Il rapporto tra arbitri e allenatori, il rispetto dei direttori di gara e la conoscenza delle nuove disposizioni regolamentari. Sono stati questi alcuni dei temi al centro dell’incontro che si è svolto al Cine Teatro di Stezzano, promosso dalla sezione AIA di Bergamo e dedicato al confronto tra il mondo arbitrale e quello delle società calcistiche. Una serata di approfondimento e dialogo, con l’obiettivo di affrontare le criticità che si presentano sui campi ogni fine settimana e favorire una maggiore comprensione delle regole e delle rispettive responsabilità.
A presentare l’appuntamento è stato Mattia Mittiga, componente della Delegazione Figc di Bergamo. Ad aprire la serata è intervenuto Dario Silini, vicepresidente della Lnd Lombardia, che ha posto l’accento sull’importanza dei comportamenti di allenatori, dirigenti e capitani nei confronti degli arbitri. Il suo richiamo è stato rivolto all’intero movimento calcistico: anche quando un direttore di gara commette un errore, il rispetto deve rimanere un principio fondamentale.
Silini ha sottolineato come gli episodi negativi non danneggino soltanto i protagonisti di una singola partita, ma finiscano per compromettere l’immagine del calcio nel suo complesso. Da qui l’invito a trasformare le dichiarazioni di principio in comportamenti concreti, da dimostrare ogni domenica sui campi, attraverso atteggiamenti corretti e un confronto civile anche nei momenti di maggiore tensione.
Il vicepresidente della Lnd Lombardia ha inoltre indicato alle società un percorso preciso per affrontare eventuali dubbi regolamentari o questioni organizzative: rivolgersi a lui oppure agli organismi competenti della Delegazione e del Comitato, evitando contatti diretti con gli arbitri e confronti negli spogliatoi al termine delle gare. Un passaggio con cui è stata ribadita la necessità di utilizzare i canali istituzionali per risolvere le problematiche.
Nel suo intervento Silini ha richiamato anche un episodio recente relativo a una partita non disputata a causa di una mancata comunicazione da parte di un dirigente di una squadra. Un esempio utilizzato per ricordare quanto sia importante rispettare le procedure previste e prestare attenzione agli adempimenti organizzativi, che possono avere conseguenze concrete sul regolare svolgimento delle competizioni.
La serata è proseguita con l’intervento di Giovanni Capoferri, presidente del gruppo provinciale di Bergamo e Lecco dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio (AIAC), che ha illustrato i percorsi formativi per chi desidera intraprendere o proseguire l’attività tecnica. In particolare, sono stati presentati i corsi UEFA C e UEFA B, con un approfondimento sulle opportunità di formazione e qualificazione per gli allenatori.
La preparazione tecnica e la conoscenza del regolamento rappresentano infatti due aspetti strettamente collegati nella gestione quotidiana di una squadra. Comprendere le disposizioni, sapere come vengono interpretate e conoscere le procedure da seguire permette ai tecnici di affrontare con maggiore consapevolezza le situazioni di gara e di dialogare in maniera più efficace con i direttori di gara.
Il momento centrale dell’incontro è stato dedicato all’approfondimento regolamentare curato da Paolo Fiorini, presidente della sezione AIA di Bergamo. A pochi mesi dall’entrata in vigore delle nuove disposizioni, Fiorini ha illustrato le principali modifiche, accompagnando la spiegazione con esempi pratici e filmati. Il confronto ha permesso agli allenatori presenti di sottoporre dubbi, raccontare situazioni incontrate sui campi e chiedere chiarimenti sulle interpretazioni da adottare.
Uno dei temi affrontati ha riguardato le sostituzioni. La nuova disposizione prevede che il calciatore sostituito lasci il terreno di gioco entro dieci secondi dal segnale che autorizza il cambio. Se il limite non viene rispettato, il giocatore deve comunque uscire, ma il sostituto non può entrare fino alla prima interruzione utile, dopo che è trascorso almeno un minuto dalla ripresa del gioco.
Fiorini ha chiarito che, in assenza del tabellone elettronico, il conteggio decorre dal momento in cui l’arbitro autorizza la sostituzione. Nel caso di più cambi contemporanei, i dieci secondi vengono conteggiati dall’ultima sostituzione del gruppo. L’obiettivo è evitare perdite di tempo e rendere più rapida la ripresa della partita. È stata inoltre evidenziata una distinzione importante: il calciatore che rientra dopo il minuto deve attendere una nuova interruzione e l’autorizzazione dell’arbitro, non può tornare in campo autonomamente.
Un’attenzione specifica è stata riservata alle situazioni di infortunio, per le quali sono previste eccezioni e procedure differenti. In generale, quando un calciatore riceve assistenza sul terreno di gioco, deve uscire e attendere almeno un minuto dalla ripresa prima di poter rientrare, con il via libera dell’arbitro. Il conteggio è effettivo e non comprende il tempo impiegato per lasciare il campo. Sono tuttavia previste eccezioni, tra cui alcuni casi che coinvolgono il portiere, gli infortuni gravi e le situazioni nelle quali il giocatore che ha subito il fallo è stato sanzionato disciplinarmente.
Attraverso gli esempi mostrati, Fiorini ha evidenziato come l’applicazione della regola debba tenere conto delle circostanze concrete, senza perdere di vista l’obiettivo di limitare le interruzioni e impedire che l’infortunio diventi un’occasione per perdere tempo. È stato affrontato anche il comportamento da adottare quando un calciatore rimane a terra: l’arbitro non deve interrompere automaticamente il gioco per ogni situazione, salvo che ricorrano condizioni che rendano necessario fermare la gara, come il sospetto di un trauma alla testa.
Tra le novità illustrate anche la possibilità di utilizzare alcuni oggetti non pericolosi, come determinati gioielli, purché siano fissi e adeguatamente coperti, così da non creare rischi per il calciatore o per gli avversari. Una disposizione che richiede comunque attenzione nella valutazione delle singole situazioni: gli oggetti pendenti o che possono provocare lesioni non rientrano in questa possibilità.
Un altro argomento ha riguardato il conto alla rovescia di cinque secondi per le rimesse laterali ritardate deliberatamente. Fiorini ha spiegato che l’arbitro deve rendere chiaro il momento dal quale parte il conteggio, così che giocatori e panchine possano comprendere la procedura. Il conteggio deve inoltre tenere conto della possibilità concreta di effettuare la ripresa: non può essere utilizzato per penalizzare chi deve ancora materialmente raggiungere il pallone, ma deve intervenire quando il ritardo è strumentale a perdere tempo.
La discussione ha toccato anche le modalità corrette di esecuzione delle rimesse laterali e i casi in cui una rimessa debba essere considerata irregolare, distinguendo gli errori effettivi dalle esecuzioni che possono apparire poco ortodosse ma rispettano comunque il regolamento. Sono stati infine richiamati alcuni aspetti legati al doppio tocco accidentale sul calcio di rigore e alle modalità di ripresa del gioco quando il pallone colpisce l’arbitro o un elemento estraneo al terreno.
L’intervento di Fiorini non si è limitato all’esposizione delle disposizioni. I filmati e le situazioni concrete hanno offerto agli allenatori la possibilità di confrontarsi sulle interpretazioni arbitrali, portando all’attenzione del presidente della sezione bergamasca dubbi e casi verificatisi durante le partite, anche nei campionati giovanili.
Proprio il settore giovanile è stato indicato come uno degli ambiti nei quali le nuove disposizioni richiedono un lavoro di spiegazione e accompagnamento.
Al termine della parte tecnica si è aperto il confronto diretto tra i rappresentanti dei club e il mondo arbitrale. I tecnici hanno potuto illustrare le problematiche riscontrate sui campi e chiedere chiarimenti, mentre la sezione AIA ha avuto modo di spiegare le ragioni delle disposizioni e le modalità con cui devono essere applicate.
La serata di Stezzano ha così riunito formazione, approfondimento regolamentare e dialogo tra le diverse componenti del calcio bergamasco. Il messaggio emerso dagli interventi è la necessità di una collaborazione concreta: conoscere le regole, rispettare i ruoli e utilizzare i canali corretti per affrontare le criticità sono passaggi fondamentali per ridurre le incomprensioni e contribuire a un ambiente sportivo più sereno.
Lorenzo Magoni
Arbitri e allenatori, a Stezzano il confronto sulle nuove regole del calcio

