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Ciao Beppe, ora gioca a calcio con Titti nel cielo nerazzurro

Ciao Beppe, ora gioca a calcio con Titti nel cielo nerazzurro

L’Atalanta ha perso uno degli attaccanti più famosi della sua storia: Beppe Savoldi, classe 1947, scomparso oggi dopo una grave malattia. “Beppe-gol”, per le sue capacità realizzative soprattutto nell’area di rigore, la sua reale “confort zone” ma non solo. E’ stato forse il più bravo ed efficace attaccante italiano nel gioco aereo, il colpo di testa è stata la sua migliore arma da goleador, intuiva prima di tutti i difensori dove sarebbe arrivato il pallone, grazie anche alle sue doti di saltatore, raffinate quando da ragazzo giocava a basket all’oratorio delle Grazie, in pieno centro a Bergamo. E non è un caso che a mandarlo in campo per prima volta da titolare con la maglia nerazzurra, 5 settembre 1965, a diciotto anni, sia stato Ettore Puricelli, allora tecnico atalantino, conosciuto come “testina d’oro” e anche “mister due miliardi”. Dopo la trafila nel settore giovanile atalantino e l’approdo in prima squadra, il campionato della sua definitiva affermazione è nella stagione 1967-68 con ventisette presenze e tredici gol, decisivi per la salvezza. Nel campionato successivo passa al Bologna dove rimane fino al giugno 1975. E’ un attaccante ormai affermato tra i più quotati del nostro calcio con sole quattro presenze con la maglia della Nazionale, ma non per demeriti. Erano gli anni di spietata concorrenza tra i centravanti italiani. Il Napoli lo vuole a tutti i costi e non bada a spese: due miliardi. Da qui gli venne affibbiato l’appellativo “mister due miliardi”: 118 presenze e 55 gol con la maglia partenopea. Nel 1979 torna al Bologna e nel 1982 all’Atalanta, dove chiude la sua carriera agonistica. Intraprese anche quella da allenatore senza eccesiva convinzione. Si è riunito al fratello Titti scomparso nel 2008. Insieme una partita di calcio nel cielo nerazzurro.
Giacomo Mayer