicanalista da rivoluzione tattica mal digerita ci resta un bel po’. Avanti, si fa ribaltare per poi dover rincorrere in affanno, sempre subendo in eccesso. Se il 17 la sblocca, Sarri non riesce a battere l’altro attenzionatissimo Vanoli e, benché Ndjie punisca il serraglio difensivo a otto dietro la linea dell’attrezzo all’inizio della seconda metà, senza contare il ribaltamento di Joao Mario con deviazione spiazzante di Obric, Zalewski la riprende su un’altra magia del migliore in campo dalla destra. Il favore di ritorno di due tra i pochi che mostrano non diciamo di crederci, ma di essere in palla sicuramente sì. Un 2-2 da incompiuta che non vince dal tris sporco ai Lagunari, e sono passati 17 giorni. Dalla cintola in giù funziona poco, maledettamente troppo poco, e davanti per uno che si illumina c’è almeno una scena muta.
Al 2’ il centralone danese sente la fitta al flessore sinistro nel rinviare di destro, quindi Mastantuono borseggia Gaetano per la prima conclusione comunque sbilenca del figlio e nipote d’arte Pellegrino (Maxi è lo zio) al quinto. Due lancette e tocca a Jimenez spararla alta dal lato opposto sull’onda lunga della terza sovrapposizione di fila dell’ex Brescianini verso il fondo. Alla doppia cifra si arriva bocconi con Joao Mario a centrare l’argentino a centro area dalla stessa maglia sullo stinco: Bernasconi se la ritrova lì per il disimpegno. L’arcenese centra per Krstovic che perde il gioco delle torri con Dragusin (12’), ma non pare serata nemmeno stavolta, perché la sofferenza continua senza tempo né occasioni per riorganizzarsi. Prima del quarto d’ora Carnesecchi deve scomodarsi per difendere il legno di competenza dall’albiceleste sulla destra di casa dietro smistamento del suo terminale, e qui è bravo il cugino di secondo grado del Gas Garlini a costringerlo a usare il destro. Il terzo angolo locale culmina nel destraccio di Fagioli a busto all’indietro, quarta conclusione a zero, una ogni quattro minuti dal kick off.
La prima sbucata bergamasca è al 19’, quando Elmas taglia a sequela del montenegrino su palla di De Ketelaere dal lato corto e Viery protegge De Gea sul rigore mancino in movimento del macedone. Il fiammingo si accende anche a destra in scia a Zappacosta, Krstovic e Gaetano, anche se sul secondo palo non c’è anima viva. Fuoco di paglia? Al 24’ dal quarto viola di sinistra, invece, è più un alleggerimento in coda alla quarta battuta dalla bandierina concessa da Scalvini, assente dal 3-1 casalingo al Venezia il 12 ottobre, sull’apertura da allarme rosso dello spagnolo basso a destra per il suo ariete. Se CDK ha la scusante dell’offside nel girare ai dirigibili il piattone in asse con Zappacosta e il suo centrattacco (27’), poi riprende la serie toscana con doppia devazione Obric-Pellegrino su Ndour a tiro della mezz’ora che coglie il riminese coi guanti in controtempo ma sempre pronto a cucire la pezza. Lì era scappato ancora il franciacortino dal volto noto.
Zappacosta scherma Joao Mario che non dice trentatré, certificando lo stesso la salute precaria della Dea, che ha un sussulto al 36’ con Gaetano ad alzare da pochi metri davanti a al rinculante Fagioli su filtrante di Elmas dopo il lavoro di Zalewski spostato a destra. Per centimetri non firma il vantaggio Mastantuono, girellone abortito nell’uno contro uno con un Ederson a braccia dietro la schiena (38’ abbondante). Il contrappasso è lo svantaggio immeritato che il fiammingo cala a rimorchio del polacco di Poli dopo aver assecondato il recupero in caduta del mediano di Cimitile a danni del playmaker altrui. E i viola non vedono nero solo per il tuffo miracoloso di De Gea la corsetta cronometrica dopo , a dire no a Nikola che stacca accompagnato dall’apripista, mentre la risposta pellegriniana con la stessa specialità, sopra la traversa, è accarezzata dal suo terzino sinistro (43’).
Si torna dagli spogliatoi con lo stesso arbitro di domenica col Frosinone, l’alpino Marinelli, in una squadra di giacchette per tre sesti identica (a posizioni Var invertite), perché La Penna ha finito il refill a forza di correre. Ore 21,59, inizia la ripresa e al 3’ a Mastantuono non riesce la maledetta costruita sulla finta di corpo che sbilancia Bernasconi e il capitano dei bergamaschi. Elmas commette fallo di mano sul pallone di Krstovic prima di farsi negare la gioia del bis, che sarebbe stato annullato, dall’ultimo ostacolo e dal difensore rumeno dei locali. Le due ali fiorentine la porgono a Brescianini (6’), chiuso benissimo da Gaetano dal coraggio e dalla cazzimma di Gaetano sovralimentati dal borseggio per metterla avanti. Zappacosta, al contrario, si perde l’ala sinistra nemica che apre per Jimenez e da tre metri la mette a volo d’angelo davanti al secondo palo in chiusura di triangolazione larga.
Da un fronte all’altro, lungo la chiusura difensiva scalviniana Zalewski innesca lo strappo del primo marcatore del giovedì sera (11’) per Krstovic, anticipato da Viery per il primo tiro atalantino dalla bandierina. Jimenez allarga a giro a rientrare sempre in scia al mancino davanti a sé all’ora di gioco, ma la beffarda remuntada è dietro l’angolo, perché il pareggiatore imbecca il duello perso da Ederson col difensore sloveno in traiettoria a costringere Carnesecchi a buttarsi dalla parte sbagliata nonostante il tentativo in extremis di buttare fuori porta il destro altrui dal limite ormai privo di contrasto. Una brutta botta. La reazione? Il muro viola la restituisce all’inglese imbeccato dal bergamasco in catena, lo sposta e tira di Krstovic sul la di De Ketelaere è offuscato dal ritorno di Viery al ventesimo. Tre lancette e CDK viene sbracciato da Ndour nell’assolo, al 28’ Obric se la vede rimpallare sul polso da Pellegrino lungo il tracciante di destro della new entry Gnonto. Ed ecco il polacco a piede invertito nel lungolinea almeno per il punticino su pettinata di Charlesone. Palla dal sorano su punizione battuta in fretta lì in punta di trequarti, atalantini finalmente di nuovo sul pezzo. Il tacco in fallo laterale coi compagni in mezzo a reclamare è lo specchio della partita incolore del brasiliano in bianco trasferta (34’) e sugli sviluppi deve far diga Rowe, l’ala sinistra nominale, su Mastantuono.
A 9’ dal 90’ l’autore del temporaneo sorpasso viola non sorprende Carnesecchi, alla terza parata su ventidue tiri avversari di cui una manita nello specchio, mentre la quarta su Brescianini non vale perché sul rimpallo di Gnonto in coda al settimo angolo a due c’è almeno un’irregolarità a cominciare dalla posizione di partenza. L’ex Inter e Leeds ci ritenta col destro appena da fuori (44’). In asse con Ederson e Krstovic stavolta CDK la tenta di destro in lunetta per il volo salvifico dello spagnolo guantato. Brividi nel recupero per la girata aerea di Beto, subentrato da garbage time ma mica poi tanto, su palla di Oulai. Parma il giorno dei morti e Kairat Almaty al 5 novembre, come prove d’appello, valgono?
Simone Fornoni