Lasciamo per un attimo da parte gli errori dal dischetto, un classico per il Belpaese, stavolta toccati a Pio Esposito e a un certo Bryan Cristante. Il rosso ad Alessandro Bastoni al 41′ per la stesa di Memic sfuggito all’altro volto noto Gianluca Mancini, quello mancato al sassuolese Muharemovic al minuto 105 e dintorni per fallo da ultimo uomo sul prestito al Cagliari Marco Palestra. Sead Kolasinac – come giovedì scorso a Cardiff, vittoria ai rigori col suo sostituto decisivo dagli 11 metri – sacrificato all’intervallo a favore di Kemir Alajbegovic dopo aver vanamente baciato sulle fronte Demirovic nel finale di primo tempo, la zampata di Moise Kean al quarto d’ora su rinvio di Vasilj intercettato da Barella e quella alzata su errore di Basic all’ora di gioco, il pari di Tabakovic a 11′ dal 90′ dopo il fallo su Mancini dello svettante Dzeko su cross di Dedic e il per il resto ottimo Donnarumma preso in controtempo.
Il film della finale delle qualificazioni mondiali dell’Italia persa nel peggiore degli incubi in casa della Bosnia ed Erzegovina: azzurri alla terza edizione iridata saltata di fila, a conferma della crisi irreversibile, se non del nostro calcio, sicuramente della gestione della Nazionale, mai svecchiata al netto dell’interista là davanti che da cambio di Kean ne ha combinata una più di Bertoldo. Pessimo Mateo Retegui, l’ex fuggito sotto la pioggia dorata di petroldollari, una loffia e il sacrificio tattico in inferiorità numerica per ottanta minuti e rotti, a favore dello juventino Gatti.
A Zenica l’ex atalantino, con quelli veri fuori, Marco Carnesecchi, Giorgio Scalvini, Giacomo Raspadori dai pochi spiccioli in semifinale a Bergamo con l’Irlanda del Nord, la combina grossa ma forse non poteva fare altrimenti, ma anche Esposito su filtrante di Tonali e Dimarco su scarico di Barella hanno alzato e allargato destro e sinistro del possibile raddoppio, col secondo matchball cannato sei minuti prima di prendere l’1-1.
La sequenza dei rigori. Tahirovic (B) gol con destro incrociato spiazzante (2-1), Pio Esposito (I) destro alto sopra l’incrocio a destra di Vasilj, Tabakovic (B) destro sotto il primo incrocio (3-1), Tonali (I) destro incrociato spiazzante (3-2), Alajbegovic destro incrociato spiazzante (4-2), Cristante (I) traversa inferiore con destro centrale, Bajraktarevic (B) sinistro incrociato intercettato appena da Donnarumma (5-2). Inutile piangere sul latte versato: a Zingonia adesso tornano tutti più o meno sani, anche perché disoccupati, a Pasquetta c’è il Lecce e se tra i cambi c’è l’altro ex Spinazzola assieme alla pattuglia di ultratrentenni significa che il movimento s’intigna a non rinnovarsi mai. Esseffe