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Colombo e Motta fanno volare l’Aquila: l’Atalanta fallisce la finale di Coppa Italia ai rigori

Colombo e Motta fanno volare l’Aquila: l’Atalanta fallisce la finale di Coppa Italia ai rigori

Coppa Italia, semifinale di ritorno – Bergamo, New Balance Arena – mercoledì 22 aprile (ore 21)
Atalanta – Lazio 2-3 ai tiri di rigore (1-1, 0-0)
ATALANTA (3-4-2-1):
Carnesecchi 6; Scalvini 7 (4’ pts Ahanor 7), Djimsiti 6, Kolasinac 6,5 (26’ st Kossounou 7); Zappacosta 7, De Roon (cap.) 6,5 (26’ st Pasalic 7), Ederson 7, Bernasconi 7 (11’ st Bellanova 5,5); De Ketelaere 7, Zalewski 6 (26’ st Raspadori 7); Krstovic 6,5 (45’ st Scamacca 6,5). A disp.: 50 Pardel, 57 Sportiello; 40 Obric, 5 Bakker, 6 Musah, 10 Samardzic, 7 K. Sulemana. All.: Raffaele Palladino 7.
LAZIO (4-3-3): Motta 10; Marusic 6 (22′ st Lazzari 6,5), Gila 6,5 (32’ st Provstgaard 6,5), Romagnoli 7, Nuno Tavares 6,5; Basic 6 (32’ st Dele-Bashiru 6), Patric 5,5 (39’ st Cataldi 6), Taylor 5,5; Cancellieri 6,5 (22’ st Isaksen 6,5), Noslin 6, Zaccagni (cap.) 6 (13’ pts Pedro 6). A disp.: 72 Pannozzo, 99 Giacomone; 3 Lu. Pellegrini, 23 Hysaj, 21 Belahyane, 28 Przyborek, 27 Maldini, 19 Dia, 20 Ratkov. All.: Maurizio Sarri.
Arbitro: Colombo di Como 4 (Imperiale di Genova, Costanzo di Orvieto; IV Zufferli di Udine. V.A.R. Abisso di Palermo, A.V.A.R. Maresca di Napoli).
RETE: 39’ st Romagnoli (L), 41’ st Pasalic (A).
Sequenza dei rigori: Raspadori (A) gol destro spiazzante, Nuno Tavares (L) sinistro incrociato parato; Scamacca (A) destro incrociato parato, Cataldi (L) palo; Zappacosta destro centrale parato, Isaksen (L) gol sinistro spiazzante; Pasalic (A) destro incrociato parato, Taylor (L) gol sinistro incrociato spiazzante; De Ketelaere (A) sinistro incrociato parato.
Note: prima della partita ricordato Mino Favini, responsabile del settore giovanile nerazzurro per 24 stagioni, alla vigilia del settimo anniversario della scomparsa. Citato Sead Kolasinac per la centesima presenza atalantina ottenuta con la Juventus (ora sono 102). Serata serena e temperata, spettatori Spettatori: 21.915 per un incasso di 636.607,66 euro. Ammoniti Kolasinac, Cancellieri, Scamacca e Lazzari per gioco scorretto, Palladino (all. A) al 12’ st e Sarri (all. L.) al 29’ st per proteste. Tiri totali 22-7, nello specchio 6-1, parati 5-, respinti/deviati 7-2, legni 1-0. Var: 2 (check gol di Ederson al 16’ st, annullato per palla contesta da Krstovic in possesso di Motta; check gol Raspadori al 5’ pts annullato per fuorigioco di Zappacosta). Corner 7-6, recupero 2’ e 7’, ts 1’ e 0’.

Bergamo – Settima finale smarrita dal dischetto, gli altri si prendono l’undicesima. Un intreccio thrilling con l’arbitro protagonista in negativo, pure di una mancata espulsione di Patric per un’entrata assassina su Bernasconi costretto a uscire. Ederson in tap-in, ma il comasco Andrea Colombo a video vede un fallo-contesa di Krstovic sul portiere, poi capace di ergersi a eroe. L’Atalanta, dominatrice di buona parte del primo tempo e inferocita col controllo Var più beffardo del mondo trova la forza di replicare con Pasalic alla beffa sfiorata da Romagnoli, si vede ricacciare in gola la gioia fronte bozzuta di Jack Raspadori per l’offside di Zappacosta allo start dei supplementari per poi inchinarsi ai guantoni di Edoardo Motta, classe ‘05, proiettato tra i legni dai ko di Provedel e Furlanetto e bravo pure a portarla all’extra time deviando sul montante la zuccata di Scamacca. Sfiga orrida ma pure nervi saltati, alla fine, contro una Lazio cinica e pure oltre nella semifinale di ritorno di Coppa Italia a ruota del pari sul 2 all’andata il 4 marzo all’Olimpico.
Il primo squillo è al quinto col filtrante lungo di De Ketelaere per Krstovic che costringe Gila a una diagonale in tackle per il primo angolo. Zalewski, sul secondo pallone del fiammingo a rientrare, arriva con la tempia più che di fronte mancando il bersaglio due lancette più tardi. All’ottavo Krstovic si gira fiacco sul sinistro apertogli in verticale da Scalvini, trovando ancora lo spagnolo in traiettoria, quindi l’uscita a pesce di Motta sul cross di Ederson due metri dietro lo spigolo sinistro col polacco a telefonare il tap-in tra le braccia dell’ultimo ostacolo. I capitoli stanno corti e compatti, senza uscire dal guscio né tagliare del tutto le linee di passaggio. Il terzo tiro atalantino dalla bandierina, quella destra, produce il controcross di Bernasconi a rientrare per la svettata fuori misura del braccetto di Palazzolo sull’Oglio, il primo regista effettivo di una manovra tesa a sfruttare soprattutto la catena Zappacosta-CDK. Due tocchetti al ventesimo. Uno oltre, invece, il sinistro di volée ancora di Zalewski, alla terza chance personale, figlio di un recupero scivolato di Djimsiti su Noslin nel cerchio di centrocampo prolungato da Ederson per il crossone dell’arcenese spondato dal fiammingo: in traiettoria c’è ancora Gila, il quinto corner sfocia del sinistro alto di seconda del pendolino di Sora.
Se verso metà frazione il terminale montenegrino spizza male la palla del cugino di secondo grado di Oliviero Garlini stavolta a piede invertito. Kolasinac, a un poker dalla respinta ciabattata di Scalvini sulla prima conclusione laziale di Cancellieri figlia di un errore in uscita, spende il giallo sull’ex Hellas (31’): Zaccagni coglie la testa di Basic, sfera in Curva Nord. Marusic si sgancia ottenendo corner da Ederson: niente di fatto, ma Aquila ad ali ora piuttosto spiegate. La ripresa inizia bruttina e confusa, compreso il contropiede di Ederson da difesa d’angolo prolungata da Zalewski con la fronte e addirittura Cancellieri a ripiegare. Manita cronometrica e porta ancora più lontana che non in precedenza. Al 6’ Krstovic la recupera a Patric chiudendo per il triangolo con De Ketelaere dritto a rimorchio sui guantoni di Motta (6’). Bernasconi fa l’allungo in recupero sempre sull’ala destra nemica per poi arrendersi a un falciaerba del barcelonista. Alla dozzina Noslin riceve da Tomic, ma il suo radente da fuori sbatte su Djimsiti, come lui del resto, per l’intero incontro. Scollinato il quarto d’ora, ecco il rientro del belga su appoggio di De Roon e la liftata fermata da Gila di mano, con Krstovic a recuperare palla per porgerla al piattone del brasiliano senza opposizione.
C’è il controllo video per un possibile fallo del montenegrino, visto sul portiere più che sull’iberico, e il direttore di gara riesce nell’impresa di sanzionare l’inesistente. Al 29′ protesta Noslin per un mani di Scalvini dopo un lancio in profondità, prima di aggirare anche Carnesecchi calciando a lato di sinistro la più incredibile delle occasioni. Ovvio che il comasco col fischietto chiuda gli occhi, in bambola com’è.
Ederson dal fondo e al 38′ De Ketelaere dal limite non sono un pericolo per Motta, di là Noslin in triangolo con Lazzari invece lo è per Pasalic costretto a rifugiarsi in angolo. Entra Cataldi e il terzo corner da sinistra dei romani, calciato da Zaccagni, produce il vantaggio di Romagnoli in girata mancina anticipando Djimsiti; passano due minuti, 4 al novantesimo, e il sinistro sporco di Pasalic è deviato in porta da Taylor su azione di Raspadori con scarico di Krstovic. Ederson apre il recupero incrociando fuori il sinistro molto defilato, al quinto di extra time Motta devia sulla traversa lo stacco di Scamacca su pallone morbido di Zappacosta dalla sinistra dell’area. Proprio il sorano è in posizione irregolare sul cross di De Ketelaere da lui spondato per l’insaccata di Raspadori sottoporta sempre in gioco aereo. Al 14’, invece, Super Mario riceve da Scamacca ma tira addosso a Raspadori. Nel secondo, il romano incoccia male in ascensore chiamatogli da Pasalic (4’). A un tris dalla lotteria dal dischetto, il marcatore laziale non arriva d’un amen sullo schema da sinistra di Tavares, poi la beffa delle beffe in quadruplice copia. Esseffe