Skip to content

Atalanta svogliata e punzecchiata dalla Curva Nord: l’ex Orsolini segna, ma sarà Conference League

Atalanta svogliata e punzecchiata dalla Curva Nord: l’ex Orsolini segna, ma sarà Conference League

37a serie A – Bergamo, New Balance Arena – domenica 17 maggio (ore 18)
Atalanta – Bologna 0-1 (0-0)
ATALANTA (3-4-2-1):
Carnesecchi 7; Scalvini 5,5, Djimsiti 5,5, Ahanor 5,5; Zappacosta 6 (43’ st Kolasinac sv), De Roon (cap.) 5,5 (18’ st Pasalic 5,5), Zalewski 6 (18’ st Musah 5,5); De Ketelaere 5,5 (37’ st Bakker sv), Raspadori 5,5 (18’ st K. Sulemana 6); Krstovic 5,5. A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 40 Obric, 16 Bellanova, 10 Samardzic, 45 Vavassori, 9 Scamacca. All.: Raffaele Palladino 5,5.
BOLOGNA (4-3-3): Skorupski 6,5; Joao Mario 6,5, Helland 6, Heggem 6,5, Miranda 6; Ferguson (cap.) 6,5, Freuler 6, Pobega 6 (24’ st Moro 6); Bernardeschi 6,5 (23’ st Orsolini 6,5), Castro 5,5 (24’ st Dallinga 6), Rowe 7 (43’ st Dominguez sv). A disp.: 13 Ravaglia, 25 Pessina; 15 Tomasevic, 20 Zortea, 22 Lykogiannis, 29 De Silvestri, 23 Sohm, 21 Odgaard. All.: Vincenzo Italiano 6,5.
Arbitro: Perenzoni di Rovereto 5,5 (Garzelli di Livorno, Grasso di Ariano Irpino; IV Zanotti di Rimini. V.A.R. Pezzuto di Lecce, A.V.A.R. Serra di Torino).
RETE: 33’ st Orsolini (B).
Note: celebrata col giro d’onore di giocatori e staff la Coppa Italia Primavera conquistata ai rigori il 29 aprile scorso contro la Juventus all’Arena Civica Gianni Brera di Milano. Striscione polemico al 35’ dalla Curva Nord: “Primavera: empatia col proprio pubblico ed emozioni libere nel vento. Prima squadra: nella nuova stagione pretendiamo questo tipo di atteggiamento”. Mezza sera serena, spettatori 22.140 per un incasso di 511.315,46 euro. Ammoniti Pobega per gioco scorretto, Pasalic per proteste. Tiri totali 8-9, nello specchio 3-3, parati 3-2, respinti/deviati 2-3. Corner 2-5, recupero 1’ e 4’.

Bergamo – “Per chi resta e per chi arriverà, sputate sangue per la nostra città! Un altro anno in giro per il Vecchio Continente, rendete orgogliosa la vostra gente”. L’ultimo striscione srotolato dalla Nord dice già tutto. Orsolini gela la sua ex curva col piattone al volo sbucando da palla inattiva tra Pasalic e Scalvini, ma l’Atalanta acciuffa lo stesso la qualificazione matematica alla Conference League conservando tre punti di vantaggio proprio sul Bologna, battuto 2-0 al Dall’Ara. Una sfida scialba tra le pur blande, ma comunque incisive, contestazioni del pubblico di fede nerazzurra a mezzo striscioni. Ne potete leggere in nota: “Prendete a esempio la Primavera”, il messaggio, mica poco.

Di Raspadori in scia a Krstovic, quattro minuti prima fermato da Heggem e dall’uscita di Skorupski, il destro in mischia e in caduta facile preda dell’ultimo ostacolo a un tris dal ventesimo, mentro poco dopo svetta il nemico giurato del montenegrino spizzando appena il quarto angolo ospite della serie. Sono passati tre lancette dal presunto contatto tra Bernardeschi e De Ketelaere con timide doglianze bolognesi (e palla uscita, solo che l’assistente non se ne avvede), mentre sugli sviluppi del primo corner di casa è Djimsiti a saltare a campo pressoché finito sull’ammollo del fiammingo (24’). Per regalare un po’ di pepe al brodino insipido di fine stagione, il portiere di Italiano si esibisce nello spettacolare anticipo in tuffo (28’) su Zappacosta, bravo a tagliare verso la lunetta per seguire il pallone a piovente di Zalewski.

Oltre la mezzora, Bernardeschi converge per sganciare il rasoterra mancino incrociato a mezzo metro dal secondo palo. Un poker cronometrico e il polacco di Roma si mette in proprio provando il girellone alla Del Piero, ma al quarantesimo sono i petroniani a sfiorare il vantaggio con Rowe, liberatosi tra Ahanor che aveva perso palla sulla pressione di Pobega e Scalvini sulla presa di campo di Bernardeschi: sinistro secco a pelo d’erba, Carnesecchi deve distendersi in angolo. Dea nel pallone. Nel recupero, altra paratona quando Castro si gira sul sinistro dopo aver ricevuto da Joao Mario, senza bolognesi pronti al tap-in. Raspadori trova il muro sul mancinetto imbeccato dal fiammingo (14’).

La ripresa non si scuote neanche con la carica assurdamente non fischiata dell’inglese ex Marsiglia all’ultimo ostacolo (9’) costringendolo a rinviare di piede in scivolata in fallo laterale. Charlesone s’inventa l’assolo lì per lì accentrandosi, ma la porta è più in qua (18’). Triplo cambio spazza-noia, Kamaldeen avanza e incrocia il sinistro sul tocco di Ederson, troppo defilato per fare male, per poi incornare il pallone dall’out di Zappacosta a mezzora scollinata senza mira as usual. Inevitabile la resa al minuto trentatré, quando la punizione (fallo di Pasalic, ammonito per proteste, sull’assistman, che però non viene toccato e sbatte su Ederson) battuta corta da Moro per il cross di Rowe a rientrare pesca il sinistro al volo del solitario Orsolini a un passettino dal secondo palo. Bakker trova l’esordio d’annata, l’aspirante doppiettista la sua ex curva per un semestre sull’appoggio dal fondo di Ferguson a palla persa da Super Mario. Al 4′ di recupero Skorupski nega il pari a Krstovic, lanciato sulla corsa da Pasalic per vie centrali. Bel modo di congedarsi dai tifosi, però la benzina era finita ad aprile.
Esseffe